L’assegno unico e universale è ormai una certezza per le famiglie con figli a carico, ma ancora numerosi sono i dubbi che stanno emergendo, come ad esempio la differenza tra la nuova formula di supporto economico e le detrazioni IRPEF che già sono presenti per tanti nuclei familiari.

In questi ultimi mesi il Governo, anche tramite l’INPS, ha cercato di fugare dubbi e portare chiarimenti, sopratutto rispondendo a coloro i quali hanno visto nel nuovo assegno unico una perdita economica rispetto alle agevolazioni che fino a questo momento sono state previste per le famiglie.

Con questo video di Carlo Alberto Micheli vediamo di fare un po’ di chiarezza sulle differenze tra le due agevolazioni per i nuclei familiari con figli a carico: Familiari a Carico: Chi Sono e Come Ottenere Le Detrazioni.

 

Cosa sono le detrazioni IRPEF per i figli a carico?

Nel corso del tempo sono state numerose le agevolazioni che lo Stato ha messo in campo per supportare economicamente i nuclei familiari in cui sono presenti figli minorenni.

Oltre ai vari bonus (come il bonus mamma domani e l'assegno di natalità), una delle opzioni più fruite da parte dei contribuenti è stata senz’altro la detrazione IRPEF per figli a carico.

In questo caso, infatti, determinate categorie di lavoratori hanno diritto a un diminuzione delle tasse da pagare, in modo commisurato alla sua situazione reddituale e al numero dei figli a carico.

L’Imposta sul reddito delle persone fisiche, infatti, può subire una diminuzione nel caso in cui siano presenti, nel nucleo familiare del contribuente, figli a carico.

I requisiti per poter richiedere tale agevolazione sono i seguenti:

  • reddito complessivo pari o inferiore a 95.000 euro. Questa soglia massima viene incrementata di 15.000 euro per ciascun figlio, nel caso di presenza di più di un figlio a carico;
  • figlio di qualsiasi età a carico fiscalmente, quindi che non risulti avere redditi propri superiori a 2.840,51 euro; figli di età fino a 25 anni di età non compiuti con un reddito pari o inferiore a 4.000 euro.

Per quanto riguarda l’importo della detrazione, come avviene anche per l’assegno unico, questa è inversamente proporzionale alla crescita del reddito della famiglia.

Più nello specifico, i valori delle detrazioni possono essere ripartiti come segue:

  • detrazione base per un importo pari a 950 euro;
  • detrazione ne caso di figli di età inferiore a 3 anni pari a 1.220 euro;
  • detrazione per i figli con disabilità grave, in base a quanto regolamentato dall’articolo 3 della legge 104: incremento dell’importo base di 400 euro;
  • nel caso di presenza, nel nucleo familiare, di tre o più figli a carico, l’importo base viene aumentato di 200 euro per ciascun figlio.

La formula che può essere utilizzata per calcolare le detrazioni spettanti per i figli a carico è la seguente:  95.000 - (meno) l’importo del reddito netto (quindi eliminate Ele eventuali ulteriori deduzioni e gli incrementi per i fabbricati assoggettati alla cedolare secca) / (diviso) 95.000.

Alcune categorie sono escluse dalle detrazioni per figli a carico

La possibilità di portare in detrazione gli importi che abbiamo appena visto peri i figli a carico, tuttavia, non è applicabile a tutte le categorie di lavoratori.

In particolare, infatti, i lavoratori autonomi che hanno una partita IVA con regime forfettario non possono beneficiare delle detrazioni IRPEF per i figli a carico.

Infatti, dal momento che si tratta di un regime fiscale agevolato e semplificato, tutte le possibili detrazioni, come anche quelle per le spese sanitarie, vengono calcolate in modo forfettario, appunto, in base all’attività svolta e al codice ATECO di riferimento.

Diverso invece il discorso per le partite IVA ordinarie.

In via teorica, infatti, in questo caso vengono applicate le aliquote e le formule rivolte ai lavoratori dipendenti.

In realtà però anche in questo caso sussistono alcune differenze sostanziali tra le detrazioni di cui possono fruire i lavoratori dipendenti del settore pubblico o private e i liberi professionisti con partita IVA.

Anche per questo motivo il Governo Draghi ha scelto, tra le categorie destinatarie dell’assegno unico ponte, anche i possessori di partita IVA.

Dalle detrazioni IRPEF all’assegno unico e universale

A partire da luglio 2021 è iniziato il graduale cambiamento e passaggio, tramite l’assegno unico ponte, alla definizione assimilazione di tutte le misure a sostegno dei genitori nell’assegno unico universale, a partire dal 1 gennaio 2022.

Come indicato nella legge delega, in vigore dal 21 aprile 2021, che per la prima volta ha introdotto l’assegno unico per i figli a carico, tutte le agevolazioni e detrazioni fiscali per i figli a carico, infatti, vengono abolite.

E proprio per coprire gli importi destinati alla nuova forma di sostegno economico è previsto l’utilizzo delle risorse sinora destinate alle detrazioni per i figli a carico, che saranno gradualmente superate e poi definitivamente eliminate.

Tuttavia, il Governo è stato chiamato a tener conto del fatto che l’eliminazione delle detrazioni IRPEF destinate ai nuclei familiari con figli a carico comporta la penalizzazione di una vasta platea di famiglie che ne beneficiano.

Proprio per questo motivo, per quest’agevolazione nello specifico la nuova formula dell’assegno unico è applicato a piccoli passi.

In questa prima fase, infatti, l’assegno unico temporaneo è rivolto esclusivamente a quelle famiglie che non hanno diritto alle detrazioni per figli a carico (come i possessori di partita IVA o i disoccupati): un questo modo coloro che già ne usufruiscono possono mantenerne il diritto fino alla fine del 2021.

È solo dal gennaio 2022 che l’assegno unico sostituirà in modo definitivo tutte le forme di detrazioni e di bonus per figli a carico.

Probabilmente ulteriori novità saranno divulgate dopo la prossima riforma dell’IRPEF, dopo la quale presumibilmente le detrazioni verranno assimilate nell’assegno unico universale.

In particolare le detrazioni fiscali per i figli saranno riassorbite nel più vasto piano della organizzazione delle agevolazioni rivolte alle famiglie con figli a carico.

Il rischio però è quello di avere forti penalizzazioni per coloro che già oggi usufruiscono di tutti i bonus e delle detrazioni per i figli a carico.

Quali differenze tra assegno unico e detrazioni IRPEF?

La principale differenza tra le detrazioni IRPEF per i figli a carico e la nuova formula dell’assegno unico è data dal limite di età per poter fruire delle due agevolazioni.

Nel primo caso, infatti, non è previsto alcun limite di età per ricevere la detrazione per ciascun figlio a carico.

Il limite anagrafico infatti va ad incidere unicamente sul reddito che può essere percepito dal figlio per il quale si richiede l’agevolazione:

  • in caso di età inferiore ai 24 anni, infatti, può percepire un reddito fino a 4.000 euro;
  • al di sopra dei 24 anni, invece, il limite del reddito è  ridotto a 2.840,51 euro.

Per quanto riguarda invece l’assegno unico universale, invece, l’agevolazione spetta unicamente fino alla maggiore età del figlio a carico e, solo in determinate condizioni, fino al compimento dei 21 anni. L’unico caso in cui non sono previsti limiti per età è se sono presenti disabilità gravi.

Un limite ulteriore è presente nella forma temporanea dell’assegno unico, per il quale infatti in nessun caso è prevista l’estensione fino ai 21 anni ma può essere richiesto esclusivamente per i figli che hanno meno di 18 anni.

Questa differenza in particolare preoccupa i contribuenti, dal momento che questa differenza di requisiti rischia di provocare una sorta di “vuoto” per le varie misure attualmente in essere.

Il Governo a confermato che ci sarà un graduale superamento di queste differenze ma non resta che aspettare gli sviluppi e le eventuali ulteriori novità.