Arrivano le prime manovre consistenti messe in atto dal governo Draghi e parliamo nello specifico della cancellazione del bonus bebè e del bonus mamme domani.

Le due agevolazioni scompariranno nel 2022 per lasciare spazio all’Assegno Unico per i figli, che in teoria dovrebbe accorpare i vecchi bonus. Questo nuovo contributo, attivo da luglio di quest'anno, è assegnato ai figli a carico del nucleo familiare che non hanno compiuto 21 anni. 

L’accorpamento del bonus bebè e del bonus mamme domani all'Assegno Unico ha suscitato molte polemiche, poiché l’importo che molte famiglie italiane riceveranno come Assegno rappresenterà una cifra molto meno consistente rispetto alla somma dei precedenti bonus.

Questo perché l’Assegno Unico, di cui non è ancora chiaro l’importo minimo, ma che dovrebbe aggirarsi sui 50 euro a figlio, cresce proporzionalmente in base al reddito fino ad un massimo di 250 euro. Anche il bonus bebè e il bonus mamme domani facevano parte di quei bonus richiedibili senza requisito ISEE, ma assegnano un contributo minimo più alto.

Per farla breve, per il ceto medio-basso l’importo del bonus bebè e del bonus mamme domani, sommato agli assegni familiari, rappresenterebbe in realtà una cifra molto più alta di quella minima dell'Assegno Unico.

Ma vediamo nel dettaglio quando scompariranno ufficialmente questi bonus famiglia senza ISEE e cosa accadrà dopo.

Chi ha diritto al bonus bebè 2021

Con l'attivazione dell’Assegno Unico per i figli, che è fissata al 1 luglio 2021, i primi a sparire saranno il bonus bebè e il bonus mamme domani che non verranno riconfermati nel 2022.

Con le modifiche attuate dalla Legge di Bilancio 2020 il bonus bebè non richiede più nessun requisito ISEE per esserne beneficiari.

L’importo per il 2021 è infatti erogabile a tutti i nuclei familiari con nuovi nati a partire dal 1 gennaio di quest’anno. La certificazione ISEE va consegnata solo ed unicamente per stabilire l’importo del contributo, in caso in cui non venga presentata si ha automaticamente diritto all’importo minimo del bonus.

Nello specifico il bonus bebè assegna:

  • 160 euro mensili, cioè 1.920 euro l’anno, alle famiglie con un ISEE inferiore a 7.000 euro;
  • 120 euro al mese, cioè 1.400 euro l’anno, ai redditi annui tra 7.000 e 40.000 euro;
  • 80 euro al mese, cioè 960 euro all’anno, per gli ISEE che superano i 40.000 euro l’anno.

Nel caso in cui nel nucleo familiare vi sia un parto gemellare oppure due figli nati o adottati nell’arco del 2021, allora la cifra del bonus viene maggiorata del 20%.

Nello specifico in questo caso il bonus bebè assegna:

  • 192 euro mensili, cioè 2.304 euro l’anno, ai nuclei familiari con un ISEE inferiore a 7.000 euro;
  • 144 euro al mese, cioè 1.728 euro l’anno, ai redditi annui tra 7.000 e 40.000 euro;
  • 96 euro al mese, cioè 1.152 euro, per gli ISEE che superano i 40.000 euro l’anno.

Come presentare domanda per il bonus 

Il bonus bebè 2021 può essere richiesto a partire dalla nascita del bambino fino a 90 giorni dopo il parto. In caso in cui la richiesta di bonus venga fatta dopo questo termine, l’INPS erogherà comunque il contributo, ma non verserà alcuna mensilità arretrata.

Come tutti i bonus INPS il modo più veloce per richiederlo è presentare domanda telematica sul portale dell’Istituto, nella sezione dedicata al l'Assegno di Natalità, cioè il nostro bonus bebè. Nel caso in cui non siate pratici di procedure telematiche potete farvi assistere nella richiesta del bonus dai Caf e patronati di zona.

I passaggi per richiedere il bonus bebè sono spiegati nel video YouTube di Mondo Pensioni:

 

Che cos’è il bonus mamme domani e a chi spetta

Oltre al bonus bebè, a partire dal 2022, scomparirà anche il bonus mamme domani, anch’esso accorpato all'Assegno Unico per i figli.

Questo bonus a differenza del bonus bebè non viene versato mensilmente, ma è un contributo di 800 euro erogato una tantum. Il bonus è richiedibile a partire dal settimo mese di gravidanza fino ad un anno dopo il parto. Per richiedere il contributo, come nel caso del bonus bebè, la procedura può essere effettuata online sul sito dell’INPS. 

Nel caso in cui il bonus venga richiesto prima del parto è necessario un certificato medico emesso dall’ASL che provi lo stato interessante. Se invece si aspetta la nascita del bambino per inoltrare richiesta, allora l’avvenuto parto può semplicemente essere autocertificato.

L’Assegno Unico conviene più del bonus bebè?

Veniamo ora all’Assegno Unico per i figli. Come si è più volte ripetuto, questo contributo dovrebbe sostituire alcune agevolazioni, come gli assegni familiari, e accorpare anche il bonus mamme domani e il bonus bebè

La nuova agevolazione può essere richiesta già entro il settimo mese di gravidanza e viene erogata per ogni figlio nato, fino al raggiungimento del 21esimo anno di età. Le legge prevede che un importo minimo di assegno continui ad essere versato anche dopo il raggiungimento del 21esimo anno d’età se il familiare è iscritto all’università o ha un lavoro precario.

Come si è detto le simulazioni per stabilire i diversi importi assegnati come Assegno Unico sono ancora in atto, fino adesso però sappiamo che l’agevolazione ha un importo massimo mensile di 250 euro a figlio. Se uno dei figli a carico del nucleo è affetto da disabilità allora la cifra dell’Assegno sale del 30%.

Per richiedere il contributo l’ISEE non dovrebbe essere fondamentale, ma solo utile a stabilire l’importo. Nel caso di reddito alto o mancata presentazione dell’ISEE verrà assegnato il contributo minimo, che dovrebbe oscillare tra i 50 e i 70 euro a figlio, stando sempre alle simulazioni attuali.

Inoltre, l'Assegno unico è rivolto a tutti i lavoratori in regola con i contributi obbligatori, siano essi dipendenti o autonomi.

Cosa accadrà con l’eliminazione dei bonus famiglia senza ISEE

L’introduzione dell’Assegno Unico e soprattutto l’eliminazione del bonus bebè e del bonus mamme domani a favore di questo contributo ha fatto molto discutere.

Il problema evidenziato è che l’Assegno Unico così come è organizzato eroga un importo relativamente alto solo ai redditi davvero bassi, mentre i redditi medi sarebbero penalizzati, ricevendo un contributo minore rispetto alle somme a cui avevano diritto con i vari bonus senza ISEE, quali appunto il bonus bebè.

La simulazione per stabilire gli importi realizzata dal Gruppo di lavoro Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia ha evidenziato proprio come in realtà otto famiglie su dieci abbiano un ISEE inferiore ai 30.000 euro l’anno.

Secondo questa simulazione circa l’80% delle famiglie beneficiarie dell’Assegno Unico dovrebbe ricevere in media 161 euro di contributo mensile, per ogni minore a carico.

Sempre secondo questo studio, sulla base dei fondi disponibili, l’importo minimo dell’Assegno per i redditi che vanno oltre i 52.000 euro l’anno dovrebbe essere di 67 euro per figlio.