L’epidemia di coronavirus può condizionare negativamente il settore del lusso. Ma non è detto che tutti i titoli del segmento siano delle occasioni d’acquisto. Tuttavia, dicono gli analisti di Morningstar, qualche sacca di valore si può trovare. Soprattutto, aggiungono, se si ragiona nel lungo periodo.

L’indice Morningstar Global Luxury nel mese di gennaio (in euro) ha perso il 3,5% per poi dare segni ripresa nelle settimane seguenti (+2% da inizio anno fino al 17 febbraio). Nel 2019 il paniere ha guadagnato quasi il 40%.

Indice Morningstar Global Luxury

Dati in euro aggiornati al 17 febbraio 2020

Fonte: Morningstar Direct

“L’indice è stato condizionato dall’espandersi dell’epidemia di coronavirus ma anche dalle restrizioni che la Cina e altri paesi hanno imposto sugli spostamenti”, spiega Jelena Sokolova, equity analyst di Morningstar. “L’estendersi del contagio, tra l’altro, è coinciso con il Capodanno lunare cinese che è una importante occasione di shopping e viaggi in quel paese”.

La congiura degli eventi, in questo caso, è stata particolarmente forte considerando che proprio le spese durante i periodi di festa sono uno dei trend che, storicamente, fanno bene al settore del lusso. “Oltre a questo va considerato che la dipendenza del segmento luxury dallo shopping da parte dei cinesi è cresciuta sempre di più nel corso degli ultimi anni”, spiega l’analista. “Abbiamo provato a comparare questa epidemia a quella della Sars del 2003. All’epoca il settore dipendeva dagli acquisti cinesi solo per il 2%. Oggi le spese di quel paese pesano per il 35%. Inoltre, circa l’11% delle spese dei cinesi nel lusso sono fatte entro i confini domestici, mentre il resto avviene all’estero. Da questo punto di vista, ci sono degli impatti derivanti dalle restrizioni ai viaggi e gli effetti nel breve termine possono essere pesanti”.