È ormai notizia di giorni: lo spettro IMU sulla prima casa pare si aggiri nell’aria. A temere la sua entrata in scena migliaia e migliaia di cittadini italiani proprietari di un immobile sul territorio nazionale.

Da voci di corridoio, sempre più insistenti, la cabina di regia del Governo capitanano dell’ex governatore della Banca Centrale Europea e d’Italia, sembra stia valutando concretamente la possibilità di mettere le mani sui conti pubblici e rivoluzionare il sistema.

L’obiettivo da raggiungere, infatti, sarebbe quello di puntare al risanamento delle casse erariali gravemente minate dalla crisi economica scatenata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, in modo da poter destinare ulteriori sostegni e agevolazioni economiche ai nuclei familiari, lavoratori e cittadini che versano in condizioni critiche.

Un video utile YouTube sugli aiuti economici da richiedere anche senza ISEE di Mondo Pensioni.

Ovviamente prima di dare occorre ricevere. Nel caso specifico, per risanare il deficit pubblico occorre adottare nuovi strumenti di tassazione o spingere all’incremento di quelli già esistenti. Una dura stangata si profila all’orizzonte ma purtroppo inevitabile.

Il pericolo che si teme possa diventare concretezza riguarda proprio una possibile entrata in scena dell’ormai storica IMU, anche sulla prima casa, facendo un dietro-front ed eliminando l’esenzione approvata con il decreto-legge n. 102 del 2013, pressappoco dieci anni orsono.

D’altra parte, lo stesso premier, Mario Draghi, non ha mai fatto mistero di essere concorde ad un possibile ripristino dell’imposta per come richiesto anche dalla BCE, OCSE e Bankitalia. 

Ciononostante, nessuna ipotesi pare sia stata confermata o smentita. Bisognerà attendere i tempi tecnici di attuazione delle previsioni e programmi contenuti nell’agenda amministrativa per evitare di diffondere notizie distorte allarmando i contribuenti, come avvenuto con le indiscrezioni false trapelate sulla Legge Fornero.

Certamente, il rischio c’è ed è pure molto elevato. Ad ogni modo, per capire a cosa si potrebbe andare incontro, è utile approfondire la situazione, capire quale rivoluzione potrebbe interessare l’imposta, in modo da poterne stimare gli effetti e i rischi di chi sarà chiamato a pagare l’IMU sulla prima casa in caso di eliminazione dell’esenzione.

IMU prima casa: le novità del governo Draghi

Le voci corrono, anche molto. E la notizia, indiscrezione o come si voglia chiamare, su un probabile ritorno all’IMU sulla prima casa, ormai da giorni fa eco non solo negli uffici governativi ma anche sui social. La crisi economica è palpabile e non accenna a dare segnali rincuoranti. 

Per questo, occorrerà prendere decisioni e formulare interventi nel minor tempo possibile per evitare di toccare ancora di più il fondo. Diversamente non è pensabile.

Lo sa benissimo il presidente del nuovo esecutivo, Mario Draghi, che in tema di bilanci e conti ha molta dimestichezza tanto da essersi messo subito a lavoro al fine di trovare uno spiraglio che permetta alle casse statali di tirare un sospiro di sollievo, per quanto possibile.

Ed ecco subito sul tavolo del governo nuove soluzioni e interventi da tenere sott’occhio per tentare di spingere, più del prevedibile, la ripartenza economica post coronavirus.

Dall’altra parte, far quadrare i conti pubblici italiani non è solo pensiero del premier. Diversi organismi bancari, nazionali e no, stanno premendo ormai da tempo sulla compagine governativa affinché vengano adottare rigorose misure economiche utili a reperire maggiori risorse. 

E quale misura sembrerebbe mettere tutti d’accordo? Il ripristino dell’IMU anche per i contribuenti con prima casa

Proprio su tale questione, il nuovo governo Draghi, dovrà fare i conti con il pressing da parte sia del Fondo Monetario Internazionale, noto anche come FMI, così come dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, conosciuta come OCSE, e dalla Bankitalia

Tuttavia, una considerazione va ben tenuta in mente: il nuovo premier non ha mai fatto mistero di essere favorevole alla reintroduzione dell’imposta. E forse per tale motivo quella che sino ad ora è solo un’ipotesi potrebbe diventare presto certezza in quanto metterebbe tutti d’accordo.

La strigliata sull’IMU da Bankitalia

È la banca nazionale, Bankitalia, a fare già da diversi mesi, il tifo per l’eliminazione dell’esenzione per l’IMU sulla prima casa

L’organismo, a più riprese, ha cercato di evidenziare al Governo la gravissima situazione in cui versano le casse statali, consigliando di prendere dei provvedimenti nel più breve tempo possibile per superare la stagnazione dei conti pubblici.

La strigliata alla maggioranza Governativa arriva anche da Giacomo Ricotti. Durante un incontro - a tema Riforma Fiscale - tenutosi il 12 gennaio 2021 con le Commissioni Finanza di Camera e Senato, il Capo del Servizio di Assistenza e Consulenza fiscale di Bankitalia, ha manifestato tutta la sua preoccupazione sul deficit pubblico nazionale. 

L’indice è puntato contro l’IRPEF. L’unica via da battere sarebbe quella di rivoluzionare l’intero meccanismo dell’imposta sui redditi, attuando dei tagli, cosa che non può essere fatta senza intervenire sulla tassazione degli immobili.

IMU prima casa: Le richieste di FMI e OCSE 

Bankitalia non è, però, la sola a stringere nella morsa il Governo in merito alla reintroduzione dell’IMU. Tanto il Fondo Monetario Internazionale, quanto l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico già da tempo hanno palesato di essere sostenitori del ripristino dell’IMU sulla prima casa.

Più nei dettagli, il Fondo Monetario Internazionale ha richiesto una misura temporanea, una sorta di patrimoniale, da applicare soltanto a quei cittadini italiani titolari di grossi redditi.

Poco differente è il consiglio dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

La richiesta al Governo italiano, resa pubblica durante il meet Goin for Growth 2021, è quella di procedere all’eliminazione dell’esenzione IMU sulla prima casa, soprattutto per i cittadini titolari di un ISEE molto elevato.

Le linee guida della Comunità Europea 

Seppure i panni sporchi si lavano in casa propria, c’è un organismo superiore al quale il Governo Draghi dovrà dare conto. Non si può trasgredire alle linee guida e alle richieste provenienti dalla Commissione dell’Unione Europea.

È La stessa UE, infatti, a chiedere una nuova IMU che potrà interessare i contribuenti italiani con abitazione principale, a titolo di prima cosa.

Non è l’ultima trovata dell’Unione Europea, anzi. Le linee guide adottate dalla Commissione Europea sono chiare e definite da anni, ma solo ora sembrerebbero stringere la compagine di Governo nella morsa dell’esenzione dell’IMU sulla prima casa.

Basta tornare indietro con la memoria per coglierne i particolari. Più nei dettagli, va ricordata la risposta data dal Commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni, alla richiesta dell’europarlamentare del Carroccio, Silvia Sardone.

La stessa aveva chiesto, nel corso di una riunione tenuta lo scorso ottobre, pareri e opinioni alla Commissione Europea sull’eventualità di un ritorno all’IMU sulla prima casa.

La risposta schietta e senza giri di parole di Gentiloni non tardò ad arrivare: la Commissione Europea non fa mistero di voler pensare ad una nuova imposta IMU, sia pure sull’abitazione principale di tutti gli italiani.

Ma c’è di più. L’analisi di mille dati e rilevazioni condotte dell’Ente Europeo confermerebbero la presa di posizione sulla necessità di eliminare in modo definitivo l’esenzione IMU tutt’ora in vigore. Sarebbe un modo da non sottovalutare per attingere nuove risorse utili a tamponare il disavanzo dei conti pubblici e non solo.

Gli incassi generati dal prelevamento della nuova imposta IMU, infatti, potrebbero essere erogati, tramite variegati strumenti di incentivazione ed aiuto economico, a sostengo delle famiglie, dei lavoratori  dei giovani italiani in modo da incentivarne la ripartenza e l’occupazione.

Quale lo scenario futuro sull’IMU

È abbastanza palese che l’esecutivo con al timone Mario Draghi non potrà muoversi sulla scacchiera decidendo la mossa da fare sull’IMU senza tenere in conto le richieste e i consigli delle entità nostrane e no: Fondo Monetario internazionale, Commissione Europe e Bankitalia.

Non va neppure dimenticato che il premier ha una corsia preferenziale in questi tre organi, considerati i suoi precedenti incarichi lavorativi sia come governatore della Banca Centrale Europea che della Banca d’Italia.

Proprio in virtù di tale sottolineatura, molto probabilmente la squadra di governo potrebbe propendere realmente per un ripristino dell’IMU sulla prima casa che interessi alcuni target della popolazione italiana, magari fino a colpire quei contribuenti su cui gravano redditi particolarmente elevati.

Ad ogni modo, quale siano le intenzioni dell’esecutivo ancora non è dato saperlo. Bisognerà attendere qualche mesi prima di ottenere conferma o smentita sull’applicazione di una nuova IMU e su chi dovrà pagarla.