Il decreto-legge approvato ieri dal consiglio dei ministri rappresenta una nuova risposta, dopo luglio, che il governo ha valutato attuare per calmierare gli effetti dei rialzi che scatteranno da inizio ottobre.

Un segnale importante per l’economia del paese e di grande valore sociale, come ha tenuto a sottolineare ieri il premier Draghi, per l’aiuto fornito in particolare ai meno abbienti oltreché agli altri consumatori.

Il provvedimento annunciato ieri dal premier nel corso dell’Assemblea di Confindustria ammonta complessivamente a 3,4 miliardi. 

Come anticipato l’intervento, finalizzato ad attenuare i rialzi dell’ultimo trimestre dell’anno, ha fatto ricorso al taglio sugli oneri di sistema nel settore elettrico (2 miliardi) per tutti gli utenti. Gli interventi riguarderanno soprattutto la componente Asos, ossia la voce che riguarda i costi destinati prevalentemente al finanziamento degli incentivi per le rinnovabili, come già era accaduto nella analoga manovra effettuata a luglio.

Di questi 1,2 miliardi, 500 milioni saranno garantiti da altre voci presenti nel bilancio ai quali si aggiungeranno altri 800 milioni che serviranno ad azzerare, per il periodo relativo all’ultimo trimestre dell’anno, gli oneri di sistema per le utenze domestiche e per le piccole imprese.

Il taglio dell’Iva al 5% (485 milioni), invece, sarà esclusivamente sulle utenze del gas per usi civili e industriali. Attualmente l’imposta sul gas è connessa al livello dei consumi: 10% fino ad un certo livello di consumo (480 Smc) e 22% se lo si supera.

A questi interventi si andrà ad affiancare un’ulteriore riduzione di 480 milioni che servirà a contenere gli oneri generali della bolletta fino a dicembre. Altri 700 milioni sono stati rinvenienti dai proventi delle aste di CO2.

Taglio bollette luce e gas: i beneficiari e il bonus

Sulla base degli ultimi dati disponibili sul sito dell’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) si rileva che l’intervento previsto con il decreto finirà per riguardare complessivamente 29,7 milioni di utenze domestiche e 6,7 milioni di piccolissime e piccole imprese. Il risparmio per i contribuenti sarà del 40% per le utenze della luce e del 30% per le bollette del gas. 

Sul tema bonus il governo stanzierà altri 450 milioni di euro con i quali andrà a sterilizzare gli aumenti per le categorie che usufruiranno dello sconto nella bolletta.

La misura, introdotta nel 2005, prevede che di questo taglio possano beneficiare le famiglie che versano in condizioni di disagio economico (Isee sotto gli 8.265 euro oppure non superiore a 20mila euro con non meno di 4 figli a carico) i titolari di reddito o pensione di cittadinanza e gli individui “fragili”, ossia soggetti gravemente malati che necessitano di apparecchiature mediche salvavita che utilizzano l’energia elettrica).

A beneficiare di questo bonus saranno potenzialmente oltre 3 milioni di famiglie per le quali l’accesso alla misura avverrà in modo automatico e senza la necessità di dover effettuare la richiesta come accadeva fino al 2020. 

Taglio bollette lucde e gas: come si calcolano gli assegni

Toccherà ora all’Authority per l’energia ridefinire il valore dell’assegno con il quale si ammortizzerà l’impatto dovuto ai rincari. Il criterio di calcolo prenderà a riferimento per l’assegnazione dello sconto la numerosità della famiglia per l’elettrico (nel 2021, da 128 per nuclei famigliari composti da uno a due componenti fino a 177 euro per i nuclei famigliari più numerosi),

Mentre nel gas il calcolo è più complicato poiché funzione del numero dei componenti della zona climatica di appartenenza (quindi maggiore nelle zone più fredde). La stima effettuata da alcuni quotidiani riporta che possa andare da un minimo di 32 euro per l’acqua calda e nuclei composti da quattro persone, fino ad un massimo, se si somma anche il riscaldamento, di 264 euro con più famigliari.

L’Autorità dovrà quindi rivedere questi importi in modo da rendere minimi gli incrementi delle utenze di energia che scatteranno dal 1° ottobre.

Taglio bollette lucde e gas: le associazioni dei consumatori

Insoddisfazione è stata manifestata dalle associazioni di consumatori, a seguito dell’approvazione del decreto che sostengono essere un provvedimento “scudo” che ha solo l’effetto di gestire l’emergenza del breve periodo ma che è funzionale ad arginare i problemi derivanti dal futuro trend rialzista delle utenze.

In proposito il commento del Presidente del Codacons Carlo Rienzi ha evidenziato che le aspettative anche per il 2022 sono di rialzi per luce e gas che non possono essere affrontati semplicemente con tagli per un trimestre.

Una preoccupazione confermata da un recente studio di Standard & Poor's per cui il protrarsi dell’incremento dei costi connessi all’energia continuerà con molta probabilità per tutto il biennio 2022 - 2023. Qualora queste analisi trovassero conferma le relative conseguenze sarebbero molto rilevanti e richiederebbero importanti interventi strutturali non solo da parte dei singoli paesi ma anche a livello comunitario.

Reinzi ha, inoltre, evidenziato che i consumatori italiani dovranno attendersi una stangata in autunno per effetto dei forti incrementi dei prezzi al dettaglio, per il caro scuola e soprattutto per i forti aumenti sul carburante che potrebbero determinare importanti incrementi dei prezzi su molti beni visto la prevalenza del traffico su gomma. La stima è di un costo di circa 1500 euro a famiglia.

Va ricordato, infatti, in merito al tema carburanti, che qualche giorno fa il ministero della Transizione ecologica ha divulgato il censimento settimanale del prezzo dei carburanti; la benzina ha raggiunto 1,673 (64,1 centesimi senza le tasse) euro al litro, mentre il diesel ha raggiunto 1,51 euro al litro (62,5 centesimi senza la penalizzazione fiscale) Quotazioni record che ci portano a sette anni fa ma che evidenziano anche il pesante ruolo fiscale sui carburanti sul quale ci si attende un importante intervento da parte del governo. 

Relativamente all’incremento di energia e carburanti è recentemente intervenuto anche Gas Intensive, il consorzio che riunisce molte aziende produttrici, definendo il possibile trend dei rincari attesi il prossimo anno un serio pericolo per l’intero sistema imprenditoriale che qualora non trovasse risposte pronte ed esaustive dall’esecutivo, potrebbe vedere pesantemente compromessa la marginalità del sistema e con essa la ripresa.

Taglio bollette lucde e gas: il ruolo dell’Europa su rincari 

Ieri il premier Mario Draghi, nel corso dell’Assemblea di Confindustria, ha sottolineato che il problema dell’energia riguarda l’intera Europa e ha comportato l’implementazione, da parte dei singoli paesi, di varie misure, in coerenza con le normative comunitarie, funzionali a gestire l’emergenza.

L’Italia dal canto suo aveva già dovuto emanare, nel corso della scorsa estate, un analogo provvedimento (1,2 miliardi) per calmierare i rialzi per aiutare i contribuenti ma soprattutto, come ha tenuto a ribadire il premier, per la forte valenza sociale, nell’aiuto verso i più poveri e fragili. 

Draghi ha sottolineato che qualora il trend degli aumenti sull’energia si dovesse confermare strutturale, a queste misure intraprese dai singoli paesi, dovrà far seguito anche un’azione a livello europeo, che consenta di diversificare le forniture di energia e permetta di rafforzare il potere contrattuale dei paesi acquirenti.

L’Europa dovrà quindi diventare un centro d’acquisto, come accaduto già recentemente per i vaccini, in modo da poter approvvigionare i paesi con energia a prezzi più bassi. 

In tema di interventi sui fornitori va infatti ricordato, inoltre, come l’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie)  sia recentemente dovuta intervenire sulla Russia affinché si comporti in modo affidabile fornendo un adeguato incremento di gas e rispondendo, quindi, adeguatamente alla domanda che proviene da tutta l’Europa.

Un contributo quanto mai fondamentale per mitigare l’effetto generato dall’incremento del prezzo del gas. L’Agenzia, nei giorni scorsi, aveva segnalato che le esportazioni da Mosca sarebbero diminuite molto rispetto al livello pre pandemia del 2019.

Tesi confermata recentemente anche da un gruppo di 40 eurodeputati ha sostenuto della ridotta capacità produttiva della russa Gazprom, che, secondo la loro opinione, avrebbe toccato il livello più basso registrato nell’ultimo decennio. 

Taglio bollette lucde e gas: gli interventi strutturali

Sul tema di quali interventi dovremo aspettarci dopo queste misure “tampone” è intevenuto Stefano Besseghini, presidente dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera), che in un intervista al Sole 24 ore ha toccato i punti principali del suo intervento che presenterà oggi davanti a esecutivo e Parlamento.

In primo luogo ha evidenziato il tema del trasferimento in modo stabile degli oneri generali di sistema che attualmente ammontano a 14 miliardi e che saranno destinati a scomparire in un processo che richiederà sicuramente un impegno gravoso per la finanza pubblica ma gestibile e modulabile nel tempo. 

Un altro punto fondamentale è costituito dal trasferimento che dovrà essere costante di una quota del gettito delle aste CO2 (che risulta in crescita nel corso degli ultimi mesi per effetto delle restrizioni delle direttive europee sempre più stringenti in merito alle emissioni).

Insomma, ci dovrà essere una revisione più profonda della struttura della bolletta energetica degli italiani nel lungo periodo, che permetterà di gestire il peso dei rincari generati prevalentemente dalle dinamiche rialziste dei prezzi del gas. 

In ultimo Besseghini ha sottolineato la necessità di un intervento da parte dell’Europa, in linea con quanto detto ieri dal premier Draghi a Confindustria, con la finalità di portare il gas a prezzi ragionevoli e stabili nel tempo.

Il Cdm non decice sulla quarentena dei lavoratori 

Il Consiglio dei Ministri ieri non ha esaminato e ha deciso di rinviarele decisioni in merito alla quarantena dei lavoratori, ossia il pagamento dei giorni di isolamento imputati come malattia. Il tema fa riferimento ad una norma introdotta nel corso dell’emergenza Covid che, da gennaio, però non riesce ad assicurare più i pagamenti a causa dell’esaurimento delle risorse. L’Inps avrebbe stimato in 900 milioni il costo necessario per far fronte alla copertura. 

È stato scelto il rinvio probabilmente perché la questione potrà rientrare nella legge di bilancio essere discussa in parlamento con un emendamento al Dl sul green pass nei luoghi di lavoro.