Le dinamiche finanziarie sono concetti importanti da conoscere ma gli italiani non ne sanno abbastanza.

Soprattutto i giovani delle scuole superiori non hanno una preparazione di base che li aiuti ad affrontare consapevolmente le sfide e le decisioni che gli si pareranno davanti una volta entrati nel mondo degli adulti.

Le competenze di finanza di base dell’Italia sono risultate molto più basse rispetto agli altri paesi europei che fanno parte dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Ocse) e non sono sufficienti a padroneggiare le scelte finanziarie più comuni.

La valutazione delle conoscenze di finanza degli italiani

Tra il 2018 e il 2019 la Banca d’Italia ha predisposto alcune ricerche e sottoposto la popolazione a questionari valutativi per individuare il livello di consapevolezza finanziaria degli italiani. 

Ne è emerso un gap sostanziale di conoscenza finanziaria di base tra l’Italia rispetto agli altri paesi partecipanti Ocse.

È stata rilevata una consapevolezza adeguata sui temi di finanza personale, risparmio e investimenti solo nel 30% degli italiani contro una media del 62% dell’area Ocse.

Nel 2020 un altro studio della Banca d’Italia dedicato all’individuazione dell’alfabetizzazione finanziaria degli italiani ha mostrato dati per nulla benevoli.

Attraverso domande suddivise in conoscenze, comportamenti e attitudini, circa duemila adulti italiani si sono sottoposti alla valutazione sulle conoscenze finanziarie.

Su ventisei paesi partecipanti alla ricerca l’Italia è risultata penultima (davanti solo a Malta) per consapevolezza dei concetti di finanza di base.

Indipendentemente dal livello d’istruzione degli adulti e dal ramo di studi dei giovani in età scolastica, comunque gli italiani hanno una consapevolezza sul tema della finanza troppo bassa rispetto ai livelli europei.

Le prime ricerche sul grado di conoscenza di questo tema sono piuttosto recenti, iniziate nel 2015 proprio dall’Ocse, ma da quel momento sono state monitorate in modo da tracciare eventuali modifiche, miglioramenti o peggioramenti dei singoli paesi e provare a individuarne i motivi.

Quali sono le conseguenze di una scarsa conoscenza dei concetti di finanza?

Come prima conseguenza, si genera nelle persone quella che viene definita “ansia finanziaria” che non è altro che la preoccupazione intensa della propria situazione economica perché non si ha dimestichezza con i temi della finanza.

In secondo luogo la scarsa conoscenza finanziaria induce le persone a non investire i propri risparmi, l’ultimo rapporto della Consob sugli investimenti finanziari sulle famiglie italiane afferma proprio questa tendenza.

Le persone preferiscono lasciare i propri risparmi sul conto corrente perché non conoscono le alternative e non vogliono  iniziare un investimento finanziario senza averne il controllo mettendo a rischio i propri soldi.

Si rende necessaria la regolamentazione di strumenti utili a diffondere conoscenze di finanza

La diffusione dell’educazione finanziaria migliorerà la conoscenza di finanza di base degli italiani.

L’educazione finanziaria è definita dall’Ocse come “è un processo attraverso il quale i consumatori, i risparmiatori e gli investitori migliorano le loro capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che ne sono alla base”.

Per sua definizione l’educazione finanziaria è il motore per un aumento della cultura finanziaria.

Tre Ministeri della Repubblica hanno emanato un Decreto per migliorare le competenze sulla finanza

Nel 2017 il Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il Ministero dello sviluppo economico hanno lavorato (in attuazione del Decreto Legge n. 237/2016, convertito in Legge n. 15/2017) per rimettere in pari la situazione italiana con l’istituzione del Comitato per l’educazione finanziaria.

Il Comitato per l’educazione finanziaria ha lo scopo di portare il mondo della finanza e delle sue dinamiche il più accessibile possibile alla popolazione italiana in modo da aumentare la consapevolezza finanziaria.

Il Comitato è composto da undici membri che rappresentano le più importanti istituzioni in termini di finanza (CONSOB, OCF, Banca d’Italia) insieme a un esponente per ogni Ministero coinvolto.

Inoltre è presieduto da un Direttore nominato direttamente dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, oggi il direttore è Annamaria Lusardi insegnante di finanza presso The George Washington University School of Business.

Il primo evento del Comitato in tema di finanza: ottobre è il “mese dell’educazione finanziaria”

Dal 2018 infatti il mese di ottobre è ricco di eventi e momenti di formazione importanti soprattutto nella fase della crescita, prima di dover avere a che fare con decisioni finanziarie.

Continuando a seguire sempre l’obiettivo principale: istruire intere generazioni più consapevoli e di conseguenza con meno possibilità di prendere decisioni azzardate o inadeguate per quanto riguarda le decisioni finanziarie.

Sul sito del comitato per l’educazione finanziaria è possibile accedere a molte informazioni descritte in maniera semplice e comprensibile anche da chi non è esperto di finanza delineando gli step più importanti della vita delle persone e come questi siamo collegati a decisioni finanziarie.

Esistono molti esempi utili a semplificare e rendere evidenti tutte le occasioni in cui si rende necessario avere una consapevolezza finanziaria durante la vita personale.

Il primo esempio più lampante è l’inizio del primo lavoro, il primo stipendio e la gestione delle proprie entrare.

I lavoratori al primo impiego spesso non hanno nessuna capacità di decidere la migliore allocazione delle prime entrate o della gestione dei propri risparmi.

Altri momenti in cui è necessario padroneggiare i concetti di finanza di base sono l’acquisto della casa, l’accantonamento di una parte dei risparmi per la pensione e la pianificazione dei propri soldi nella terza età.

Le conoscenze di finanza di base aiutano a rendere più semplice e più efficace la pianificazione della vita.

La finanza deve essere insegnata fin da studenti

A seguito dei risultati della Banca d’Italia si rendono necessari interventi che incrementino la cultura finanziaria di base in tutta la popolazione.

Come soluzione che potesse dare riscontri concreti all’interno di una visione di lungo periodo che ha l’obiettivo di migliorare la condizione italiana, il Comitato per l’educazione finanziaria ha deciso di organizzare molti eventi dedicati a questa materia, soprattutto tra i giovani.

Un esempio è la Global Money Week, di cui l’ultima è stata organizzata nel marzo 2021, insieme a tutti gli eventi del mese dell’educazione finanziaria.

I concetti di finanza di base in tutte le scuole e università

Sono direttamente i soggetti che operano nel mondo della finanza che possono mettersi in contatto con le scuole per organizzare workshop, eventi e dibattiti utili a insegnare la finanza dai diversi punti di vista.



La molteplicità degli operatori finanziari offre un ventaglio di possibilità per gli studenti per poter imparare le diverse sfaccettature dell’industria finanziaria, sempre rimanendo su temi basilari di facile comprensione e una conoscenza generica che possa semplicemente accrescere la consapevolezza dei singoli cittadini.

Le ore d’incontro nelle scuole e nelle università non hanno carattere commerciale e sono totalmente gratuite, proprio per garantire l’accesso a tutti gli studenti dell’istituto scelto per l’approfondimento.

L’iscrizione senza costi anche per gli istituti organizzatori ha favorito la partecipazione di ogni tipo di operatore della finanza, dalle assicurazioni alle società di gestione del risparmio fino alle associazioni dedicate a questa materia.

Sin dal 2018 (arrivati a oggi alla quarta edizione) gli organizzatori degli incontri formativi sono aumentati notevolmente e gli studenti sono ben consapevoli dell’importanza della conoscenza finanziaria.

Ogni evento e convegno non farà altro che mettere a disposizione dei giovani un mattoncino in più di consapevolezza che completi sempre di più il quadro generale del mondo della finanza ingrandendo la comfort zone di questa materia.

L’aumento degli eventi dedicati all’educazione finanziaria e la consapevolezza degli studenti e dei ragazzi più giovani dell’esistenza del “mese dell’educazione finanziaria” fa ben sperare sul raggiungimento degli obiettivi a lungo termine del Comitato per l’educazione finanziaria.

La finanza non è un tema che i giovani possono più ignorare

Sono davvero molti gli esempi riportati sul motivo per cui non è concepibile una società in cui tutta la popolazione non ha una cultura finanziaria di base, gli italiani devono migliorare le proprie conoscenze di base.

Gli eventi organizzati nelle scuole sono uno dei metodi che il Comitato per l’educazione finanziaria ha individuato per raggiungere questo obiettivo.

Durante tutto l’anno è possibile accedere a eventi formativi che con il tempo possano contribuire a costruire una società più solida in termini finanziari (grazie all’aumento naturale degli investimenti) e più serena (grazie alla padronanza di ogni cittadino nei confronti del proprio investimento).

Quando si parla di finanza non si possono ignorare gli effetti positivi che una campagna di aumento della cultura finanziaria di base possono avere anche in termini strettamente economici.

È realistico immaginare che con l’aumento della conoscenza finanziaria anche il numero di persone che decidono d’investire il proprio denaro aumenti, grazie alla riduzione dell’ansia finanziaria.

Di conseguenza gli istituti di credito o gli operatori finanziari riuscirebbero a raccogliere somme più alte di denaro e come ultimo step anche i rendimenti dei mercati finanziari potrebbero essere più efficienti.

La popolazione italiana deve essere istruita tutta nella sua interezza (per quanto possibile), continuando a puntare la concentrazione sui giovani perché quelli che sono i giovani di oggi saranno gli imprenditori di domani.

I concetti di finanza di base (ad esempio la semplice differenza tra un prestito e un investimento) devono diventare argomenti di pane quotidiano per gli italiani.

Il gap di conoscenza finanziaria individuato tra l’Italia e gli altri paesi europei deve assottigliarsi, nel migliore dei casi sparire del tutto.