Il Decreto sostegni bis da 40 miliardi di euro, approvato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri, tra varie misure previste, ha messo sul piatto una novità assoluta, il contratto di rioccupazione. Questa nuova forma di incentivo prevede per i datori di lavoro, che assumono lavoratori disoccupati entro il 31 ottobre, l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori stessi (esclusi i premi inail), fino al limite di seimila euro su base annua, per un periodo di sei mesi. 

E’ duplice la finalità del contratto di rioccupazione volto a:

  • incentivare l’inserimento lavorativo stabile;
  • riqualificare professionalmente i soggetti disoccupati.

In altre parole ai datori di lavoro del settore privato (esclusi quelli del settore agricolo e del lavoro domestico), viene riconosciuto uno sgravio contributivo, ossia una riduzione sugli oneri che il datore di lavoro stesso è tenuto a corrispondere all’Inps. In questo caso si tratta di un esonero al 100% dei contributi previdenziali, proprio al fine di incentivare le assunzioni e quindi l’occupazione.

In realtà si tratta di un esonero totale fittizio perchè a conti fatti questa misura sarà di difficile applicazione visti i tanti limiti che si porta dietro. Vediamo insieme quali sono le criticità.

Bonus rioccupazione nel Sostegni bis: cos’è e come funziona

Il contratto di rioccupazione, valido fino al 31 ottobre 2021, è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato diretto a incentivare l’inserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori in stato di disoccupazione ai sensi dellarticolo 19 del decreto-legislativo 14 settembre 2015, n. 150.

Il contrato di rioccupazione e soggetto alla disciplina ordinaria in materia di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

La ratio del contratto di rioccupazione è di favorire il reimpiego dei disoccupati e il passaggio a settori diversi. Infatti come si legge nella bozza del decreto all’art. 41 comma 2:

“Condizione per l'assunzione con il contratto di rioccupazione è la definizione, con il consenso del lavoratore, di un progetto individuale di inserimento, finalizzato a garantire l'adeguamento delle competenze professionali del lavoratore stesso al nuovo contesto lavorativo”

Cosa vuol dire? In pratica per i lavoratori disoccupati sarà possibile imparare un nuovo lavoro durante i 6 mesi ( tempo di durata del contratto di rioccupazione ) e quindi passare da un settore in crisi ad uno in espansione. 

Condizione fondamentale per lo sgravio contributivo è il consenso del lavoratore, di un progetto individuale di inserimento, finalizzato a garantire l’adeguamento delle competenze professionali della risorsa al nuovo contesto lavorativo. La durata prevista per il progetto individuale di inserimento è di sei mesi .

Nel periodo dell'inserimento si applica la disciplina sanzionatrice applicata al licenziamento illegittimo, vale a dire che il datore di lavoro non può licenziare durante tutto il periodo di inserimento pena la revoca dell'eventuale sgravio contributivo fruito dal datore di lavoro, oltre le sanzioni previste per legge per il licenziamento illegittimo.

Bonus rioccupazione nel Sostegni bis: le finalità

Il contratto di rioccupazione è una forma di incentivo che prevede per i datori di lavoro, che assumono lavoratori disoccupati entro il 31 ottobre, l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori stessi (esclusi i premi inail), fino al limite di seimila euro su base annua, per un periodo di sei mesi. 

E’ duplice la finalità del contratto di rioccupazione volto a:

  • incentivare l’inserimento lavorativo stabile;
  • riqualificare professionalmente i soggetti disoccupati.

Nelle intenzioni del legislatore questa nuova misura premiante per le aziende che ne faranno ricorso, è uno strumento volto a dare una spinta alla ripresa economica delle attività duramente colpite dal emergenza epidemiologica . 

Bonus rioccupazione nel Sostegni bis: chi sono i destinatari e gli esclusi 

Ai datori di lavoro che assumono con contratto di rioccupazione viene riconosciuto uno sgravio contributivo del 100% per un periodo di 6 mesi per un massimo di 6mila euro su base annua, riparemetrato e applicato du base mensile. Restano fuori dal computo i premi e i contributi dovuti all’INAILDestinatari dell’agevolazione sono tutti i datori di lavoro del settore privato. 

Nella circolare n. 40/2018  l'INPS chiarisce che trai destinatari degli incentivi all’occupazione rientrano anche i datori di lavoro privati che non svolgono attività imprenditoriale ex articolo 2082 c.c., come le  associazioni culturali, politiche o sindacali, associazioni di volontariato, studi professionali. Non solo, l’Inps precisa che nella definizione  "datori di lavoro privati" sono compresi anche gli enti pubblici economici.

Come per tutte le agevolazioni, anche lo sgravio previsto per il contratto di rioccupazione non è per tutti. Sono previste delle esclusioni che nello specifico  riguardano : 

  • il settore agricolo e del lavoro domestico soggetti ai  principi generali di fruizione degli incentivi di cui all'articolo 31 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;
  • gli enti della Pubblica Amministrazione;
  • le imprese del settore finanziario, che svolgono le attività indicate nella classificazione NACE al settore “K” - Financial and insurance activities.

Bonus rioccupazione nel Sostegni bis: cosa succede dopo i 6 mesi?

Il grosso limite del contatto di rioccupazione è la durata di 6 mesi. Dal settimo mese in poi le strade percorribili sono tre:

  • recedere dal contratto ( come stabilisce l’articolo 2118 c.c ), una volta che si è esaurito il periodo di inserimento; 
  • continuare il rapporto con i costi ordinari;
  • accedere agli incentivi contributivi solo se il lavoratore assunto rientra tra i beneficiari per gli altri bonus.

Bonus rioccupazione nel Sostegni bis: quando viene revocato il beneficio

Per poter beneficiare dello sgravio contributivo i datori di lavoro non devono aver proceduto, nei 6 mesi precedenti l'assunzione, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva.

Costituisco motivo di revoca e conseguente recupero di quanto già usufruito dal datore di lavoro le seguenti casistiche:

  • licenziamento comminato durante il periodo di inserimento;
  • licenziamento comminato al termine del periodo di inserimento ;
  • licenziamento collettivo o il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con lo stesso livello e categoria legale di inquadramento del lavoratore assunto con gli esoneri contributivi, effettuato nei 6 mesi successivi alla predetta assunzione.

Bonus rioccupazione nel Sostegni bis: le criticità 

Il contratto di rioccupazione ha possibilità molto scarse di trovare applicazione per una serie di limitazioni insite nell’agevolazione stessa.

In primo luogo la nuova misura prevede come requisito necessario per poter accedere all’agevolazione l’assenza , nei 6 mesi precedenti l’assunzione agevolata, di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi, nella stessa unità produttiva.

In secondo luogo il datore di lavoro per non vedersi costretto a restituire il beneficio, non potrà procedere a nessun licenziamento nei 6 mesi successivi al periodo di “rioccupazione”. Questo vincolo non riguarda solo il lavoratore assunto, ma si estende a tutti gli altri dipendenti di pari livello e categoria che fanno parte della stessa unità produttiva. 

In terzo luogo l’assunzione non deve costituire attuazione di un obbligo preesistente, né violare il diritto di precedenza alla riassunzione di un’altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine. Inoltre il datore di lavoro non deve avere in atto sospensioni dal lavoro legate a una crisi o riorganizzazione aziendale .

Altro aspetto da non trascurare è la condizione di subordinazione all’autorizzazione da parte della Commissione europea ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. In pratica l’agevolazione prevista dl contratto di rioccupazione non sarà fruibile finché non interverrà l’autorizzazione da parte della Commissione europea, oltre a dover attendere anche le istruzioni dell’INPS su come verrà gestita la nuova misura.