Ransomware: virus tecnologico che limita l’acceso al dispositivo che infetta e chiede un riscatto per sbloccarlo. DDOS: attacco digitale che vuole impedire l’uso di una risorsa di rete, come ad esempio, un sito Internet. Phishing: truffa effettuata online con la quale si vuole ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali. 0-day: qualsiasi vulnerabilità di sicurezza informatica non espressamente nota allo sviluppatore e che può essere sfruttata per compiere crimini. Questi quattro termini una volta utilizzati da una ristretta cerchia di esperti in cyber-sicurezza, sono ormai problemi quotidiani che coinvolgono tutti i cittadini: stati, professionisti, imprenditori o dipendenti di aziende private e pubbliche, e semplici studenti. Alcuni economisti stanno anche lanciando l’allarme sul rischio di un attacco informatico coordinato che bloccherebbe l’attività finanziaria mondiale.

Ma, dicono gli analisti di Morningstar, dal punto degli investitori la sicurezza digitale sta diventando anche una buona opportunità di investimento.

Aumentano i cyber-attacchi

Che la cybersecurity stia diventano un problema globale sempre più importante lo dicono i numeri. Secondo l’ultimo rapporto Clusit 2019 dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica (un organismo che raccoglie 500 operatori del settore e che fa capo al Dipartimento di informatica dell’Università di Milano), a livello mondiale (Italia inclusa) dal 2011 fino al primo semestre di quest’anno ci sono stati 9.174 attacchi definiti come “di particolare gravità”, cioè che hanno avuto un impatto significativo per le vittime in termini di perdite economiche, di danni alla reputazione e di diffusione di dati sensibili (personali e non).