Draghi contro il Superbonus: “Colpa di chi ha disegnato i meccanismi di cessione”

Cessioni dei crediti bloccate, fondi esauriti, frodi per migliaia di euro: Draghi affonda il Superbonus 110% nel suo discorso in Senato, dopo aver dichiarato colpevoli coloro che hanno ideato il meccanismo di cessione del credito. Che cosa cambia adesso? Draghi pensa a una nuova riduzione dei fondi per i bonus edilizi: ecco le ultime novità sul Superbonus 110%.

Image

I bonus edilizi potrebbero avere le ore contate: Mario Draghi ha affondato il Superbonus 110% nel suo discorso tenuto in Senato nella mattinata di mercoledì 20 luglio 2022. Oltre a delineare un meccanismo di cessione del credito fallace, il premier ha evidenziato che la colpa di tutto questo è di “chi ha disegnato i meccanismi”.

Accolto da un fragoroso applauso da parte dei fedeli, Draghi ha poi proseguito ipotizzando una possibile riduzione delle risorse a disposizione dei bonus edilizi, nonostante le scadenze per l’effettuazione dei lavori siano state confermate.

Draghi contro il Superbonus: cosa cambia adesso? Ecco quello che ha detto il premier in Senato e quali sono le ultime novità sull’agevolazione che permette di effettuare ristrutturazioni edilizie gratis.

Draghi contro il Superbonus: verso un nuovo taglio sui bonus edilizi?

Mario Draghi affonda il Superbonus 110%: i bonus edilizi potrebbero subire un nuovo ennesimo taglio nelle risorse. E dopo la notizia dell’esaurimento dei fondi disponibili, che fine farà l’agevolazione che consente di ristrutturare gratis un immobile?

Il futuro è ormai (quasi) scritto…Basti pensare che il premier non ha mai promosso il bonus 110% e ha ribadito ancora una volta la sua posizione nel suo discorso in Senato, quando ha tentato di spiegare i motivi che lo avevano spinto a rassegnare le dimissioni, rifiutate poi dal Capo dello Stato

Sapete cosa ho sempre pensato del superbonus, i problemi sono i meccanismi di cessioni che sono stati disegnati. 

Così si è espresso Draghi nel suo discorso di fronte a senatori. Per poi aggiungere, con un tono aspro:

I colpevoli della situazione sono coloro che hanno disegnato questo sistema.

E anche senza fare alcun nome, l’Aula di Palazzo Madama aveva facilmente intuito a chi si riferisse il premier Draghi.

Draghi contro il Superbonus: caos cessione dei crediti

A rivendicare – da sempre – la paternità del Superbonus 110% è stato il Movimento 5 stelle.

L'approvazione su mia proposta del Superbonus al 110% per l'efficientamento energetico...

Iniziava così il discorso di commento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, nel maggio 2020, dopo l’approvazione dell’agevolazione. In sostanza, aveva spiegato Fraccaro, con il Superbonus 110% i cittadini avrebbero potuto realizzare interventi di efficientamento energetico degli edifici godendo di una detrazione pari al 110%, oppure sfruttando lo sconto in fattura o la cessione del credito.

L'impresa a sua volta potrà cedere illimitatamente il credito a fornitori e anche istituti bancari ottenendo immediata liquidità.

Aveva concluso Fraccaro: ed è proprio questo il meccanismo che ad oggi si è bloccato e necessita un intervento urgente. 

Draghi contro il Superbonus: ipotesi riduzione dei finanziamenti ai bonus edilizi

Come ha dichiarato Draghi in Senato:

bisogna riparare al malfatto e tirare fuori dai guai quelle migliaia di imprese.

Ciò che sta accadendo è stato chiarito proprio da Draghi nel suo intervento in Senato: il grandissimo numero di cessioni del credito registrato negli ultimi mesi sta mettendo in difficoltà le banche e gli istituti di credito, costretti a mettere uno stop alle compensazioni.

Al contempo, inoltre, il premier Draghi ha anche fatto capire le prossime mosse che intende portare in Parlamento. Tra queste anche la riduzione della “generosità dei contributi”. 

Ciò significa che non dovrebbero esserci nuovi stanziamenti di fondi per il Superbonus 110%, almeno fino a quando resterà in carica il Governo guidato da Mario Draghi.

Draghi contro il Superbonus: caos cessioni e fondi esauriti

Introdotto dal Decreto Rilancio, il pacchetto di bonus edilizi ha registrato un grandissimo numero di richieste: basti pensare che i fondi previsti fino al 2026 si sono esauriti già dallo scorso maggio 2022.

Sono stati impiegati tutti i soldi a disposizione per un totale di 33,7 miliardi di euro di lavori complessivi a fronte di una previsione di 33,3 miliardi fino al 2026. 

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Ministro dell’Economia Daniele Franco sono concordi nell’affermare che il Superbonus e un’altra manciata di bonus edilizi (tra i quali il bonus facciate), stiano portando maggiori frodi piuttosto che benefici, oltre a contribuire all’aumento dell’inflazione.

Dunque, l’intervento di Draghi in Senato ha confermato la volontà di ridurre i fondi a disposizione del Superbonus, oltre a confermare il meccanismo di décalage previsto dalla Legge di Bilancio fino al 2025.

Draghi contro il Superbonus: le novità del Dl Aiuti

Un primo intervento di modifica del Superbonus 110% è arrivato con il decreto Aiuti di luglio, che è andato a sbloccare i crediti fiscali per le banche e per gli intermediari finanziari.

Grazie a una norma inserita del Dl Aiuti, infatti, le banche potranno sempre cedere i crediti maturati a professionisti e imprese, anche verso coloro che non agiscono con fini imprenditoriali. Gli ultimi cessionari, però, non avranno la possibilità di cedere ulteriormente i crediti edilizi.

Restano confermate, invece, tutte le scadenze sino a qui conosciute: vediamole nel dettaglio nell’ultimo paragrafo.

Superbonus 110%: confermate tutte le scadenze

Non ci sono sorprese sulle scadenze per l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione sfruttando il Superbonus 110%: dopo la proroga per le villette, restano confermati i termini già noti.

Al 30 settembre 2022 scade il termine per il raggiungimento del 30% dei lavori previsti sulle villette unifamiliari, mentre al 31 dicembre 2022 scade la possibilità di godere delle agevolazioni fiscali sugli interventi edilizi da parte delle villette.

Scade invece al 30 giugno 2023 il termine per l’effettuazione dei lavori nelle case popolari e similari, considerando una possibile proroga al 31 dicembre 2023 qualora siano stati eseguiti almeno il 60% dei lavori a giugno.

Infine, scade il 31 dicembre 2025 il Superbonus per i condomini, Onlus, associazioni di volontariato ed edifici composti da 2 a 4 abitazioni.