In questa breve guida andremo a vedere tutti i sussidi finanziari, previsti dal Governo per chi è disoccupato o è inoccupato e, dunque, in uno stato di necessità economica. Come ben saprete, infatti, esistono numerosi sussidi per questi soggetti.

Alcuni benefici sono erogati direttamente dall’istituto Nazionale per la Previdenza Sociale INPS; tra questi, numerosi sono i bonus conosciuti, di altri, invece, si sente parlare in poche occasioni.

Andiamo a vedere più nel dettaglio in cosa consistono questi bonus, ma prima vi lascio un video You Tube di Mirster LuL proprio sui bonus rivolti a disoccupati e incapienti: 

INPS, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego

Quando parliamo di NASpI, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, intendiamo un’indennità che viene erogata mensilmente per la disoccupazione. La NASpI ha l’obiettivo di tutelare e sostenere il reddito dei lavoratori che hanno un rapporto di lavoro di tipo subordinato che hanno perso, contro la propria volontà, il proprio lavoro.

Tra i soggetti che possono richiedere la NASpI troviamo i lavoratori dipendenti, tra questi sono inclusi gli apprendisti, il personale artistico, anch’esso con rapporto di lavoro di tipo subordinato, e soci che sono lavoratori di cooperativa che hanno stabilito un rapporto di lavoro di tipo subordinato, secondo quanto affermato all’articolo 1, comma 3, legge 142/2001.

Sono esclusi dal percepire la NASpI tutti i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che lavorano nelle pubbliche amministrazioni, art.1, comma 2 Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e gli operai agricoli, sia che svolgano un lavoro a tempo determinato, che a tempo indeterminato.

I requisiti per ottenere la NASpI sono i seguenti:

  • essere disoccupati
  • avere, nei 4 anni precedenti al periodo di disoccupazione, un minimo di 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione.

Il terzo e ultimo requisito, che possiamo leggere sul sito ufficiale del Governo:

“possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.”

non avrà luogo per tutto il 2021, come predisposto dal decreto-Legge sostegni pubblicato dal nuovo Governo Draghi. Dunque, per tutto l’anno 2021 non servono più le 30 giornate di lavoro effettivo e negli ultimi 12 mesi.

Ricordiamo, infine, che la NASpI viene erogata ogni mese dall’INPS, istituto a cui potrete chiedere la prestazione inviando una domanda esclusivamente per via telematica entro il periodo di 68 giorni dal termine del rapporto lavorativo.

INPS, la Dis-Coll 

Per i lavoratori parasubordinati, poi, c’è la Dis-Coll. Si tratta di un sostegno per i collaboratori coordinati e continuativi, ma anche per quelli a progetto, per gli assegnisti di ricerca e i dottorandi in possesso di una borsa di studio che abbiano perso il proprio lavoro in maniera involontaria.

Questa indennità di disoccupazione non viene riconosciuta a coloro che sono titolari di Partita Iva, ai collaboratori e titolari di pensione e ad amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica.

Il Bonus ISCRO per le partite IVA

Le partite iva sono escluse dai bonus precedenti, ma per loro è stato ideato proprio quest’anno un bonus da 250 a 800 euro mensili. Il bonus, chiamato ISCRO è una sorta di Cassa Integrazione proprio per autonomi e Partite Iva.

Anche questo viene erogato mensilmente dall’INPS l’istituto per la previdenza sociale, per un massimo di sei mensilità. Questo bonus può essere richiesto fino al 31 ottobre 2021, per il primo anno di attivazione, ed è stato introdotto come “esperimento” per il triennio 2021-2023. 

I requisiti per richiedere il bonus ISCRO, acronimo che sta ad indicare l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, sono molteplici e, tra questi v’è anche l’obbligo di presenziare ai corsi per il proprio aggiornamento professionale tenuti da ANPAL.

I requisiti per richiedere il bonus ISCRO all’Inps sono:

  • Essere titolari di Partita Iva da almeno 4 anni al momento di presentazione della domanda
  • Essere iscritti alla gestione Separata INPS
  • Svolgere in maniera abituale l’impiego di lavoratore autonomo
  • Non essere titolare di trattamenti pensionistici di tipo diretto

E ancora

  • Non essere titolare di assicurazione presso altre forme previdenziali obbligatorie
  • Non bisogna essere titolari di Reddito di Cittadinanza
  • Essere in regola con contribuzione previdenziale obbligatoria
  • Avere redditi da lavoro autonomo riferiti al 2020 del 50% o più inferiori all’anno 2019
  • Aver dichiarato nel 2020 un reddito fino a un massimo di 8.145 euro

Se volete saperne ancora di più riguardo a questa indennità vi consiglio di dare un’occhiata a questo articolo: Bonus ISCRO, ecco come richiedere fino a 4.800 € all'INPS

Il Reddito di Cittadinanza

Forse questa è la misura più conosciuta di tutte, ma anch'essa è indirizzata a tutte le persone che hanno un reddito molto basso e che sono senza lavoro. Il reddito di cittadinanza è tra noi da ormai due anni il prevede un'erogazione mensile del beneficio, fatta come di consueto da INPS.

Questa è la misura più conosciuta di tutte a causa dei numerosi evasori e scansafatiche che la percepiscono. Possiamo tranquillamente affermare che la misura era stata pensata correttamente: da un lauto donava un aiuto economico, dall’altra rindirizzava i cittadini in difficoltà nel mondo del lavoro.

Peccato, però che ha funzionato solo la prima delle due, facendo diventare la misura un vero e proprio costo, senza trovare un impiego ai percettori. Si pensi che gli ultimi dati che sono stati forniti dal Presidente di INPS, Pasquale Tridico, parlavano di un 66% di percettori non occupabili nell’immediato

La falla è stata proprio nell’organizzazione della misura: è mancato un database in cui organizzare i beneficiari e i lavori proposti loro. Tendenzialmente, dopo la terza proposta di lavoro rifiutata il beneficio sarebbe decaduto in maniera automatica. 

Questo, però, se i dati dei percettori e i rifiuti fossero stati correttamente inseriti in un database. Insomma, quello di un elenco aggiornato sarà uno dei prossimi obiettivi del Governo, che vuole anche ideare dei corsi di formazione e di aggiornamento professionale, oltre che dei veri e propri corsi per conseguire il diploma a tutti i cittadini con la terza media. 

I requisiti per richiedere a INPS il Reddito di Cittadinanza sono i seguenti:

  • Avere un patrimonio immobiliare, differente dalla prima casa, che non sia superiore ai 30 mila euro;
  • Avere un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, patrimonio che può essere incrementato con l’aumento dei membri del nucleo familiare;
  • Avere un patrimonio familiare inferiore ai 6 mila euro, leggiamo poi che:

“La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto.”

E continuiamo con:

  • Avere un ISEE aggiornato pari o inferiore a 9.360 euro annui;
  • Essere cittadino italiano, europeo, o lungo soggiornante
  • Risiedere sul territorio italiano da almeno 10 anni, di cui 2 continuativi

Quest’ultimo punto è stato il fulcro di numerose polemiche, che hanno coinvolto anche l’Unione Europea; il requisito, infatti, sarà abbassato con la prossima riforma del RdC.

Il Reddito di Emergenza INPS

Anche il Reddito di Emergenza è abbastanza conosciuto. Ha fatto il suo ingresso tra i sussidi alle famiglie in difficoltà, lo scorso anno, col presentarsi della pandemia di Covid e il successivo lockdown. Si tratta di un beneficio che va da 400 a 840 euro e che viene erogato da INPS.

Quest’anno, con il Governo capeggiato dal Premier Draghi, abbiamo avuto due proroghe del REm: quella di marzo, col primo decreto sostegni, e quella di maggio col decreto sostegni bis. Nel primo caso, il reddito di riferimento era quello di febbraio e le mensilità che sono state corrisposte erano quelle di marzo, aprile e maggio.

Con il secondo decreto-sostegni, invece, le mensilità sono diventate quattro: giugno, luglio, agosto e settembre e il reddito di riferimento era divenuto quello di aprile. 

Non si sa ancora, nonostante è stato prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021 se la misura avrà una terza proroga per quest’anno. Per ora i termini per farne richiesta sono scaduti lo scorso 31 luglio 2021

Gli ultimi cinque bonus INPS

1- Le indennità covid da 1.600 euro; queste possono richieste da lavoratori stagionali del turismo, da lavoratori stagionali non del turismo, da coloro che hanno un contratto di somministrazione del lavoro, dagli intermittenti, o gli incaricati delle vendite a domicilio. Le richieste per ottenere i 1.600 euro è ancora possibile inoltrarle all’INPS, ma chiuderanno il 30 settembre.

2- Bonus Agricoli da 800 euro, questo bonus è considerato al pari delle indennità una tantum covid. Anche questo bonus può essere domandato all’INPS entro il 30 settembre 2021. Uno dei requisiti per ottenerlo è aver svolto nel 2020 almeno 50 giornate di lavoro agricolo. Gli altri li troverete in questo pezzo: Arriva il bonus 800 euro agricoli, ecco come fare la domanda

3- Il bonus per i lavoratori del settore della pesca e dell’acquacoltura da 950 euro. E’ un bonus identico a quello rivolto ai lavoratori agricoli e può essere richiesto entro e non oltre il 30 settembre 2021 all’INPS. 

4- Abbiamo poi la disoccupazione agricola, che spetta agli iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli, quindi operai agricoli, piccoli coloni, compartecipanti familiari e piccoli coltivatori diretti. 

5- L’Assegno unico temporaneo. In questo caso, gli unici requisiti sono: avere figli minorenni ed avere un reddito ISEE inferiore a 50 mila euro. Per le sei mensilità di prova del bonus assegno unico temporaneo ci si è rivolti solamente ai disoccupati, agli incapienti e ai lavoratori autonomi. Potrete chiedere le sei mensilità fino al 30 settembre 2021 all’INPS, dopo non vi saranno corrisposti gli arretrati.