Mentre si profilano i presupposti per aprire una nuova crisi di Governo, in seguito alle tensioni che sono emerse con Italia Viva, il Governo è al lavoro per la definizione di un nuovo piano di aiuti per tutte le attività economiche e i lavoratori colpiti dalla crisi. Un occhio di riguardo è previsto per i lavoratori autonomi e per le Partite Iva

In particolare, con l’arrivo del nuovo DPCM in vigore dal 16 gennaio, potrebbe essere presentato anche un decreto aggiuntivo ad hoc per introdurre nuovi bonus e aiuti alle imprese e alle attività colpite dalle nuove chiusure. Si tratta del Decreto Ristori 5, ovvero il quinto provvedimento di aiuti dall’inizio della pandemia e il primo di questo nuovo 2021. Per finanziare i bonus occorrono almeno 24 miliardi di euro, oltre a un nuovo scostamento di bilancio.

La novità principale del Decreto Ristori 5 riguarderebbe l’estensione degli attuali aiuti anche alle categorie lavorative escluse dai precedenti decreti, oltre alla predisposizione di bonus e agevolazioni uguali per tutte le Regioni, indifferentemente dalla fascia di rischio nella quale sono state collocate (giallo, arancione o rosso).

Vediamo quali sono le novità che potrebbero arrivare tra qualche giorno.

Decreto Ristori 5: nuovi bonus in arrivo

Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha già anticipato alcuni temi sui quali si concentrerà il nuovo Decreto Ristori 5. In particolare, si parla di una riforma degli ammortizzatori sociali con la possibilità di introdurre una cassa integrazione anche per le Partite Iva e i lavoratori autonomi (la cosiddetta Iscro) prevista dalla Legge di Bilancio per il 2021. 

Sempre nell’ambito del lavoro autonomi, il Governo sta pensando di introdurre un bonus da 1.000 euro per le Partite Iva che hanno registrato perdite di fatturato pari ad almeno il 33% e possiedono un reddito complessivo non superiore ai 50 mila euro.

E ancora, la Ministra Catalfo ha annunciato l’arrivo di “ulteriori misure per lavoratori e imprese”, per esempio nuovi contributi a fondo perduto per professionisti e lavoratori iscritti agli albi professionali – ad esempio architetti o avvocati –. 

Inevitabilmente si parlerà anche dei nuovi fondi in arrivo dal Recovery Plan sulla sanità e sui vaccini, oltre a presentare la rottamazione, il saldo e lo stralcio delle cartelle. Ma andiamo con ordine: vediamo i nuovi bonus in arrivo e i loro beneficiari.

Ristori 5: stanziamento di risorse in deficit

Per finanziare tutte le misure in arrivo con il Decreto Ristori 5 il Governo ha chiesto uno stanziamento di risorse compreso tra i 24 e i 30 miliardi di euro, per i quali, però, serve l’approvazione di un nuovo scostamento di bilancio (il quinto in 10 mesi). Senza l’approvazione di Italia Viva si procede con un nulla di fatto. Attualmente i rapporti con il partito di Matteo Renzi sono tesi e si rischia la crisi di Governo in una situazione già incerta a causa della crisi sanitaria.

L’Esecutivo, quindi, punta a innalzare il deficit a 1,5 punti (pari al 7% del Pil) per poter introdurre una nuova riforma degli ammortizzatori sociali, una nuova cassa integrazione per le Partite Iva, nuovi contributi a fondo perduto per i professionisti e il bonus INPS destinato alle imprese danneggiate dalla crisi legata al Covid-19 (ovvero un bonus da 1.000 euro per i lavoratori autonomi e per le Partite Iva).

Le novità del Decreto Ristori 5

Le principali novità del Decreto Ristori 5 rispetto al Ristori quater sono l’ampliamento degli aiuti inseriti nel provvedimento a diverse categorie produttive o lavorative che erano dapprima escluse dai benefici. Non saranno più precisati i codici ATECO che potranno richiedere i bonus, ma invece i benefici saranno generalizzati.

Inoltre, verrà superata la suddivisione dei benefici per fasce di colore (giallo, arancione o rosso) e quindi tutte le Regioni – indipendentemente dal colore legato all’andamento epidemiologico e al rischio di diffusione del Covid – potranno beneficiare dei medesimi sostegni dello Stato qualora rispettino i requisiti richiesti.

Infine, un altro cambiamento riguarda anche il calcolo del calo del fatturato: di dovrà tenere conto delle perdite registrate nei primi sei mesi del 2020 anziché fare il raffronto tra il mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019.

Analizziamo ora gli aiuti in arrivo dalle prossime settimane, i requisiti per richiederli e le modalità attraverso le quali si potranno presentare le richieste.

Contributi a fondo perduto per i professionisti

I nuovi contributi a fondo perduto dovrebbero riguardare tutti i titolari di Partita Iva, inclusi i professionisti iscritti ai relativi albi (come commercialisti, avvocati o architetti). Non dovrebbero, quindi, presentarsi i limiti legati ai codici ATECO. 

Per poter accedere ai nuovi contributi a fondo perduto, dunque, sarà sufficiente dimostrare di aver subito un calo del fatturato – da calcolare sulla base dei primi sei mesi del 2020 – e non sarà necessario classificare i lavoratori sulla base del colore della Regione di appartenenza (se giallo, arancione o rosso). 

Ulteriori requisiti potrebbero essere comunicati nel decreto attuativo che dovrebbe emanare il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Cassa integrazione e riforma degli ammortizzatori sociali

Il Decreto Ristori 5 andrà a sommarsi alle misure inserite nella Legge di Bilancio 2021, che ha previsto la possibilità di richiedere ulteriori 12 settimane di cassa integrazione in deroga dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021 e fino al 30 giugno 2021. Queste settimane, però, sarebbero riservate alle sole imprese in crisi e una parte di esse dovrà essere a carico dell’azienda stessa.

Nella Legge di Bilancio 2021, inoltre, dovrebbe confluire la nuova cassa integrazione prevista per le Partite Iva e per i lavoratori autonomi. Si chiamerà Iscro e per accedervi occorrerà dimostrare di aver subito perdite di fatturato pari ad almeno il 33% dei corrispettivi, oltre a possedere un reddito complessivo inferiore ai 50 mila euro. Infine, occorre avere aperto una Partita Iva da almeno 3 anni e aver versato regolarmente tutti i contributi previsti.

Bonus 1.000 euro per gli autonomi e le Partite Iva

Il famoso bonus da 1.000 euro per le imprese danneggiate dalla crisi sarebbe lo stesso beneficio che viene riservato per lavoratori autonomi a Partita Iva e liberi professionisti. Nel Decreto Ristori 5, infatti, si è voluto dare un sostegno poderoso ai lavoratori autonomi che sono spesso rimasti esclusi dai precedenti benefici.

Tuttavia, il Governo ha disposto alcuni requisiti da soddisfare per poter richiedere il bonus da 1.000 euro, le cui modalità di richiesta non sono ancora state rese note. In particolare, è necessario:

  • Dimostrare di possedere la Partita Iva da almeno 3 anni,
  • Avere un reddito annuo non superiore a 50 mila euro,
  • Godere di una posizione contributiva regolare,
  • Dimostrare di aver subito un calo di fatturato pari ad almeno il 33% nel 2020 rispetto all’anno precedente.

Un successivo decreto attuativo del bonus emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunque, andrà a delineare le modalità di presentazione delle domande oltre a definire con estrema chiarezza tutta la documentazione necessaria e i requisiti richiesti per accedere al beneficio.

Rottamazione cartelle, saldo e stralcio

Nel Decreto Ristori 5 il Governo inserirà anche alcune agevolazioni fiscali: in particolare, è stata confermata la rottamazione delle cartelle esattoriali, il saldo e lo stralcio. In questo modo si procederà bloccando circa 50 milioni di atti in arrivo dal 1° gennaio dall’Agenzia delle Entrate.

La viceministra dell’Economia, Laura Castelli si è espressa sulla decisione politica sottolineando l’importanza di un “intervento strutturale che cancelli quanto non è più recuperabile”.

Sanità e vaccini

Infine, un’ultima considerazione è da farsi sulla questione dei vaccini e sul capitolo della sanità. Il quinto Decreto Ristori, infatti, stanzierà altri 3 miliardi di euro per proseguire con il calendario delle vaccinazioni contro il Covid-19.

La campagna – lo ricordiamo – è iniziata il 27 dicembre 2020 con le prime dosi somministrate al personale medico e sanitario, mentre in seguito si è passati anche alla vaccinazione degli ospiti delle Rsa. Nei prossimi mesi – presumibilmente da febbraio 2021 – toccherà agli anziani over 80 anni (che verranno contattati direttamente dalle Asl per la somministrazione e il richiamo), per poi passare agli over 60 e alle persone più fragili. Infine, si procederà a vaccinare anche gli over 50 in vista del raggiungimento dell’immunità di gregge.

Verso nuove restrizioni dal 16 gennaio 2021

Il Governo è pronto a varare anche il nuovo DPCM del 16 gennaio con la previsione di inasprire i parametri di classificazione delle Regioni in fasce di rischio. Attualmente – dal 5 gennaio 2021 – se l’indice Rt di una Regione supera l’1 scatta la fascia arancione (prima occorreva l’1,25), mentre se l’indice Rt della Regione supera l’1,25 scatta la fascia rossa (prima occorreva l’1,5). Si ipotizza anche – nonostante l’opposizione delle Regioni – l’introduzione della zona rossa nelle Regioni in cui i contagi ogni 100 mila abitanti siano pari o superiori a 250 persone.

Nel nuovo DPCM dovrebbe essere confermato il coprifuoco dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, oltre alla conferma del divieto di spostamento tra le Regioni (anche se inserite in fascia gialla) e dovrebbe essere introdotto il divieto di asporto di cibi e bevande dai bar dopo le ore 18.

Potrebbe giungere anche un nuovo slittamento all’apertura delle piste da sci (il Ministro Roberto Speranza aveva disposto la riapertura al 18 gennaio, ma non pare auspicabile la ripresa dello sci prima della scuola in una situazione in cui non è ancora possibile spostarsi tra le Regioni).

Molte Regioni, infine, rischiano di passare nella zona arancione dal 17 gennaio: in primi il Lazio, i cui ospedali sono ormai al collasso. Attualmente – in seguito all’ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza – sono 5 le Regioni in zona arancione: Veneto, Lombardia, Calabria, Sicilia ed Emilia Romagna.