Una valanga di novità travolgono e stravolgono il bonus facciate 2022. Il lento e progressivo ridimensionamento dell’agevolazione è iniziato in occasione della manovra finanziaria 2022, dove, dapprima cancellato, in ultima istanza tale incentivo è stato recuperato ma con una riduzione notevole.

Il tempo di attivazione del bonus facciate ha adesso un termine fissato al 31 dicembre 2022, ma non esiste più il generoso contributo con detrazione al 90% e lo sconto è stato ridotto al 60% dei costi.

Una seconda botta al bonus facciate viene dal Decreto Antifrode (157/2021), il quale impone che l’agevolazione possa essere usata con la cessione del credito e lo sconto in fattura, ma con adempimenti aggiuntivi che si applicano a tutte le spese sostenute dopo la data di entrata in vigore del testo di legge, cioè il 12 novembre dell’anno scorso.

Ultima stoccata e fresca di nascita viene invece ai bonus ristrutturazione nel complesso, e quindi anche al bonus facciate, dal DL Sostegni Ter che prosegue l’opera del decreto Antifrode e pone fine alla cessione secondaria dei crediti.

Vediamo quali sono gli effetti di questa nuova modifica e più in generale come funziona il nuovo bonus facciate 2022 con detrazione al 60%.

Bonus facciate 60%, qual è il futuro dell’agevolazione dopo il 2022?

La Legge di Bilancio 2022 in un primo momento non prevedeva alcun rinnovo per il bonus facciate, modificando il testo l’esecutivo ha scelto poi per una proroga all’agevolazione edilizia, ma con delle modifiche che riguardano gli importi.

Per quanto riguarda le spese agevolabili non ci sono cambiamenti, cioè il bonus facciate è l’agevolazione che offre un finanziamento pubblico per le operazione di manutenzione straordinaria e le ristrutturazioni delle pareti esterne di un edificio.

Soltanto che tale agevolazione per le spese sostenute gli anni precedenti offriva una detrazione pari al 90% dei costi agevolabili, per effetto della Legge di Bilancio 2022 lo sconto offerto si riduce e la detrazione scende al 60%.

Per quanto riguarda i tempi di attivazione per ora la misura resta in vigore fino a fine 2022, ma l’esecutivo ha già manifestato l'intenzione di non concedere ulteriori proroghe all’agevolazione. Il tutto perché se il bonus facciate ha il pregio di aver dato una spinta al settore dell’edilizia, permettendo di realizzare gli interventi di recupero del patrimonio edilizio con un finanziamento pubblico notevole, ha anche dei costi davvero ingenti per le casse dello Stato e che quest’ultimo non può più permettersi.

Il bonus facciate 2022 ha requisiti che riguardano lo Stato avanzamento lavori (Sal)?

La Legge di Bilancio 2022 stabilisce anche la possibilità di usare il bonus facciate 60% quest’anno con sconto in fattura e cessione del credito, resta poi valida la possibilità di detrazione fiscale (Irpef) da scontare in dieci anni e in dieci quote di uguale importo.

Per quanto riguarda la possibilità di fruire della detrazione dopo la scadenza del bonus facciate, non sono stati imposti requisiti che riguardano lo Stato avanzamento lavori (Sal). Chi utilizza il bonus facciate nel 2022 ha sostanzialmente due obblighi: pagare le spese quest’anno e terminare i lavori. 

La normativa prevede infatti l’obbligo di portare a termine i lavori coperti da bonsu facciate, ma non fissa nessuna scadenza da rispettare per questi e nessun requisito Sal di sorta, almeno per adesso.

Una mappatura di tutte le modifiche inerenti al bonus facciate 60% con la normativa 2022 è tracciata anche dal video YouTube di Logica Soft:

  

DL Antifrode e bonus facciate 2022: quali sono i nuovi obblighi per sconto e cessione?

Veniamo al Decreto Antifrode che, come tempi di attivazione, prevede di poco la Legge di Bilancio 2022. Questo decreto in vigore dal 12 novembre 2021 stabilisce che tutti i bonus ristrutturazione, compreso il bonus facciate, se l’ammontare delle spese agevolabili supera i 10.000 euro, richiedano il visto di conformità e l’asseverazione tecnica della congruità dei costi, quando si usa sconto in fattura o cessione del credito.

Per quanto riguarda la detrazione Irpef con il bonus facciate, questa non subisce alcuna modifica e gli adempimenti aggiuntivi non sono necessari.

In questo senso infatti l’unica novità viene per il Superbonus 110% che ha un trattamento di eccezione e prevede gli adempimenti aggiuntivi anche in caso di semplice detrazione fiscale.

Stop alla cessione secondaria dei crediti con il bonus facciate 2022. Lo dice il DL Sostegni Ter!

Ancora, ad intervenire sui bonus edilizi nell’insieme e quindi anche sul bonus facciate 2022 ci pensa il DL Sostegni Ter, che mette fine alla cessione secondaria dei crediti.

Questo aspetto, che sembra molto tecnico, rischia di complicare parecchio l’utilizzo del bonus facciate con lo sconto in fattura.

In genere, quando un’impresa si fa carico dei costi e applica il bonus facciate con sconto direttamente in fattura, può fare questo perché ricorre alla cessione del credito, cioè cede il credito d’imposta spettante ad un istituto bancario. Dopo questo primo passaggio parte un meccanismo complesso che è quello della cessione secondaria dei crediti.

Di tutta questa situazione quello che interessa i cittadini, che voglio usare il bonus facciate con sconto in fattura, è che se il meccanismo della cessione dei crediti si complica, diventa più difficile che una ditta si faccia carico dei costi e applichi cioè i bonus edilizi con sconto direttamente in fattura.

Tutte queste modifiche applicate alla cessione del credito sono tutte finalizzate a limitare l’utilizzo illecito dei bonus edilizi e le frodi ad esso collegate, anche se rischiano di complicare, come effetto parallelo, la vita ai cittadini che vogliono usufruirne.

Bonus facciate e bonus mobili 2022 solo con interventi di recupero del patrimonio edilizio

Veniamo adesso ad un'altra questione importante e chiariamo quando le ristrutturazioni effettuate con il bonus facciate 2022 permettono a chi le esegue di avere accesso al bonus mobili ed elettrodomestici.

Su questo punto l’Agenzia delle Entrate è chiara: le ristrutturazioni con il bonus facciate danno accesso al bonus mobili ed elettrodomestici solo se esse vengono classificate come di recupero del patrimonio edilizio.

Nel rispetto di questa condizione effettuare lavori sulle pareti esterne di un edificio permette anche di avere diritto alla incentivo per arredare lo stesso.

Diciamo brevemente che il bonus mobili consiste in una detrazione Irpef di dieci anni che rimborsa, entro un massimale di spesa fissato a 10.000 euro per il 2022 e a 5.000 euro per il 2023-2024, il 50% dei costi di mobili ed elettrodomestici da destinarsi in un immobile dove i lavori di ristrutturazione sono iniziati a partire dall’anno precedente a quello in cui sia pagano le spese.

Tale incentivo a differenza del bonus facciate non ammette sconto e cessione ma solo una detrazione fiscale in dieci anni.

Bonsu facciate 60%, Superbonus 110% e bonus casa 50%: sono cumulabili nel 2022?

Per quanto riguarda la cumulabilità del bonus facciate con le altre agevolazioni ristrutturazione, in linea generale vale sempre la regola base, cioè i diversi bonus edilizi possono essere usati allo stesso tempo sul medesimo edificio, ma devo essere sempre applicati a spese agevolabili di diverso tipo.

Ovvero, non si possono usare bonus facciate, Superbonus 110% o bonus casa 50%  per lo stesso intervento al fine far lievitare la percentuale di detrazione, ma essi si possono usare nell'ambito della stessa ristrutturazione, qualora finalizzati a spese agevolabili diverse.