Ci siamo, ecco il lasciapassare per Partite IVA e professionisti all’esonero contributivo. Andiamo a vedere nello specifico chi ne potrà usufruire e in quali circostanze. 

Via libera al provvedimento interministeriale concernente l’esonero contributivo previdenziale, un decreto che abbraccia, sgravando dai contributi, Partite IVA, ma anche professionisti registrati alle gestioni previdenziali dell’INPS e alle Casse privatizzate. L’azione legislativa, che ha stabilito i parametri e la prassi di individuazione dei vantaggi dal punto di vista contributivo per il 2021, vorrebbe che la richiesta all’INPS venisse inoltrata entro il termine del mese di luglio

Una scadenza che, se accettabile all’annuncio del decreto (il 17 maggio 2021), ora non lo è più e lascia immaginare (credibilmente) che sia di qui a poco ripensata dall’INPS con una circolare ad hoc. Per i professionisti registrati alle casse privatizzate, bensì, le richieste per avvalersi dell’esonero andranno inoltrate entro il 31 ottobre 2021.

Quindi è formalmente in vigore il provvedimento interministeriale riguardante lo sgravio dai contributi previdenziali richiesti alle cosiddette partite iva, come pure ai professionisti registrati alle gestioni previdenziali dell’INPS e ai professionisti registrati presso enti gestori di forme vincolanti di previdenza e assistenza come al D.L./1994, n. 509, e al D.L./1996, n. 103.

Di pochi giorni, nella sezione apposita del sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la pubblicazione del provvedimento di Andrea Orlando giunto a un accordo con Daniele Franco. Del 17 maggio 2021 l'esplicitazione della prassi per l’ottenimento dello sgravio dai contributi atteso dall’articolo 1, commi da 20 a 22 bis della legge di Bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178).

Anno bianco e partite iva, esonero dai contributi INPS, il punto di Giuseppe Nebbia

In un video caricato sul suo canale Youtube, Giuseppe Nebbia prova a fare il punto sulla questione: anno bianco previdenziale e non un anno bianco fiscale per le partita Iva. Questo è quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2021 con l’esonero dai contributi previdenziali per autonomi e professionisti. Un anno bianco previdenziale e non fiscale a tutti gli effetti.

Esonero contributivo INPS e il Fondo per l’esonero: gli scopi 

Il fine ultimo dell’esonero messo in campo dalla legge di Bilancio 2021, è risaputo, sta nel arginare le conseguenze negative legate alla crisi pandemica da COVID-19. 

Siamo di fronte al cosiddetto anno bianco” dei pagamenti, una misura, come detto, attuata per lenire le necessità del parterre di lavoratori indipendenti travolti dal ciclone pandemico di quest’ultimo anno e mezzo. 

Questo sgravio sui versamenti ha preso forma nei mesi dell’autunno 2020 quando alla guida del governo c’era Giuseppe Conte (periodo in cui venne annessa la legge all’interno del celebre provvedimento di Bilancio per il 2021) ed è poi stato nuovamente finanziato dalla squadra del presidente del consiglio Mario Draghi con l’attuazione del decreto Sostegni.

Gli effetti disastrosi sui redditi di partite iva e professionisti non si contano, ecco che allora questo provvedimento vorrebbe incentivare il rilancio delle loro attività e in questa prospettiva è stato messo in tavola un confacente Fondo presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Questa cassa, rientrando quest’anno nell’assegnazione massima di 2,5 miliardi di euro, è necessaria a sovvenzionare l’esonero, seppur relativo, dal pagamento delle imposte previdenziali dei riceventi che abbracciano parametri reddituali e di diminuzione del ricavo.

Esonero contributivo INPS e le circostanze di applicazione

L’esonero comprende i contributi previdenziali fatta eccezione per i premi spettanti all’INAIL. La richiesta può avvenire presso un unico ente previdenziale e per un’unica tipologia di previdenza obbligatoria.

Il singolo tetto massimo per ciascun iscritto si attesta ai 3 mila euro su scala annua, rimodulato ed spalmato su base mensile, avendo in considerazione l’aliquota di computo delle performance relative le pensioni (cfr. art. 1, comma 1, D.M.).

Esonero contributivo INPS: i criteri di ammissione e istanza

I principi per il conferimento dell’esonero sono diversi per gli iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS dei lavoratori autonomi e professionisti (cfr. art. 2 del D.M.), professionisti iscritti alle casse privatizzate dei liberi professionisti (cfr. art. 3 del D.M.) e lavoratori autonomi e collaboratori legge n. 3/2018 in quiescenza (cfr. art. 4 del D.M.).

Il provvedimento vuole che la richiesta all’INPS sia inoltrata entro il 31 luglio, a pena di decadenza, stando al modello disposto dall’Istituto.

Come anticipato, è chiaro che le tempistiche di inoltro saranno ampliate con una circolare ad hoc al cui interno saranno chiariti i dettagli per inoltrare correttamente le diverse istanze. Per i professionisti registrati alle casse privatizzate, piuttosto, l’articolo 3 del D.M. istruisce che le richieste per il conseguimento dell’esonero siano inoltrate da chi ne abbia necessità entro il 31 ottobre 2021 esplicitamente agli enti presso cui sono registrati.

Esonero contributivo INPS e la regolarità contributiva

Da tenere in conto anche il fatto che tra i criteri necessari vi sia la conformità con i pagamenti relativi alla contribuzione previdenziale prevista dalla legge.

In questi termini, l’articolo 47-bis del celebre Sostegni bis (D.L./2021, n. 73, incluso in circostanza della trasformazione dalla legge 23 luglio 2021, n. 106), al comma 1 dichiara che allo scopo dell’assegnazione dell’esonero in parola la validità contributiva venga appurata d’ufficio dagli enti elargenti a far data dal 1° novembre 2021 e garantita finanche dai pagamenti portati a termine entro il 31 ottobre 2021.

Esonero contributivo INPS e il rimando dei termini contributivi

Visti i tempi tardivi che hanno contraddistinto l’uscita ufficiale del provvedimento, i termini dei versamenti delle quote richieste con l’emissione 2021 dei pagamenti INPS con termine ultimo il 17 maggio 2021 sono stati prorogati al 20 agosto 2021, privi di aumenti, dall’articolo 47 del D.L. n. 73/2021.

Altro dettaglio, nelle postille del testo del decreto, alcune casse hanno virato per la posticipazione dei pagamenti. Si pensi a,

l’ENPACL, la cassa di previdenza dei consulenti del lavoro, ha decretato di non mettere in esazione la mensilità di giugno della quota obbligatoria 2021 (è consentito in ogni caso eseguire versamenti di propria volontà);

• la Cassa Forense ha altresì atteso il rimando al 31 dicembre 2021 dei termini dei versamenti minimi del 2021;

• la Cassa dei dottori commercialisti ha poi ritardato per settembre i termini relativi alla prima rata del 2021.

Non vi sono stati rimandi però per coloro che sono registrati alla cassa dei Cassa di previdenza dei Ragionieri commercialisti e degli Esperti contabili.

Esonero contributivo INPS e autorizzazione UE

È importante rammentare, in conclusione, che quest’esonero viene attuato basandosi e rispettando la voce 3.1 della Comunicazione della Commissione europea che reca un “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” (cd. Temporary Framework) e nei termini e ai presupposti di cui alla stessa.

Il beneplacito è stato approvato dalla Commissione UE lo scorso 14 luglio.

Esonero contributivo INPS: una sintesi

Proviamo ora a sintetizzare e offrire una panoramica sui criteri per poter usufruire dell’esonero “parziale” dal pagamento delle imposte per gli autonomi. Queste misure, come si diceva,sono state presentate con il provvedimento attuativo di Orlando e la sua squadra, il quale ha ricevuto il benestare della Commissione Europea senza andare incontro ad alcuna variazione.

In sostanza, allora, vi è stata una conferma dei parametri iniziali. Potranno avvalersi del totale esonero dei contributi fino a un tetto di 3.000 euro, superato il quale si andrà incontro a un esonero “parziale”, partite Iva e professionisti che soddisfino le caratteristiche che qui sono segnalate: 

i lavoratori o i soggetti che nel corso dell’anno di imposta 2019 hanno accumulato un ricavo nel complesso al di sotto dei 50 mila euro;

coloro che durante i lunghi mesi della pandemia hanno purtroppo dovuto registrare falle nel fatturato di somme non inferiore al 33% dei corrispondenti rispetto all’annata 2019;

i soggetti che, nel frangente di inoltro della suddetta richiesta, non siano titolari di contratti lavorativi o di pensione diretta.

Restano invece fuori, e quindi esclusi, quei titolari di Partita Iva il cui operato sia stato avviato nel corso del 

Esonero contributivo INPS e rimborso: una panoramica sulle scadenze

Per quel che riguarda allora le scadenze occorre specificare come vi sia un duplice percorso. I termini da tenere in considerazione per l’inoltro delle istanze sono segnati qui: 

entro il 30 settembre 2021 (in principio la data era stata fissata al 31 luglio) i lavoratori registrati all’INPS qualora soddisfino i parametri necessari avranno diritto ad accedere all’esonero;

entro il 31 ottobre 2021 i professionisti con cassa, in grado di soddisfare le predette caratteristiche, avranno diritto a fare istanza per il conseguimento dell’esonero.

Per quel che concerne invece le richieste finalizzate al rimborso in vista di potenziali pagamenti contributi già effettuati, invece, la scadenza ultima per inoltrare le domande è segnalata al 30 novembre 2021.

Al momento chiarimenti sulle direttive per l’inoltro delle richieste per le domande dell’esonero contributivo paiono non esserci. La palla passa all’Inps, a cui spetterà l’emanazione delle direttive per la stesura. Nel mentre, in ogni caso, l’Istituto, in un appello dell’appena trascorso 29 luglio, ha tenuto a ribadire i soggetti che andranno a beneficiare dell’agevolazione. 

(…)  devono presentare apposita istanza di esonero da inviare all’Istituto.

Andando a considerare i tempi dilatati nella messa in opera di questi decreti attuativi, in ogni caso, vi è la convinzione che ciascun beneficiario potrà avvalersi e godere di un tempo più lungo per inviare correttamente tutte le istanze.