WPP e Publicis Groupe, dicono gli analisti di Morningstar, sono le due società leader nel settore della pubblicità e grazie a un modello di business molto flessibile sono in grado di gestire al meglio i costi operativi. Per questo, aggiungono, non dovrebbero soffrire per una brusca e prolungata contrazione dei margini di profitto in caso di un improvviso peggioramento della congiuntura come quello atteso nei prossimi trimestri.

“Nel caso di WPP abbiamo tagliato le stime di crescita dei ricavi e ora ci aspettiamo un calo del 5% nel 2020 e vendite piatte per il 2021 (in calo rispetto al 2% atteso in precedenza), anche se il margine Ebit si manterrà stabilmente sopra quota 10%. In base a queste ipotesi la stima del fair value è scesa da 1.450 GBX a 1.300 GBX”, dice Ali Mogharabi, analista azionario di Morningstar (report aggiornato al 9 marzo 2020).

WPP si difende grazie ai clienti del packaged food

L’azienda britannica è molto esposta al rischio di diffusione del COVID-19 in Europa e Nord America, mercati da cui ricava rispettivamente il 34% e il 37%. Inoltre deriva il 10% circa del suo giro d’affari dalla Cina. L’impatto sui conti sarà dunque importante, ma il vantaggio di WPP è la sua scarsa esposizione al settore viaggi e tempo libero, il più colpito dal crollo della domanda dei consumatori. Da questo comparto ricava solo il 4% del suo fatturato, mentre le aziende dell’industria dei prodotti confezionati, che rappresentano un quarto del suo giro d’affari, potrebbero raccogliere la maggior domanda prodotta dalla paura per la diffusione del virus e per questo dovrebbero tagliare il meno possibile gli investimenti pubblicitari.

Fair value ridotto a 56 euro per Publicis

Nel caso di Publicis Groupe, che ha una maggior esposizione ai settori viaggi, tempo libero e del lusso, e che ricava il 10% delle sue entrate dalla regione Asia Pacifico, le attese sono ora per un calo del 2,8% dei ricavi nel 2020 e una crescita media dell’1,6% nei successivi 10 anni e un margine operativo costantemente attorno al 16%. “In base a queste previsioni abbiamo deciso di tagliare il fair value del titolo da 62 a 56 euro, ma in ottica di lungo periodo non mancano i motivi per cui essere ottimisti sul titolo”, dice Mogharabi. “Negli ultimi anni l’azienda francese se è trasformata e la recente acquisizione di Sapient le permette ora una maggiore esposizione ai segmenti del digital advertising che è in forte crescita. Inoltre, l’azienda ha di recente raggiunto un accordo con la Walt Disney che le consentirà di sopperire alla perdita di alcuni clienti registrata lo scorso anno” (report aggiornato al 9 marzo 2020).

Francesco Lavecchia