Con il Decreto Sostegni approvato lo scorso 23 marzo, il governo di Mario Draghi ha stanziato 32 miliardi di euro per mettere in pratica una serie di misure e forme di sostegno per le famiglie italiane ma anche per i lavoratori in difficoltà dopo un anno di pandemia Covid-19.

Tra le novità più attese ci sono gli aiuti a imprese e partite IVA, i bonus per i lavoratori stagionali, del turismo e dello spettacolo, e una tranche di sostegni per i collaboratori sportivi.

Il Dl Sostegni, seguendo la scia dei precedenti ristori del governo Conte e della Legge di Bilancio 2021, ha anche previsto aiuti alle famiglie e alla genitorialità, con congedi parentali, tutela dello smartworking con una normativa rafforzata (vedi il diritto alla disconnessione) e rinnovo del bonus baby sitter.

Dall’8 aprile apriranno le danze i primi pagamenti previsti dal Dl Sostegni, a chi ne avrà fatto richiesta.

Draghi e i settori da sostenere

Il premier Draghi ha sottolineato la ripartizione delle risorse e le tempistiche:

“Dei 32 miliardi tre-quarti verranno destinati alle imprese. Tra le novità, abbandono dei codici Ateco e velocità dei pagamenti con l’ufficio delle entrate che metterà a disposizione una piattaforma con i pagamenti che inizieranno l’8 aprile. Se tutto va come previsto oggi ben 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile”.

Dunque aprile sarà davvero il mese di svolta in cui si concretizzeranno gli aiuti promessi e che gli italiani aspettano da tempo. 

Gli ambiti e i settori principali a cui saranno indirizzati la maggior parte dei fondi saranno le imprese e gli operatori del terzo settore, la salute e la sicurezza, il lavoro, gli enti territoriali e, soprattutto, l’obiettivo sarà contrastare la povertà.

La proroga del REM

Non a caso è stato previsto un allargamento anche del Reddito di emergenza, introdotto come misura di sostegno alle famiglie in difficoltà da parte del precedente esecutivo. Verrà non solo protratto per 3 mensilità nel 2021 e cioè marzo, aprile e maggio ma viene anche estesa la platea dei beneficiari, includendo coloro che hanno smesso di percepire la NASpI e la DIS-COLL. Ha affermato Draghi:

“E’ previsto un intervento significativo nei confronti dei meno abbienti, di coloro che hanno perso il lavoro e i sussidi di disoccupazione. Quindi prevediamo l’estensione e l’ampliamento della platea dei beneficiari del reddito di emergenza”.

In base all’ISEE familiare, i nuclei potranno ricevere dai 400 agli 800 euro al mese e, per coloro che hanno disabili in famiglia, l’importo può arrivare fino a 840 euro. Per i disoccupati invece si tratta di 400 euro al mese per 3 mesi dunque 1200 euro totali.

Cosa succede a partire dall’8 aprile

A partire dall’8 aprile si inizieranno ad accreditare i primi contributi a fondo perduto previsti dal Dl Sostegni. I destinatari sono i possessori di partita IVA che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo.

Si tratta di contributi che verranno esclusi dalla tassazione e che non incidono sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese.

Questi contributi verranno erogati, dall’8 aprile, a coloro che ne avranno fatto domanda sin dai primissimi giorni cioè dal 30 marzo. Ci sarà tempo poi per richiederli fino a fine maggio. Precisamente il 28 maggio.

A chi spetta il contributo e come viene erogato

Il contributo sarà erogato dall’Agenzia delle entrate tramite due soluzioni:

  • accredito su conto corrente bancario o postale;
  • oppure come credito d’imposta, utilizzabile tramite il modello F24.

Possono fare domanda i soggetti titolati di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione e anche gli enti che operano nel terzo settore, senza il vincolo dei codici ATECO.

Questi soggetti però devono presentare dei requisiti ben precisi per poter essere ammessi al beneficio.

Devono aver riscontrato una perdita del fatturato tra il 2019 e il 2020 corrispondente ad almeno il 30% da calcolare sulla media mensile. Dunque, nello specifico, l’importo del contributo, espresso in percentuale, varierà in base alla differenza del fatturato. Si tratterà del:

  • 60% per ricavi non superiori ai 100mila euro;
  • 50% per compensi compresi tra i 100mila euro e i 400mila euro;
  • 40% per ricavi tra i 400mila euro e 1 milione di euro;
  • 30% per compensi tra 1 e 5 milioni di euro;
  • 20% per ricavi tra i 5 e i 10 milioni di euro.

In poche parole, il contributo non potrà essere inferiore ai 1.000 euro per le persone fisiche e inferiore ai 2.000 euro per tutti gli altri soggetti. In ogni caso, non si potranno superare i 150mila euro.

Inoltre potranno richiedere il beneficio anche coloro che hanno aperto la partita IVA dal 1 gennaio 2019. Per quanto riguarda coloro che hanno aperto la partita IVA nel 2020 e nel 2021, potranno accedere al contributo ma aspireranno alla percentuale minima.

Come fare domanda

Come ormai la maggior parte dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione, anche questo contributo si potrà richiedere per via telematica, andando sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Si potrà accedere alla sezione dedicata, scaricare il modulo online in modo da compilarlo e firmarlo. Tutto estremamente comodo, dato che non si dovrà recarsi presso un ufficio, fare file e perdere parecchio tempo.

E’ importante però munirsi di credenziali SPID oppure Entratel/Fisconline o avere una CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Ricordiamo che la domanda va inviata a partire dal 30 marzo 2021 fino al 28 maggio 2021. Se, per qualsiasi ragione, si commette uno sbaglio o un errore, entro i termini prefissati, è possibile anche mandare una nuova istanza sostitutiva.

Come verificare l’esito

Va sottolineato che, in fase di richiesta, è fondamentale specificare quale modalità di erogazione si preferisce: con accredito su conto corrente oppure come credito d’imposta (quest’ultimo, è bene specificare che non si può in alcun modo cedere a terzi).

Dunque, una volta scelta la modalità e una volta che si è fatta partire la domanda e scaduti i termini, non sono previsti ripensamenti.

E’ possibile verificare l’esito della domanda, nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”.

Chi non può accedere al contributo

Ricapitolando, abbiamo visto che per richiedere il contributo previsto dal Dl Sostegni bisogna essere residenti in Italia, essere titolari di partita IVA e svolgere attività d’impresa, di arte o professione o di reddito agrario.

Il fatturato registrato nel 2020 dovrà essere inferiore almeno del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, cioè il 2019.

Ci sono però delle esclusioni. Non spetta il contributo a coloro che hanno aperto la partita IVA dopo il 23 marzo 2021 o che hanno cessato l’attività alla data del 23 marzo 2021. Sono esclusi anche gli enti pubblici (vedi art.74 del TIUR) e gli intermediari finanziari e società di partecipazione (vedi art.162-bis del TIUR).

Dall’8 aprile arriva anche il bonus di 2.400 euro

L’8 aprile 2021 sarà una data da ricordare non solo per i titolari di partita IVA, ma anche per i lavoratori stagionali.

Inizieranno i primi pagamenti del bonus una tantum di 2.400 euro rivolto a coloro che hanno perso il lavoro o hanno riscontrato una drastica riduzione: cioè i lavoratori stagionali, dello spettacolo e del settore termale.

Per coloro che ne hanno già usufruito in passato, con il Decreto Ristori, non dovranno presentare di nuovo domanda ma il pagamento avverrà in automatico. Chi invece è la prima volta che ne può beneficiare, dovrà farne richiesta sul sito dell’INPS entro il 30 aprile 2021.

I beneficiari

Potranno fare richiesta di questo bonus i lavoratori stagionali sia dipendenti che in somministrazione nel settore del turismo o presso gli stabilimenti termali che:

  • hanno smesso di lavorare, non per proprio volere, nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 e l’entrata in vigore del Dl Sostegni;
  • nel medesimo periodo hanno lavorato per almeno 30 giorni;
  • sempre riferito allo stesso periodo di tempo, non sono stati titolari di pensione, rapporto di lavoro dipendente e di NASpI.

Per quanto riguarda i lavoratori dello spettacolo, possono chiedere l’indennità coloro che:

  • sempre per il periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 e l’entrata in vigore del Dl Sostegni devono avere almeno 30 contributi giornalieri versati e un reddito 2019 non superiore ai 75mila euro oppure devono aver lavorato almeno 7 giorni lavorativi e con un reddito 2019 non superiore ai 35mila euro;
  • essere iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo;
  • non essere titolari di pensione né di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Possono farne domanda anche i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio iscritti alla Gestione Separata, con reddito 2019 non superiore ai 5.000 euro e con partita IVA. E sono ammessi anche:

  • i lavoratori intermittenti che abbiano lavorato per almeno 30 giorni tra il 1 gennaio 2019 e l’entrata in vigore del Dl Sostegni;
  • i lavoratori autonomi occasionali privi di partita IVA che però devono essere iscritti alla Gestione Separata e che non abbiano un contratto in essere il giorno successivo all’entrata in vigore del Decreto.

Le altre misure del Dl Sostegni: salute e sicurezza

Ma le misure e gli aiuti previsti dal Dl Sostegni non finiscono qui. Come abbiamo anticipato, sono tanti gli ambiti affrontati, soprattutto legati al settore del lavoro e della salute.

Il Ministro dell’Economia Daniele Franco, riferendosi ai temi importanti del Decreto, ha detto:

“Il terzo pilastro del Decreto, prevede quasi 5 miliardi su salute e sicurezza. La posta principale è per l’acquisto di vaccini e farmaci (2,8 miliardi), poi ci sono i fondi utilizzati per la logistica. C’è un intervento per creare un fondo per la produzione di vaccini in Italia una linea di azione dello sviluppo economico”.

Oltre il coinvolgimento delle farmacie nella campagna vaccinale, è prevista anche una proroga fino al 31 maggio 2021 della possibilità di usare strutture ricettive per ospitare persone che devono stare in isolamento e non possono farlo presso i loro domicili.

Dunque l’impegno del governo è al massimo. Durante questa primavera si cercherà appunto di risollevare il Paese sia dal punto di vista economico che della salute.