Avete mai sentito parlare di Dropshipping? Se la risposta è si, probabilmente avrete percepito una di queste due campane: il dropshipping è come una nave che forse andava alla grande fino a tempi recenti ma adesso ha cominciato a imbarcare acqua in maniera costante ed è meglio abbandonarla finché si è in tempo; oppure, è ancora un business model di vendita perfettamente funzionante ma bisogna capirne bene i meccanismi per renderlo veramente profittevole. 

Questi punti opposti dello spettro sono i punti di arrivo di posizioni che negli anni si sono divaricate sempre di più e non c'è dubbio che questa differenza sollevi una questione di merito interessante. Il Dropshipping è un valido modello di business? Una domanda che si pone inevitabilmente nel momento come quello attuale in cui si registra un aumento di "potenziali" dropshipper e quindi con una competizione maggiore rispetto al passato.

Una testimonianza interessante a questo riguardo è quella di Nicholas Bianconi, fondatore di MBAcademy (realtà formativa che aiuta gli aspiranti imprenditori nel business online), che sul suo canale Youtube riporta la propria esperienza di quando aveva sperimentato il dropshipping prima del suo "boom".

Che cosa si intende per dropshipping?

Ma andiamo con ordine, innanzitutto cosa si intende per dropshipping? La definizione è nota a tutti, in quanto si tratta di ogni attività di vendita in cui il venditore vende un prodotto ad un utente finale, senza possederlo materialmente nel proprio magazzino.

Già a partire da questa breve e semplice descrizione emerge come il dropshipping sia legato a doppio filo con il mondo del e-commerce. E non sarebbe possibile altrimenti. Infatti, qualunque venditore che volesse vendere qualcosa che "materialmente" non ha al momento, avrebbe comunque bisogno di una vetrina dove poter esporre i prodotti. E questa vetrina diventa essenzialmente il proprio sito e-commerce.

Un modello di business fortemente orientato al dropshipping non richiede un negozio o servizi "fisici". Quello che serve per un venditore al dettaglio potrebbe avere bisogno esclusivamente di una presenza online. Quello che caratterizza una vendita tramite dropshipping rispetto ad altre forme di vendita online è che il venditore non ha un magazzino fisico dove far partire gli ordini, ma si appoggia a fornitori selezionati.

I vantaggi del dropshipping

Questo aspetto aiuta a capire il vantaggio più evidente di questo modello di business, l'abbattimento dei costi legati alla logistica e allo stoccaggio dei prodotti. Il dropshipper infatti non si deve preoccupare di questo lato della catena, in quanto tutti i costi di manutenzione e spedizioni sono coperti dal fornitore. Non è necessario per l'utente finale che ha comprato dal dropshipper sapere che il prodotto acquistato non è "posseduto" dal venditore. Per l'utente è importante ovviamente che il prodotto acquistato arrivi in tempo e con le specifiche richieste. 

In qualche circostanza la pratica di dropshipping può avvenire quando un piccolo venditore (che magari vende in quantità piccole al pubblico generale) riceve un ordine singolo più grande di quelli che in genere è abituato a gestire. Il venditore potrebbe mettersi d'accordo con il fornitore per spedire direttamente i prodotti al cliente.

Già da questa iniziale descrizione, emerge come il dropshipping sia comune per prodotti con un alto valore per unità, costituendo di fatto l'altra faccia della medaglia dell'abbattimento dei costi di logistica e spedizione.

Infatti poiché il retailer può comprare dal fornitore solo nel momento in cui il cliente compra dal suo sito (e in genere si tratta di un prodotto singolo), il fornitore deve far pagare al retailer un prezzo per unità più alto rispetto a se comprasse diverse migliaia unità dello stesso prodotto. Vendere tramite dropshipping vuol dire vendere con un margine inferiore per unità.

Se però il prodotto ha già un valore alto, il margine sarà più alto. Venditori in aste online come su Ebay possono praticare il dropshipping come una modalità di distribuzione dei prodotti senza gestire direttamente lo stoccaggio in un deposito merci.

Guardando un generico sito di e-commerce, i prodotti potrebbero essere messi a display come "disponibili" ma nella realtà potrebbero essere "out-of-stock" presso il fornitore. Il ritardo nella spedizione che ne consegue non sempre è conosciuto dal rivenditore. Molto dipende dalla relazione con il fornitore stesso. Quest'ultimo potrebbe addirittura prolungare il ritardo senza che il retailer abbia pieno controllo del processo. 

Eventuali ritardi impatteranno necessariamente il giudizio dell'acquirente finale sulla sua esperienza di acquisto. E non potrebbe essere che altrimenti. Chi sarebbe soddisfatto di una transazione nella quale il prodotto acquistato subisce ritardi su ritardi, spesso non giustificati?

I principali fattori di rischio nel dropshipping da non sottovalutare nella propria analisi

Chiaramente ogni modello di business deve poter essere indagato sulla base di un'analisi costi/benefici. Lo stesso vale evidentemente per il dropshipping, il quale richiede di conoscere bene in anticipo i principali problemi nell'avvio di un'attività tale e prepararsi di conseguenza. I principali fattori di rischio sono noti da tempo e possono essere riassunti in: vendere prodotti di scarsa qualità; ritardi nelle spedizioni; prezzi troppo alti per prodotto; supporto post-vendita problematico; fornitori non affidabili.

Vendere prodotti di scarsa qualità è una delle cause principali che porta al fallimento di molte attività commerciali. Per il dropshipping è lo stesso, in quanto prodotti qualitativamente scarsi non fidelizzano i clienti e anzi si rischia di perdere anche quelli acquisiti. I reclami saranno all'ordine del giorno. Diventa quindi indispensabile trovare fornitori che possano garantire prodotti che soddisfino in pieno la clientela.

Quando i tempi di spedizione si allungano o subiscono ritardi considerevoli, tutti ne risentono. Questo assume toni un po' paradossali, visto che uno dei vantaggi nel dropshipping dovrebbe essere quello di essere in grado di evadere ordini molto più velocemente di esercizi commerciali tradizionali.

Evidentemente quando questo non succede, il ritardo nella consegna danneggia i rapporti di tutti gli attori della catena: il cliente insoddisfatto si rivolge al dropshipper il quale si dovrà interfacciare con il fornitore chiedendo una spiegazione al riguardo.  

Vendere i prodotti man mano che vengono acquistati impone un minor profitto, perché il margine sarà decisamente minore. Nessun fornitore può vendere al dropshipper un prodotto singolo allo stesso prezzo con cui venderebbe centinaia - se non migliaia - unità dello stesso. 

Cosa succede se il prodotto consegnato non è esattamente quello che il cliente ha comprato? Cosa accade nel momento in cui invece il prodotto arriva danneggiato? Il supporto post-vendita diventa cruciale. Senza un fornitore che fornisca un adeguata assistenza, si rimane in balia degli eventi, con il rischio ancora maggiore di esacerbare il cliente. Se non si è in grado di garantire un adeguato servizio clienti, ogni piccolo problema può diventare davvero insormontabile, con più tempo da dedicare alla risoluzione del problema che ad altro.

Facendo attenzione a questa veloce esposizione di punti di interesse, emerge chiaramente come avere fornitori affidabili sia alla base del successo o meno di un modello basato sul dropshipping. Nel momento in cui un fornitore garantisce prodotti di qualità, spediti in tempi ragionevoli, al prezzo adeguato e con l'abilità di sostenere il dropshipper nella risoluzioni di problematiche post-vendita, la catena funziona. In caso contrario, ogni tentativo è destinato a naufragare più meno velocemente.

Il vero problema del dropshipping: la mentalità

Esiste un altro aspetto da non sottovalutare. Anzi, potrebbe essere quello fondamentale, ovvero quello della mentalità. Il dropshipping per le sue intrinseche qualità è spesso stato proposto facendo leva su elementi "superficiali". Guadagni facili senza avere esperienza (o molto poca); nessuna necessità di business plan; se si fallisce con una linea di prodotti è relativamente facile cambiare brand, etc. Questo può essere tecnicamente vero, ma di sicuro non produce una mentalità imprenditoriale.

Al massimo può essere un vettore iniziale per fare esperienza, ma difficilmente può tramutarsi in qualcosa di più strutturato. Questo perché la mentalità che ne viene plasmata è quella del "salto", ovvero diventa una soluzione facile e veloce per "fare soldi".

Una forma mentis molto lontana da quella di un imprenditore, in cui la componente di fatica e responsabilità è invece fondativo. Il dropshipping può essere un modo iniziale interessante per interfacciarsi con clienti "veri" e per capire alcune delle meccaniche base del mondo on-line, ma è bene non pensare che le "scorciatoie" possano diventare una base solida per il proprio business, qualunque esso sia.