Per capire l’operazione Franklin Templeton-Legg Mason bisogna allargare lo sguardo all’industria del risparmio gestito nell’ultimo decennio. E’ vero, le Borse sono salite e il patrimonio ha toccato livelli record, ma la fase successiva alla crisi finanziaria del 2007-08 è stata difficile e i prossimi dieci anni potrebbero esserlo ancora di più.

Nozze nel risparmio gestito

Partiamo dalla cronaca. Franklin Resources, società globale di gestione degli investimenti che opera sotto il più conosciuto nome di Franklin Templeton, ha annunciato lo scorso 18 febbraio di aver siglato un accordo definitivo per acquisire Legg Mason, dando vita a un gruppo con 1,5 mila miliardi di dollari di masse gestite a livello globale. L’operazione dovrebbe chiudersi nel terzo trimestre 2020, una volta ricevute le approvazioni normative richieste e il via libera dagli azionisti di Legg Mason.

Il matrimonio non è l’unico annunciato nelle ultime settimane. Il 17 febbraio, infatti, Jupiter asset management ha detto di voler acquisire Merian (in precedenza si chiamava Old mutual global investors). In questo caso, i numeri sono più piccoli, perché dall’unione nascerebbe un gruppo da circa 78 miliardi di euro, ma ugualmente significativi. Le nozze darebbero origine al secondo più grande asset manager di fondi retail del Regno Unito. L’operazione, una volta ottenute tutte le autorizzazioni, dovrebbe completarsi nella seconda metà del 2020.

Fattore dimensionale

“Le società di grandi e medie dimensioni si sono integrate negli ultimi anni in parte per la competizione degli Exchange traded fund (Etf), che hanno costi molto più bassi, offerti da giganti dell’asset management come Vanguard e BlackRock”, spiega Karin Anderson del team di ricerca sui fondi di Morningstar. “E’ convinzione diffusa tra i vertici delle società di gestione e tra gli osservatori esterni che solo raggiungendo dimensioni maggiori si sopravviverà a questo trend. E’ inevitabile, quindi, il consolidamento”. Negli anni scorsi, sono state molte le operazioni di questo tipo, tra cui l’unione tra Janus e Henderson nel maggio 2017, quella tra Standard Life e Aberdeen nell’agosto dello stesso anno e l’acquisizione di OppenheimerFunds da parte di Invesco.