Private equity e venture capital sono due strumenti con cui si può andare a caccia di rendimenti e, nel contempo, contribuire a miglioramenti ambientali e sociali. “Gli investitori tendono a mettere i soldi per gli investimenti da cui guadagnare e quelli per fini filantropici in due borsellini diversi”, spiega Joelle Sostheim, analista di PitchBook. “I cosiddetti impact investor, invece, cercano di dimostrare che si possono ottenere rendimenti finanziari interessanti e finalità ambientali e sociali con un’unica strategia”.

Il mondo dell’impact investing nel private market si divide innazitutto in due gruppi: quelli che fanno investimenti che portano a miglioramenti ambientali e sociali ottenendo al contempo rendimenti in linea con quelli del mercato e quelli che, pur di ottenere quei miglioramenti si accontentano di guadagni più bassi (concessionary return). Il primo gruppo di solito come mezzi di investimento utilizza le partecipazioni nelle società, i bond o strumenti ibridi.

Il secondo gruppo di norma si concentra sui bond, acquistando il debito di società rischiose, ma le cui attività possano avere un forte impatto nelle aree in cui operano. A volte possono anche decidere di fornire prestiti alle popolazioni dei paesi più poveri che hanno difficoltà ad ottenere crediti attarverso i canali normali.

Private equity

In base all’analisi di Pitchbook, il 59% dei fondi di private equity che si occupa di impact investing ha un valore al di sotto dei 100 milioni di dollari e due terzi di questi investono in società di settori growth. “Secondo le nostre analisi a puntare sulle società ad alta crescita sono soprattutto i fondi che investono nei mercati emergenti”, spiega l’analista. “Nei paesi in via di sviluppo l’ecosistema del private market è poco sviluppato e in una situazione del genere diventa difficile e molto rischioso investire in titoli di debito”. Il 68% dei fondi che operano su mercati emergenti hanno il loro quartier generale nei mercati developed.

Dove fanno impact investing i private equity

Venture capital

L’86% dei fondi di venture capital che fanno impact investing sono più piccoli di 100 milioni di dollari. Fanno eccezione alcuni strumenti gestiti da pionieri del settore. Circa il 60% dei fondi di venture capital investe nei mercati emergenti. Fra questi c’è un 35% che predilige l’India. “I fondi più grandi preferiscono fare investimenti in Usa ed Europa, puntando su industrie come l’energia, il trasporto e l’agricoltura e, più in generale, su società che dimostrino di aver adottato pratiche sostenibili da lungo tempo”, dice l’analista.

Dove fanno impact investing i venture capitalist

“Con il crescere dell’impact investing, le performance dei fondi che hanno fatto da pionieri saranno un fattore cruciale per dare credibilità al settore, per sviluppare pratiche sempre migliori e per aprire la strada a nuovi operatori”, dice Sostheim. “Si tratta di buoni sviluppi, anche se c’è il dubbio che se il settore diventasse troppo affollatto ci potrebbero essere investimenti orientati su strumenti di impatto che non possono essere adeguatamente misurati o che portano minori vantaggi ambientali e sociali rispetto a quanto promesso”.

Di Marco Caprotti