Un assegno onnicomprensivo e capace di inglobare tutte le forme di supporto economico fino a questo momento erogate dallo Stato: questa è la differenza di base tra l’assegno unico e l’Assegno al nucleo familiare.

A partire da gennaio 2022, infatti, l’ANF e tutte le altre forme di incentivi e di detrazioni previste per i nuclei familiari con figli a carico andranno ufficialmente in pensione, lasciando posto alla forma unica di sostegno economico emessa dallo Stato.

Tutte le agevolazioni, i bonus e gli assegni che fino a questo momento sono esistiti per supportare le famiglie con figli a carico, come previsto dalla  legge delega emanata il 21 aprile 2021, andranno in pensione ufficialmente dal nuovo anno.

Anche perchè in questo modo il Governo ha modo di utilizzare le risorse economiche per l'erogazione del nuovo assegno unico, destinato ad una platea ben più vasta.

Ad oggi è stata attivata la piattaforma INPS per consentire a tutti gli aventi diritto di procedere con l’inoltro della domanda e poter ricevere, già dall’inizio del nuovo anno, il nuovo assegno.

Nel frattempo il Governo ha scelto di attivare, in via sperimentale, una prima fase durante la quale, con l’assegno unico ponte, riceveranno un supporto economico tutti quei nuclei familiari che sono stati esclusi dall’Assegno per i Nuclei Familiari.

Le due forme di supporto statale quindi convivranno per l’ultimo semestre del 2021, andando ad interessare categorie diverse di utenti.

In questo video di Luigi Melacarne, proposto nel canale ufficiale, infatti viene rapidamente e in modo esaustivo spiegata la differenza di base tra queste due formule, le tempistiche e altre curiosità importanti: Assegno Nucleo Familiare ANF e Assegno Unico Figli Novità in arrivo da Luglio.

 

Ma andiamo per ordine.

Cos’è l’assegno al nucleo familiare?

L’ANF, ovvero l’acronimo con cui è noto l’assegno al nucleo familiare, rappresenta una forma di sostegno economico statale rivolto a tutti i nuclei familiari composti da:

  • lavoratori dipendenti, lavoratori subordinati e parasubordinati, del settore pubblico o privato;
  • i pensionati ex dipendenti;
  • tutti i lavoratori percettori di ammortizzatori sociali, come la NASPI, la cassa integrazione o l’indennità per malattia o maternità.

La richiesta dell’assegno per il nucleo familiare può essere indistintamente presentata anche dalle famiglie composte con l’unione civile, o ancora in cui i genitori siano separati o divorziati.

Per quest’ultimo caso, se vi è affidamento condiviso e se entrambi i genitori affidatari hanno i requisiti per accedere all’ANF, è necessario procedere con un accordo tra le due parti in cui si indica chi riceve l’assegno. Nel caso in cui non si possa formulare tale accordo scritto, l’assegno spetta di diritto al genitore convivente.

Da questa tipologia di incentivo economico sono escluse numerose categorie di lavoratori che, per altro, non possono accedere neanche a tutte le altre forme statali di sostegno, come il bonus mamma domani e le detrazioni fiscali per i figli a carico. Tra questi ricordiamo:

  • i lavoratori con partita IVA, autonomi e liberi professionisti;
  • i disoccupati che non percepiscono NASPI;
  • i soggetti incipienti.

Per tutti loro infatti per molto tempo è stato impossibile poter beneficiare delle agevolazioni statali nel caso di minori a carico. Proprio per questo motivo, nel decreto attuativo dell’assegno unico, è stato previsto un periodo di transizione, che copre il secondo semestre del 2021, in cui verrà erogato il cosiddetto “assegno unico ponte”, fino all’effettiva entrata in vigore dell’assegno unico nella sua forma universale.

Cos’è l’assegno unico, nelle sue formule ponte e universale?

Come già anticipato, l’assegno unico che entrerà in vigore in modo definitivo a partire dal prossimo gennaio è una forma di sostegno economico che va a interessare, in modo universale appunto, tutti i nuclei familiari in cui sono presenti uno o più figli minori.

Non verrà fatta alcuna distinzione per quanto riguarda il tipo di lavoro svolto dai genitori (o da coloro che richiedono l’agevolazione): l’unico requisito a cui bisogna rispondere è quello di avere un reddito con certificazione ISEE pari o inferiore a 50.000 euro.

Nella sua forma temporanea, o ponte, l’assegno è già stato attivato per tutti coloro che, pur avendo minori a carico, non possono accedere all’assegno al nucleo familiare e a tutti gli altri incentivi economici che al momento esistono e che, ben presto, verranno soppiantati dall’assegno unico universale.

In questa fase di transizione, aumenti anche per ANF

Una fase di transizione, quindi, che porterà con il nuovo anno alla cancellazione di tutti gli aiuti statali per le famiglie con figli minori e l’erogazione del solo assegno unico universale.

E proprio per questo semestre di attesa, oltre all’introduzione dell’assegno ponte il Decreto legge 8 giugno 2021 numero 79 ha introdotto la maggiorazione straordinaria degli assegni ai nuclei familiari, per tutte quelle categorie che, escluse dalla forma temporanea dell’assegno unico, ricevono già gli assegni familiari.

Come indicato dall’INPS, che si occupa dell’erogazione di tutti questi incentivi, nel messaggio n. 2332 del 17 giugno 2021, l’importo degli assegni al nucleo familiare vedranno una maggiorazione mensile pari a:

  • 37,50 euro, per ciascun assegno, nel caso di presenza di uno o due figli minori a carico;
  • 55 euro, per ogni figlio a carico, per i nuclei familiari con tre o più figli.

Per il periodo che va dal 1 luglio, quindi, tutti gli assegni subiranno un incremento automatico.

E proprio a tal proposito l’INPS ha pubblicato le nuove tabelle ANF, per il periodo dal 1° luglio al 30 giugno 2022, per tutte quelle domande che verranno presentate, dagli eventi diritto, a partire dal 17 giugno.

Gli importi riportati nello schema proposto dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale sono stati aggiornati in base ad una serie vittime e valutazioni presentate dall’ISTAT in merito ai consumi delle famiglie e variano in base alla tabella a cui appartiene il  nucleo familiare richiedente.

Parimenti a quanto avviene anche per l’assegno unico, infatti, i due fattori che condizionano il valore dell’ANF sono:

  • reddito familiare relativo all’anno fiscale in corso, che arriva quindi fino al 1° luglio 2021;
  • composizione del nucleo familiare e numero di figli minorenni presenti.

Sebbene le tabelle proposte dall’INPS ricoprano un periodo che arriva fino a giugno del prossimo anno, è quasi certo, stando a quanto dichiarato da tutte le fonti governative, che gli assegni per i nuclei familiari saranno erogati solo fino al 31 dicembre 2021.

Da quella data in poi infatti entrerà correttamente in vigore l’assegno unico e universale.

Tuttavia dalle prime stime che si sono riportate in giro, sembra che l’importo dell’assegno unico, nella sua forma transitoria, sia superiore a quello dell’assegno al nucleo familiare, nonostante le maggiorazioni presentate nelle tabelle riportate dall’INPS.

Ma è possibile scegliere tra assegno ponte e ANF?

La risposta è no: non è possibile optare per l’una o per l’altra soluzione.

L’assegno unico transitorio, infatti, è destinato esclusivamente a tutte quelle categorie che non possono beneficiare degli assegni al nucleo familiare.

Coloro che possono accedere alla fase sperimentale del supporto unico per le famiglie con figli a carico sono state chiaramente identificate sia dal decreto attuativo che dalla circolare emanata dall’INPS il 30 giugno e che reca proprio le linee guida per presentare la domanda.

Bisogna attendere gennaio 2022 per vedere l’estensione della forma unica dell’assegno a tutta la platea e l’unificazione e parificazione dei diritti di tutti i nuclei familiari.