Come, del resto, fece il primo decreto-sostegno, anche il Decreto Sostegni-bis sta tardando ad arrivare. Tra le novità di questa nuovo decreto elaborato dall’esecutivo capeggiato dall’ex capo della Banca Centrale Europea, la BCE, Mario Draghi, c’è il Bonus prima casa per gli acquisti dell’abitazione principale entro il 31 dicembre 2022. Questa misura dovrebbe prevedere l’esenzione dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e catastale e il dimezzamento degli oneri notarili. 

Draghi e il Decreto bis, cos’è bonus prima casa?

La legge dello Stato italiano prevede che, in seguito all’acquisto di una proprietà immobiliare o all’acquisizione di essa tramite donazione o successione ereditaria, l’acquirente o il beneficiario debbano versare allo Stato le onerose imposte, calcolate sul valore catastale dell’immobile in questione. 

L’obiettivo del nuovo Esecutivo Draghi è incentivare l’autonomia abitativa dei giovani. Ma non solo, poiché, tra gli obiettivi c’è la ripartenza della crescita demografica dello Stato italiano. Si pensi che il nostro Paese è tra le ultime posizioni nelle classifiche delle nuove nascite in tutta Europa. Su una media 1,6 dell’unione Europea, l’Italia conta meno di 1,3 figli per ciascuna donna. 

Con l’inserimento, all’interno del decreto sostegni-bis, di questo nuovo Bonus prima casa, da parte dela nuova squadra capeggiata da Draghi, determinate categorie di soggetti potranno ricevere uno sconto su tali imposte. Ma, come per tutti i bonus, per poter fare richiesta è necessario essere in possesso di determinati requisiti. Scopriamo insieme come si può richiedere il nuovo bonus. 

Sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, leggiamo che:

“L’agevolazione per l’acquisto della “prima casa” consente di pagare imposte ridotte sull’atto di acquisto di un’abitazione in presenza di determinate condizioni. Chi acquista da un privato (o da un’azienda che vende in esenzione Iva) deve versare un’imposta di registro del 2%, anziché del 9%, sul valore catastale dell’immobile, mentre le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuna nella misura fissa di 50 euro.”

Qualora, il venditore fosse un’impresa con vendita soggetta a IVA, invece, l’acquirente sarà obbligato a effettuare il versamento dell’importa sul valore aggiunto che verrà calcolata sul prezzo della cessione al 4% al posto del 10%. In questo caso le imposte di registro, catastale e ipotecaria, saranno pagate nella misura fissa di 200 euro ciascuna.

Come posso richiedere il bonus prima casa?

Il nuovo Bonus prima casa, contenuto all’interno del nuovo Decreto, che speriamo verrà pubblicato a breve dal governo Draghi, può, innanzitutto, essere richiesto da soggetti di età inferiore ai 36 anni che scelgono di acquistare casa. 

Non tutte le abitazioni, però vanno bene. Per poter usufruire del nuovo bonus occorre che l’immobile non appartenga alla categoria “immobili di lusso”. Con immobili di lusso ci riferiamo alle seguenti categorie catastali: 

  • categoria catastale A1, abitazioni di tipo signorile;
  • categoria catastale A8, abitazioni in ville;
  • categoria catastale A9, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici.

In ogni caso QUI potrete trovare tutte le informazioni e le caratteristiche di un immobile di lusso.

In secondo luogo, il soggetto che presenterà la richiesta per ottenere il nuovo bonus prima casa non dovrà essere già proprietario, nemmeno per quote, di un altro immobile, in qualunque posto sia situato sul territorio italiano, ottenuto in precedenza facendo ricorso al bonus prima casa, nemmeno per gli immobili ottenuti con donazioni o successioni. 

Il soggetto richiedente, inoltre, non dovrà essere il proprietario, anche in questo caso, neanche per quote, di un’altra abitazione all’interno del medesimo comune per cui si fa richiesta del nuovo immobile a cui applicare il bonus prima casa.

Il bonus prima casa sarà, così, concesso a coloro che rispetteranno entrambi i requisiti. Qualora la prima condizione non fosse rispettata, occorrerà che il proprietario del primo immobile venda, ceda o doni l’immobile entro un anno dal nuovo rogito. Qualora, invece, la seconda condizione non fosse rispettata, per ricevere il bonus, il proprietario dovrà vendere o cedere il primo immobile, prima del nuovo rogito.

L’ultimo requisito

L’ultima, e necessaria, condizione per poter presentare richiesta del bonus prima casa è che il richiedente fissi la propria residenza nel medesimo comune del nuovo immobile. In ogni caso, il bonus può essere richiesto e si potrà modificare la residenza in un secondo momento: dal rogito potranno passare 18 mesi. 

Qualora vi fossero ritardi nella presentazione, non computabili al contraente, il bonus non sarà revocato. Se, però, le condizioni non saranno rispettate, partirà la decadenza dalle agevolazioni sulla prima casa e, successivamente, saranno dovute le imposte nella misura ordinaria con l’aggiunta di relativi interessi di mora e una sanzione pari al 30%.

Gli altri ausili per i giovani del Governo Draghi

Il Governo capeggiato da Draghi sta elaborando in questi giorni il nuovo decreto che, oltre questo bonus prima casa per i giovani Under 36, ha pensato a numerose altre agevolazioni per le famiglie e i giovani. Tra queste troviamo il bonus per genitori separati, la costruzione di nuovi asili nido e la partenza del nuovo Assegno Unico e universale.

Bonus Genitori Separati

Con il bonus per genitori separati, lo Stato intende dare una mano alle famiglie, gravemente colpite dalla crisi portata dalla pandemia di coronavirus, e aiutarli nel versamento degli assegni di mantenimento. 

In quello che sarà il nuovo decreto-legge sostegni è prevista l’istituzione di un Fondo da 10 milioni di euro per tutto il 2021 proprio per questo sussidio. In questo modo sarà garantita l’erogazione di una porzione dell’assegno o della totalità dello stesso, fino ad un massimo di 800€ al mese.

Asili nido e scuole dell’infanzia

Tra gli altri sostegni che l’esecutivo Draghi ha inserito nel PNRR, troviamo la costruzione di nuove strutture per accogliere i più piccoli: asili nido e scuole dell’infanzia. In nuovo governo, all’opera per il nuovo decreto sostegni bis, ha alzato l’asticella e, si è posto come nuovo obiettivo la costruzione di altri 230.000 nuovi posti.  

Perché lo Stato costruisce nuovi asili nido? La motivazione è semplice: da un lato vuole incentivare la natalità, che, come abbiamo detto precedentemente, il livello italiano è tra i più bassi dell’intera Unione Europea, dall’altro lato, vuole favorire l’occupazione, soprattutto quella femminile, spesso troppo sacrificata per stare dietro ai più piccini. In questo modo, le madri potrebbero lasciare i loro figli in strutture idonee senza dover accantonare la carriera. 

L’Assegno Unico e Universale

L’ultimo e, più discusso, aiuto da ricordare è l’Assegno Unico e Universale. Sì, il più discusso poiché, dopo l’approvazione in Senato dello scorso 30 marzo 2021, tutti i cittadini italiani si aspettavano che l’assegno entrasse in vigore, come aveva anticipato il Governo Draghi, il 1° luglio 2021

La partenza, però è stata parzialmente modificata e, a dare la notizia, la Ministra per le Pari Opportunità e la famiglia, Elena Bonetti. Secondo la Bonetti, infatti, ci saranno due partenze: quella del 1° luglio e la successiva partenza “a regime” del 1° gennaio 2022. Le dichiarazioni della ministra non sono state molto chiare a riguardo, pertanto i dubbi sono ancora molti. Ecco le sue parole

“La misura completa (l’assegno unico e universale) la si sta costruendo per renderla poi a regime, e comprensiva delle detrazioni fiscali, che vengono, a questo punto, del tutto sorbite a partire da gennaio 2022. Ma l'impegno dell’esecutivo che vede a capo Draghi è quello dal 1° luglio 2021 di provvedere ad un inizio di questo percorso che renderà strutturale e definitivo l’assegno.” 

Pertanto, non ci resta altro da fare che attendere ulteriori aggiornamenti da parte del Governo. Ricordiamo che questo assegno sarà erogato a tutti i figli dall’8° mese di gravidanza al 21° anno di età. Fino ai 18 anni l’assegno verrà erogato ai genitori e, successivamente, al ragazzo stesso. 

L’assegno verrà ripartito sulla base dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e, indicativamente, varierà dai 40€ ai 250€ mensili in base al reddito, con maggiorazioni dal 2° foglio o per figli con disabilità.