E' il 16 giugno la data fatidica della scadenza fiscale più prossima: la prima rata dell'IMU, l'imposta sulla casa che, nel tempo, ha cambiato solo il nome, ma non è mai cessata la sua esistenza e continua a non essere capita perché, esattamente, che servizio offre lo stato attraverso il pagamento della medesima?

E' stata assegnata ad un bene primario e, soprattutto interamente acquistato dal cittadino, che ne diventa di diritto unico proprietario ma mai veramente semplificata:

"L’IMU è stata introdotta, a partire dall’anno 2012, sulla base dell’art. 13 del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in sostituzione dell’imposta comunale sugli immobili (ICI). A decorrere dal 2014 e fino al 2019, poi, l’IMU è stata individuata dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014) quale imposta facente parte, insieme al tributo per i servizi indivisibili (TASI) e alla tassa sui rifiuti (TARI), dell’imposta unica comunale (IUC). La legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020) ha successivamente abolito, a decorrere dall’anno 2020, la IUC e – tra i tributi che ne facevano parte – la TASI. Sono, invece, rimasti in vigore gli altri due tributi che componevano la IUC, vale a dire la TARI e l’IMU, quest’ultima come ridisciplinata dalla stessa legge n. 160 del 2019".

Di contro, però, la sua prima rata è stata oggetto di importanti novità, revisioni: è diventata l'inizio della volontà di riforma fiscale che non sia solo l'azione di un governo o di un altro, ma caratterizzata da un orizzonte più ampio, a favore della rinascita della nazione italiana dopo la pandemia.

Quest'ultima ha infatti riportato l'attenzione sul fatto che l'Italia non è la classe politica ma l'unione di più persone, aventi molteplici esigenze e situate nei settori più diversi, ma comunque interconnesse: le conseguenze che colpiscono soltanto uno di noi, hanno effetto su tutti.

Così, nel contesto attuale di forte crisi, serve una coerenza, anche fiscale, che unisca perché orientata al benessere vero di ogni cittadino, libero di concepire la sua attività e la sua vita, nell'ottica di poterla sviluppare nel primo caso, e di crescere nel secondo, non che divida, creando disuguaglianze inutilmente distruttive.

L'esonero della prima rata dell'IMU è il primo tentativo dello Stato di porsi sulla giusta traiettoria in questo 2021 

In questo 2021 non abbiamo bisogno di vincoli e condizioni ancora più stringenti: se è vero che hanno un loro fondamento, urgono semplificazioni come "sorgenti di ossigeno" per rincominciare a respirare profondamente, non più affannosamente. La strada è ancora lunga ma il "sasso" di riforma lanciato dallo Stato italiano nella giusta traiettoria può produrre giusti e concentrici benefici.

In tale spirito, si sono succeduti vari decreti legge, per la prima volta, hanno funto da supporto per tutte le famiglie. Partendo dal mese di marzo 2021, il più recente è stato il decreto-legge numero 73 del 2021, comprendente alcune nuove esenzioni ed agevolazioni nei confronti di specifiche categorie di cittadini possessori di immobili.

La differenza tra TASI e IMU nell'ottica di un esonero della prima rata per il 2021

In che modo però le suddette modificheranno l'essenza dell'IMU? Come funziona? Innanzitutto il suo nome completo è Imposta Municipale Unica e sostituisce la precedente TASI o Tassa Sui Servizi Indivisibili del Comune, quei servizi, cioè che sono a disposizione di tutti i cittadini, senza che venga definita un'utenza precisa. E' il caso dell'Anagrafe, dell'illuminazione stradale e così via.

A differenza della TASI che è valida per qualsiasi tipo di edificio, l'IMU si deve versare per il possesso di un immobile, di un fabbricato, terreno agricolo o area edificabile, che non configuri come abitazione principale, su territorio italiano.

Il controllo di avvenuto pagamento, la gestione, o la sussistenza di un'eventuale esenzione, è completamente a carico dei Comuni di riferimento, i quali valutano la presenza dei requisiti richiesti, mentre l'integrale versamento spetta ad ogni cittadino.

I soggetti e gli immobili destinatari dell'esonero dal pagamento della prima rata dell'IMU e riduzione della TARI nel 2021

In aperta contrapposizione, ci sarà una platea di persone che ogni anno potrà non pagare l’imposta sugli immobili, sia per quanto riguarda la prima rata, che la seconda, poiché risultano essere in possesso di un immobile che è un'abitazione principale o che non è locato in quanto di proprietà dell'Esercito Italiano, dei Corpi di Vigilanza o della Protezione Civile, personale prefettizio, o alloggi studenteschi facenti parte di una cooperativa. 

Un'agevolazione più specifica è rappresentata, inoltre, dall'esenzione dal pagamento della prima rata dell'IMU  come aiuto e contraltare alle misure restrittive e dalle chiusure imposte dalla pandemia di Coronavirus per ridurre al massimo il rischio di contagio:

in particolare, la Legge di Bilancio e il Decreto Sostegni del 2021 prevedono la riduzione a metà della suddetta per i titolari di pensioni non residenti e l'esenzione completa per gli immobili appartenenti al settore turistico e dello spettacolo, i territori colpiti dal sisma e gli operatori destinatari di contributi a fondo perduto: 

lo sono i cittadini titolari di una Partita IVA che svolgono regolarmente delle attività di impresa, di arte o di professione e i produttori di reddito agricolo in possesso di tutti i requisiti obbligatori dall’articolo 6 del Decreto Sostegni.

secondo il suddetto è istituito, inoltre, un fondo con una dotazione di 600 milioni di euro previsto dal Ministero dell'Interno d'accordo con il Ministero dell'Economia e delle Finanze al fine di raggiungere una riduzione della TARI o tassa sui rifiuti, per tutti coloro la cui attività economica è stata chiusa a causa della pandemia che possono presentare comunicazione di accesso al beneficio in modalità telematica. 

I comuni possono concedere riduzioni della TARI in misura superiore a quanto assegnato tramite le proprie risorse, o quelle che non sono state utilizzate nel 2020. Il valore massimo dei contributi, è stabilito dalla della Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020. Anche questo, quindi, potrebbe costituire un vantaggio collegato e da sommare all'esenzione dalla prima rata dell'IMU.

Gli immobili che beneficiano delle esenzioni riguardanti il non pagamento della prima rata dell'IMU, eiguardano soprattutto il settore turistico e di villeggiatura come stabilimeenti balneari, di lago e fluviali, stabilimenti termali. Sono compresi anche gli alberghi, residence e agriturismi e similari, discoteche e sale da ballo a condizione che i beneficiari siano anche gestori dell'attività economica svolta.

Per usufruire dell'eventuale esonero dal versamento della prima rata dell'IMU nel 2021, ecco come funziona la relativa dichiarazione

Per tutti coloro che hanno beneficiato o beneficeranno dell'esonero dal versamento dell'IMU, in particolare per i tolari di partita IVA compresi nei suddetti, ci sarà però l'obbligo di presentazione della dichiarazione della suddetta entro il 30 giugno 2021.

È il Dipartimento delle Finanze a fornire chiarimenti sulla relativa presentazione e sul calcolo dell’IMU, sul portale apposito https://www.finanze.gov.it/it/fiscalita-regionale-e-locale/Imposta-municipale-propria-IMU e cliccando sull'ultima cartella denominata "Prassi amministrativa (circolari, risoluzioni, linee guida e regolamenti tipo, note, FAQ e comunicati)".

Nella sezione del relativo menù blu a sinistra si deve andare dove si vede la dicitura "Imposta municipale propria (IMU)", cliccando poi sulla cartella "Disciplina del tributo". Alla pagina che si apre, infine, si clicca sull'ultima cartella che appare, chiamata "Dichiarazione" per farsi un'idea generale.

Per visualizzare al meglio, invece, il modello apposito da compilare: dal menù blu a sinistra della home sempre andando su "Disciplina del tributo", si fa scorrere il suddetto fino alla voce, sempre sulla sinistra, chiamata "Dicharazione telematica Imu Tasi". Una volta arrivati, bisogna scegliere se cliccare sulla cartella di Enti Non Commerciali/ENC o su quella riguradante Enti Commerciali e Persone Fisciche EC/PF, a seconda della categoria di appartenza.

In entrambi i casi è presente, comunque, l'ultimo passo da compiere per individuare il documento della dichiarazione IMU da completare, andando nella cartella con la dicitura "Modello di dichiarazione e istruzioni" contenente Decreto IMU, il Modello e tutte le indicazioni tecniche per compilarlo nel modo corretto. L'invio è sempre necessario se nell'anno d'imposta di riferimento sussistono eventuali variazioni degli elementi dichiarati.

L'esonero della prima rata dell'IMU nel 2021 come "libertà di manovra" per il cittadino contro il testo "a muro" del fisco

In base a questo articolo, dunque, si è capito che l'IMU è una tassa il cui elemento chiave non è tanto la casa, se non è di lusso, ma il concetto di proprietà, nel senso del possesso di un immobile secondario non adibito ad abitazione famigliare, e i servizi comunali che "ruotano" attorno sia all'abitazione che al suddetto.

A prescindere dalla sua natura controversa o meno, c'è ancora cosa da semplificare per punti maggiormente distanziati: l'effetto visivo a muro del linguaggio burocratico. Se si riuscissero ad evidenziare in grassetto, o comunque, con un colore più forte rispetto allo sfondo, i precetti più importanti da ricordare, la vista si stancherebbe di meno e l'IMU medesima diventerebbe più "digeribile":

infatti, anche se, in un primo momento, questo potrebbe risultare un concetto di poco valore in confronto all'entità del pagamento in scadenza da assolvere, facilitare la consultazione di tale tributo e di tutti gli adempimenti fiscali futuri, attraverso una disposizione più godibile del testo normativo di riferimento, potrebbe per davvero significare il passaggio dall'IMU-vincolo all'IMU-servizio:

La tassa verrebbe vista, così, dal contribuente più come un "avversario leale" con cui confrontarsi, piuttosto che come un "nemico indecifrabile" volto a peggiorare una situazione già difficile in partenza: in questo modo si lascerebbe al cittadino italiano maggiori possibilità di manovra.