Si sta ultimando in data di oggi, 19 marzo 2021, nel Consiglio dei Ministri, il nuovo DL Sostegno. Per ora la bozza del testo è composta da 44 articoli. Le misure inserite nel decreto dall’esecutivo guidato dal nuovo Presidente, Mario Draghi, riguarderanno indistintamente le famiglie e le imprese. 32 miliardi di euro sono stati interamente impiegati per dare gli aiuti necessari all’economia del Paese, per garantirne una ripartenza. Scopriamo insieme tutte le novità inserite nella bozza.

DL Sostegno, i ristori

Secondo le indiscrezioni trapelate in questi giorni, sia dai membri del Parlamento, che dello stesso Presidente Draghi, la linea principale adottata dal DL Sostegno riguarderà i ristori, per cui sono stati stanziati oltre undici miliardi di euro, destinati interamente alle imprese. La principale differenza tra i precedenti Decreti Ristori dell’Ex Presidente Conte e il nuovo Decreto Sostegno riguarderà principalmente i codici ATECO.

Proprio su questo punto ha voluto fare chiarezza la Viceministra dell’economia e delle Finanze, Laura Castelli. La Castelli ha dichiarato sulla sua pagina ufficiale Facebook che lo Stato dovrà:

“ristorare le perdite che hanno subito aziende e Partite IVA, superando la logica dei codici ATECO e aumentando il tetto di fatturato da 5 a 10 milioni”

Cosa significa? Che il principio dei codici ATECO, utilizzati con i precedenti Decreti-Ristori verrà bypassato e la platea sarà allargata a tutte le Partite IVA e a tutti i professionisti. Un altro indicatore importante per questi sarà, inoltre, il calo del fatturato. Le imprese, infatti dovranno dimostrare di avere subito una perdita di oltre il 30% del fatturato, (secondo le indiscrezioni, più precisamente il 33%). La perdita sarà calcolata sulla media mensile del fatturato annuo relativo al 2019, confrontandola con la media mensile del fatturato relativo all’anno 2020.

DL Sostegno, come percepire i ristori

La misura dei ristori si estenderebbe a circa tre milioni di persone e, la media dell’indennizzo che verrà percepito da costoro si aggirerebbe intorno ai 3.700 euro. L’ente incaricato per l’erogazione dei pagamenti sarà l’Agenzia delle Entrate e, secondo le ultime notizie, per accedere al fondo perduto dovrà essere presentata un’autocertificazione sulla nuova piattaforma Sogei, che leggiamo essere:

“Sogei - Società Generale d'Informatica S.p.A. - è la società di Information Technology 100% del Ministero dell'Economia e delle Finanze e opera sulla base del modello organizzativo dell'in-house providing. La nostra missione, in qualità di Partner strategico dell'Amministrazione economico-finanziaria, è quella di contribuire alla modernizzazione del paese, partecipando attivamente al processo di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.”

Per la presentazione delle domande verrà messo a disposizione un periodo di tempo di 60 giorni e potrebbero essere estese anche alle start up e le imprese nate nel 2019 e nel 2020.

DL Sostegno requisiti necessari per percepire il sostegno

I contributi a fondo perduto saranno percepiti dalle imprese e dalle Partite IVA che posseggono un fatturato fino a dieci milioni di euro e che abbiano subito una perdita nell’ammontare medio mensile di oltre il 30% rispetto all’anno precedente dell’anno in questione. Dunque, chi avrà subito una perdita di oltre il 30% mensile nel 2020 rispetto al 2019. 

I percettori potranno scegliere se percepire il reddito come bonifico o come credito d’imposta. Gli aiuti che verranno erogati saranno di minimo 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 per le persone giuridiche, fino ad un massimo di 150.000 euro. Le aree di indennizzo sono 5 e vanno dal 60% per le imprese più contenute, al 20% per le imprese più grandi.

La montagna 

Come scrive la viceministra dell’Economia e delle Finanze sul suo profilo Facebook, nel nuovo DL Sostegno sarà presente un fondo ad hoc per la montagna.

“Creare un fondo specifico per il turismo di montagna, ed in particolare per gli impianti di SCI”

Tra gli oltre undici miliardi destinati alle attività produttive, infatti, troviamo un fondo specifico per uno dei settori più colpiti dalla crisi economica portata con la pandemia da Coronavirus. Per la montagna e i suoi operatori, inclusi i maestri di sci, dovrebbe arrivare un fondo da 700 milioni di euro.

Le categorie economiche più colpite

Tra i fondi dovrebbe essere presente anche uno da 200 milioni di euro "da destinare al sostegno delle categorie economiche particolarmente colpite dall'emergenza Covid, incluse le imprese esercenti attività commerciali e ristorazione nei centri storici e le imprese operanti nel settore dei matrimoni e degli eventi privati". I fondi verranno, poi, distribuiti dalle Regioni

La stessa somma pari a 200 milioni di euro sarà prevista per sostenere le filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Poi, altri 250 milioni verranno così distribuiti per il settore fieristico: 100 milioni andranno a coprire la cancellazione di fiere e congressi e altri 150 per le fiere internazionali.

Le scuole e la cultura

L’istituzione più colpita durante quest’anno è stata sicuramente la scuola. Fronteggiare il problema del distanziamento sociale nelle aule, soprattutto per i più piccini, non è affatto facile. Dall’altro canto, però, non è nemmeno semplice per le famiglie tenere i figli a casa. Proprio per questo settore, in particolare per la sicurezza e la DaD, l’esecutivo capeggiato da Mario Draghi, dovrebbe aver destinato, nel nuovo DL Sostegno, la somma di 300 milioni di euro. 

Un altro settore gravemente danneggiato è stato quello dello spettacolo. Anche per questo, nel DL Sostegno, l’esecutivo di Draghi destinerà 400 milioni di euro. Ne beneficeranno la cultura, i cinema, i teatri e luoghi per gli spettacoli dal vivo. Inoltre, altri 400 milioni di euro saranno destinati per rifinanziare il fondo sociale per interventi su specifiche imprese.

La Cassa Integrazione sarà presente nel DL Sostegno

Come già confermato da Draghi, durante il suo discorso presso il centro vaccinale di Fiumicino, e dalla viceministra pentastellata castelli, anche la Cassa integrazione sarà presente nel DL sostegno. Vi sarà uno stanziamento di 3.3 miliardi di euro e la sarà prorogata fino alla fine del 2021.

Secondo la bozza del DL Sostegno, le imprese che hanno la CIG, potranno richiedere tredici settimane, tra il primo di aprile e il 30 giugno 2021. Dovranno mettere causale Covid senza contributo addizionale. Per i lavoratori non tutelati dagli ammortizzatori ordinari, ma con l'assegno di solidarietà o la cassa in deroga, potranno essere concesse solo un massimo di 28 settimane nel periodo che va dal 1° aprile e il 31 dicembre 2021.

Lo stop ai licenziamenti, la NASpI, il REm e il RdC

Nel decreto di ottobre 2020, era stato garantito il blocco dei licenziamenti fino al 21 marzo 2021. Nel nuovo decreto Sostegno, con il Governo Draghi, secondo il testo della bozza, potremmo assistere ad un’ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti. I licenziamenti resteranno congelati ancora per qualche mese, fino al 30 giugno 2021. 

Inoltre, è quasi sicuro che saranno presenti altri due mensilità dell’Indennità mensile di disoccupazione, la NASpI e altre tre mensilità per il Reddito di Emergenza, mentre il Reddito di Cittadinanza dovrebbe essere rifinanziato per un totale di 1 miliardo di euro, e potrebbero essere effettuate alcune modifiche burocratiche. Ecco le parole della viceministra Castelli:

“Integrazione, del Reddito di Cittadinanza e del Reddito di Emergenza, della NASPI e del Fondo occupazione. Proprio riguardo al Reddito di Cittadinanza, il Decreto potrebbe contenere una norma a cui sta lavorando il Ministero del Lavoro, che permetterebbe ai percettori del Reddito di lavorare temporaneamente, sospendendo il beneficio del RdC, senza subire la perdita o la riduzione dell'assegno. In tali casi l'assegno riprenderà a decorrere, in modo automatico, al termine dell'attività lavorativa.”

I sostegni agli enti locali

Agli enti locali dovrebbero essere diretti 3,3 miliardi: un miliardo alle Regioni, 250 milioni alle Regioni a statuto speciale, 900 milioni ai Comuni, 100 milioni alle Città metropolitane e alle Province. Altri 200 o 250 milioni per la tassa di soggiorno, 800 milioni per il Trasporto pubblico locale.

Lo stralcio delle cartelle esattoriali

Durante una recente audizione in Parlamento, la Commissione Finanze della Camera ha invitato la Commissione di merito a:

“provvedere alla revisione del cosiddetto magazzino fiscale dell’Agenzia delle entrate, procedendo, laddove opportuno, alla totale o parziale cancellazione dei crediti fiscali inesigibili - pari attualmente al 91% del totale dei crediti da riscuotere - consentendo all’Agenzia di concentrare le proprie attività sulla porzione di crediti fiscali effettivamente esigibili”

Si disquisisce, dunque, ancora sulla cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali. Approvando questa misura, le cartelle esattoriali che arrivano ad un massimo di 5 mila euro, con un limite di reddito pari a 30.000 euro, che fanno riferimento agli anni compresi tra il 2000 e il 2015, saranno definitivamente cancellate

Su questo punto, però, pare che manchi un accordo. Il sottosegretario all’economia, Claudio Durigon, infatti, pare che voglia aumentare la soglia a 10.000 euro, ma ci sono altre ipotesi che da ieri circolano in aula. Tra queste : abbassare a 3.000 il tetto per le cartelle oppure ridurre l’arco temporale; dunque, non più dal 2000 al 2015, ma dal 2000 al 2010. 

Insomma, ancora non si è arrivati ad una decisione finale e alla pubblicazione del provvedimento, per ora, stando anche a quanto confermano i ministri e lo stesso Presidente Draghi, la bozza del DL Sostegno conterrebbe queste misure.