Non verrà ricordata sicuramente come una delle migliori settimane, quella appena trascorsa, per le criptovalute

In molti, probabilmente, si staranno chiedendo di cosa si stia parlando.

Cerchiamo di capire meglio. Che cosa sono le criptovalute?

Prendiamo la corretta definizione dal sito della Consob:

"Il termine si compone di due parole: cripto e valuta. Si tratta quindi di valuta 'nascosta', nel senso che è visibile/utilizzabile solo conoscendo un determinato codice informatico (le c.d. 'chiavi di accesso' pubblica e privata, in linguaggio ancora più tecnico). 

Si tratta quindi di un qualcosa che non ha consistenza fisica e materiale: non potrete mai mettere nel portafogli un bitcoin, per esempio, o dimenticarlo nella tasca dei pantaloni.

Qui si parla di pura realtà virtuale, il cui scambio può avvenire esclusivamente per via telematica.

Gli scambi e le transazioni sono regolate da un sistema di comunicazione definito crittografia.

In particolare, come evidenzia il sito welinkaccountants.it:

"Alla base della crittografia digitale applicata alle criptovalute ci sono due elementi che permettono un’elevata sicurezza: l’hashing, che verifica l’integrità dei dati, e la firma digitale, che permette ad un individuo di dimostrare il possesso di una parte dell’informazione criptata."

Criptovalute: caratteristiche e peculiarità

Abbiamo appunto visto che, per definizione, le criptovalute sono qualcosa di intangibile, invisibile e utilizzabile esclusivamente per via telematica.

Sono considerate uno strumento di pagamento dall'elevato potenziale, così come l'intero sistema della blockchain, spesso collegato, erroneamente, solo ai Bitcoin.

In realtà, c'è un legame molto forte tra Bitcoin e blockchain come riportato dal blog osservatori.net. Più nel dettaglio:

"La relazione fra Blockchain e Bitcoin è tanto stretta, quanto cruciale. Rilasciata nel 2009, Bitcoin è stata la prima criptovaluta ad utilizzare una nuova tipologia di registro distribuito, noto appunto come Blockchain. Tra le novità introdotte dai Bitcoin, il fatto che ogni transazione fosse legittimata da una rete decentralizzata e non dalle autorità centrali."

Non avendo corso legale, non sono ovviamente accettate come mezzo di pagamento a livello universale, bensì su base volontaria. Non essendo di diretta emissione di Banche Centrali dei vari Paesi, non sono sottoposte a controllo e regolamentazione governativa, ma del singolo Ente che le ha emesse. Con prodromi e regole che identificano una community e che dalla stessa sono accettate.

Criptovalute: Sua maestà Bitcoin

Leggiamo, dal sito della Borsa italiana:

"Il Bitcoin è una moneta virtuale creata nel 2009 creata da uno o più hacker con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. Diversamente dalle altre valute il Bitcoin non ha dietro una Banca centrale che distribuisce nuova moneta ma si basa fondamentalmente su due principi: un network di nodi, cioè di pc, che la gestiscono in modalità distribuita, peer-to-peer; e l'uso di una forte crittografia per validare e rendere sicure le transazioni."

Indiscussa star e regina tra le criptovalute, il Bitcoin, dopo aver sfiorato il livello massimo delle sue quotazioni ad inizio novembre 2021 (ovvero circa 69.000 dollari), ha visto precipitare il proprio valore intorno ai 47.000 dollari, perdendo, tra l'altro, oltre il 16% in sole 24 ore.

In generale, l'ultima settimana è stata decisamente nera per le criptovalute tra le quali, solo quelle di ridotti volumi e diffusione, hanno dato qualche piccola soddisfazione. Poco, pochissimo, per non dire nulla.

Che sta succedendo?

Criptovalute: i perché di una settimana nera

Sono diverse le motivazioni che hanno portato a questa settimana nera per le criptovalute. La prima ha a che fare con la parola tassazione.

Le criptovalute, infatti, devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi. Lo stabilisce infatti l'art. 67 del Dpr n. 917/86 e ne chiarisce le modalità, l'interposto n. 788 del 24 novembre 2021 dell'Agenzia delle Entrate.

Le plusvalenze, ovvero i guadagni realizzati, costituiscono redditi diversi e vanno dichiarati nel "quadro RW" della propria dichiarazione dei redditi. 

Le notizie che hanno penalizzato i mercati azionari, poi, hanno creato ripercussioni anche sul mercato delle criptovalute. Ecco che quindi la diffusione della variante Omicron e la possibile stretta monetaria che gli Stati Uniti potrebbero mettere in atto, non hanno di certo aiutato Bitcoin e simili. 

Inoltre, sono sempre vivi i timori per una possibile manovra regolamentare da parte di Governi e Banche Centrali sulle valute digitali. Una regolamentazione che, in tal senso, sarebbe sicuramente penalizzante per il Bitcoin e i suoi fratelli/sorelle.

Altra problematica è quella relativa alla questione tutt'ora irrisolta della sostenibilità ambientale delle criptovalute. Il problema è molto attuale in Kazakistan, che ha riscontrato forti blackout dovuti all'aumento dell'utilizzo della rete da parte dei miner che hanno abbandonato Paesi come la Cina meno permissivi in tal senso

Criptovalute: volatilità estrema

Se da una parte ci sono personaggi come Nayib Bukele, Presidente di El Salvador che continuano ad acquistare bitcoin per la casse del proprio Paese, dall'altra, è bene ribadire come, trattandosi di un investimento decisamente volatile, non sia adatto a tutti.

Ogni persona, infatti, ha un proprio profilo di rischio e una propria soglia di accettazione delle perdite. C'è chi non tollera di perdere nemmeno un centesimo, figuriamoci se sarebbe in grado di digerire un andamento stile montagne russe del proprio investimento.

Come sempre, se ci si vuole avvicinare a mondi poco conosciuti, è bene farlo con gradualità, dopo essersi comunque informati ed aver compreso pienamente a quali rischi si può andare incontro. Dare retta al barista che ha raddoppiato i suoi soldi nel giro di un mese o alla massaia che è diventata improvviamente ricca, può anche rivelarsi un colpo di fortuna ma è meglio non abusare della stessa.

Se già vivete con apprensione un investimento azionario, probabilmente le criptovalute non fanno al caso vostro. Volendo provare, in ogni caso, è bene decidere una cifra che, in cuor vostro, potete accettare di perdere. Se poi invece le cose dovessero andare per il verso giusto, allora potrete comunque sorridere e permettervi qualche lusso extra.

Insomma, come tutti gli investimenti, vanno attentamente soppesati i rischi. L'informazione che conduce alla consapevolezza è il primo, fondamentale passo, per qualsiasi forma di investimento.

Criptovalute: Coinbase lancia gift card natalizia

Una iniziativa natalizia sicuramente nuova e decisamente particolare, è quella lanciata da Coinbase, piattaforma di exchange di criptovalute, ovvero un luogo virtuale nel quale si scambiano le stesse (in pratica la Piazza Affari borsistica).

Una gift card quale dono natalizio decisamente fuori dai generis.

Ovviamente occorre essere registrati sul sito Coinbase e, dopo aver scelto l'opzione Gift, occorre indicare i dati della persona alla quale si vuole fare questo regalo innovativo.

Se la persona destinataria del presente ha, a sua volta, un account Coinbase, si apre una possibilità di scelta decisamente vasta di coin e token da regalare. Se invece l'omaggiato è un novizio in materia, si può scegliere il regalo tra le cinque criptovalute più importanti del mercato. 

Infine, la card può essere personalizzata, come una qualsiasi confezione dono natalizia. Dopodichè, è pronta per essere pagata e, successuvamente, recapitata al destinatario. 

Può essere un modo per fare un regalo alternativo rispetto ai classici doni natalizi e perchè no, permettere alle persone che si amano, di accedere ad un mondo a loro sconosciuto e che potrebbe comunque essere foriero di soddisfazioni nel tempo.

Il momento potrebbe anche essere particolarmente favorevole, dopo la settimana nera e, in generale, il marcato crollo delle quotazioni. Ovviamente tenendo presente che non per forza, dopo un crollo accentuato, ci debba essere una risalita repentina. La gift card, al limite, può essere coniderata un regalo che va a sostituire quei classici doni che poi, magari, rimangono negli armadi per anni. 

Nel caso di oggetti, se proprio inutili, possono essere riciclati o al massimo finire nella spazzatura. Nel caso dei bitcoin, invece, potrebbero anche regalare piacevoli sorprese.