Nonostante l’assenza della Lega al Cdm il governo ha approvato e lavorerà sulla lotta all’evasione, cuneo fiscale, riforma del catasto e altri temi. Come aveva anticipato giorni fa, in occasione della conferenza a margine della presentazione della Nota di aggiornamento al Def ,subito dopo la chiusura dei seggi, il premier Draghi ha incontrato la cabina di regia e il Consiglio dei ministri con l’obiettivo di approvare la delega fiscale già rinviata per ben due volte. 

L’incontro in Cdm, seguito alla cabina di regia, è però stato disertato dalla Lega, assente sulla discussione per la legge delega del fisco, a cui non ha voluto partecipare per protestare nei confronti della riforma sul catasto. Secondo Salvini la delega fiscale non conterrebbe quello che era stato definito negli accordi e non ci sarebbe stato un tempo adeguato ad analizzarla.

Ad ogni modo il Governo ha comunque approvato la delega fiscale e il Premier ha ribadito, nella conferenza stampa che è seguita, che vuole realizzare una riforma sulla casa che consenta di accatastare tutto (anche quello che non lo è stato) e che procederà alla revisione delle rendite catastali allineandole al mercato. 

Un processo che richiederà 5 anni, ma per cui, ha confermato, si impegna a non far pagare più tasse. Il ministro dell’economia Franco ha, invece, voluto ribadire che la delega sarà realizzata anche nell’ottica di contrastare l'evasione e l'elusione fiscale (la stima è di circa 100 miliardi). 

Un contenimento necessario e funzionale alla riduzione delle aliquote e a favorire la crescita economica nel prossimo triennio cosi come illustrato nei giorni scorsi.

Va ricordato che la delega sul fisco doveva era discussa a luglio, come da cronoprogramma inserito nel Pnrr, successivamente era slittata a fine settembre e quindi rinviata alla chiusura delle urne. Gli slittamenti sono stati ufficialmente giustificati con motivazioni di natura tecnica ma è noto che ci sono temi all’interno della delega che mettono in fibrillazione i partiti che compongono la maggioranza. 

Si parte con il voto dei due rami del Parlamento sulla Nadef che permetterà di introdurre il dibattito sui capitoli più delicati della manovra da varare a metà ottobre.

Delega fiscale: ecco le riforme attese

Uno dei principali temi che dovrà essere discusso sarà la riforma dell’Irpef come preludio di una riforma organica del fisco oggetto della delega, poi si passerà ai temi attinenti al lavoro e alle pensioni a partire dalla rivisitazione del reddito di cittadinanza, a come gestire la fine di “Quota 100” e ai nuovi ammortizzatori sociali. 

Inoltre, prima della fine di ottobre dovrà essere pronto anche il disegno di legge sulla concorrenza. Una missione particolarmente intensa e complessa che sicuramente creerà accese contrapposizioni politiche tra i partiti e sul quale potrebbe influire anche il risultato elettorale nei comuni. 

Draghi appare comunque molto focalizzato sugli obiettivi da perseguire e poco condizionato dalle dichiarazioni politiche, forte anche delle recenti dichiarazioni di non alzare le tasse con la nuova manovra. Concetto che ha confermato anche per il Catasto che dovrà definire la riforma ma senza avere una tassazione invariata per i cittadini. 

Probabilmente nella delega saranno fissati solo i principi generali, in attesa di adottare più avanti le scelte definitive con i decreti attuativi.  Ma intanto nei prossimi giorni, in considerazione della prossima legge di bilancio e del decreto fiscale, dovranno essere prese le decisioni riguardo la riforma dell’Irpef e la riforma delle cartelle esattoriali. 

Tra i dossier più delicati c’è sicuramente anche quello delle pensioni, sul quale, al momento Draghi non si è mai espresso. Così come anche sui temi degli ammortizzatori e del reddito di cittadinanza il confronto non sarà semplice, seppure la forte perdita di consensi nelle comunali da parte dei Cinque Stelle favorirà ancora di più la spinta di gran parte della maggioranza a porre maggiori restrizioni sull’azione del sussidio e a rimodularlo in un’ottica più in linea delle logiche europee.

Tra gli altri temi, oltre alla riduzione del cuneo fiscale, troveranno sicuramente spazio quelli relativi al riordino dell’Iva, alle aliquote e all’archiviazione dell’Irap. 

Un altro elemento della delega sarà relativo alla fusione tra l’Agenzia delle Entrate e quella della Riscossione, in linea con le indicazioni arrivate dal Fmi. Vediamo nello specifico quali saranno i singoli interventi.

Delega fiscale: semplificazione dell’Iva 

Sicuramente rappresenta uno dei temi che accenderà il confronto nella maggioranza. Va infatti ricordato che finora ogni intervento è sempre statO bloccato dai timori politici connessi ad un possibile aumento dell’imposta per alcune categorie. 

Il Parlamento recentemente ha chiesto al Governo delle semplificazioni in tema di IVA ( che attualmente si articola in 4 aliquote ), e di valutare anche la possibilità di ridurre l’IVA ordinaria. 

L’obiettivo delle delega sarà proprio la semplificazione, stando attenti a non andar ad incidere con il fisco su quelli che sono i consumi interni e che rappresentano la benzina per la ripresa che Draghi sta cercando di attuare e che vuole mantenere per i prossimi tre anni. 

Delega fiscale: la contestata riforma del Catasto 

L’attività relativa alla riforma del catasto è stata rilanciata la settimana scorsa dal premier Draghi ed è presente nella delega che oggi è stata all’esame dei partiti e governo. Gli obiettivi sono principalmente due. Il primo riguarderebbe il cambiamento dell’attuale sistema di rendite e moltiplicatori, che saranno sostituiti da parametri più coerenti con la realtà del mercato immobiliare.

Il secondo punto, invece, avrà come obiettivo la lotta all’evasione attraverso interventi sulla privacy per la gestione ottimale dei dati disponibili nelle banche dati in merito agli immobili fantasma (2,1 milioni) che risultano non vengono dichiarati. Sarà il confronto fra i partiti a definire quale sarà il tasso approfondimento della riforma o la sua genericità con rinvio al prossimo esecutivo. 

Delega fiscale: taglio dell'Irpef e abolizione dell’Irap

La promessa centrale della riforma fiscale si basa sull’alleggerimento del carico sul lavoro. Il Parlamento avrebbe chiesto di tagliare l’attuale aliquota al 38% per i ceti medi, ossia quelli che presentano un reddito lordo annuo compreso tra i 28mila e 55mila euro. 

Relativamente al mondo delle imprese la riforma del fisco si incentrerà anche sul superamento dell’Irap, che è un intervento espressamente richiesto anche da Camera e Senato. 

La delega si occuperà del tema per poi demandare ai decreti attuativi lo scioglimento delle tematiche tecniche derivanti da un possibile progetto di fusione con l’Ires (diventerebbe un addizionale) che finirebbe per aumentare le aliquote legali dell’imposta sulle società. 

Gli altri capitoli della delega fiscale

Il governo dovrà occuparsi anche del riordino delle tax expenditures, cosi come anticipato nei giorni scorsi dalla Nadef, nel tentativo di trovare delle coperture per ulteriori altri tagli fiscali. 

Riguardo la lotta all’evasione farà riferimento al potenziamento degli strumenti che favoriscono l’adempimento spontaneo (tax compliance) e allo stesso tempo si lavora all’allentamento dei vincoli sulla privacy, come da richiesta dalle Camere, che permetterebbe una più efficace politica contro l’evasione qualora si effettuasse un riordino più generale dei diritti alla riservatezza.

Cartelle esattoriali: al voto la risoluzione

Il capitolo del recupero di tasse, multe e contributi che non sono stati pagati sarà il primo vero test post-elettorale su cui si verificherà la maggioranza. 

L’appuntamento è in programma per oggi, quando la commissione Finanze della Camera e del Senato voteranno la risoluzione sul documento che riguarda lo stato della riscossione. 

La risoluzione considera da un lato interventi che mirino a svuotare il magazzino attraverso l’adozione di un meccanismo automatico di discarico dei vecchi ruoli che oggi non sono più riscuotibili; dall’altro, valuterà delle modifiche che consentano una ripresa più graduale dei versamenti dopo la sospensione dovuta all’emergenza Covid. 

Su questo aspetto alcuni partiti hanno richiesto al Governo di impegnarsi a valutare una proroga dei termini per il versamento delle rate dovute, e di concedere una sospensione come quella disposta per gli altri debitori di agenzia delle Entrate-Riscossione, ossia pari a 18 mesi con riferimento alle scadenze 2021. 

Inoltre, sempre alcuni partiti della maggioranza avrebbero richiesto di valutare un possibile differimento della decorrenza a data fissa della notifica delle cartelle per consentire che i 60 giorni previsti per pagamento o l’impugnazione decorrano a partire da tale data. Il problema prende in considerazione anche la difficoltà di riprendere i versamenti in modo massivo a partire da gennaio 2022. 

Aspetti da non trascurare perché da queste entrate dipende, tra l’altro, la capacità di realizzare l’obiettivo dei 7 miliardi di riscossione definito dal Mef per il 2021. 

Sono attualmente quattro le problematiche che richiedono attente valutazioni: abbattimento del pregresso (non più recuperabile), organizzazione, remunerazione, meccanismi più severi per i recidivi. 

Sul tema le commissioni chiederanno di prevedere meccanismi di inesigibilità automatici, mentre relativamente all’organizzazione si dovrà supererà l’attuale sistema duale attraverso l’unificazione tra Entrate e l’agenzia per la riscossione (destinato a entrare in delega così come la cancellazione degli inesigibili) ma su cui il parlamento chiede all’esecutivo una fusione graduale e in più passaggi. 

Il Parlamento, su richiesta della Corte costituzionale, ha indicato al Governo di eliminare l’aggio spostando la remunerazione dell’esattore sulla fiscalità generale, così come avviene già in altri Paesi europei. 

Si cercheranno, inoltre, meccanismi di riscossione più incisivi nei confronti dei contribuenti recidivi (che rappresentano il 90% dei destinatari di cartelle), mediante una maggiore aggressione dei patrimoni degli stessi che si renderebbe possibile attraverso l’adozione delle modifiche alla privacy e ad un maggiore aggiornamento relativamente alle situazioni finanziarie dei debitori morosi.