S.O.S. Conto corrente, dal 6 dicembre del 2021 moltissimi contribuenti potrebbero svegliarsi con una bruttissima sorpresa che riguarda il loro conto corrente!

Infatti, dato che non è stato emanato alcun provvedimento di blocco o di dilazione della famosa Pace fiscale, saranno moltissimi i contribuenti che dovranno pagare i loro debiti nei confronti del Fisco.

Non è assolutamente cosa da poco, soprattutto vista la precaria situazione economica in cui versiamo attualmente in Italia a causa dello scoppio della pandemia da Coronavirus.

Infatti, sebbene non sia indispensabile segnalarlo, è cosa nota come il Covid-19 abbia generato dapprima una crisi pandemica sanitaria e successivamente una profonda crisi economica. 

Proprio per questo motivo tale pignoramento sul conto corrente che avrà luogo a partire dal 6 dicembre sarà un duro colpo per molti contribuenti italiani.

Ebbene, non sarà una procedura molto soft, infatti ci saranno moltissime tasse da pagare tutte insieme nello stesso periodo. 

Come mai? Te lo spiego subito.

Il Governo ha deciso di riammettere anche i contribuenti decaduti per quanto riguarda le rate della rottamazione ter e saldo e stralcio. Tali rate dovevano essere in scadenza il 30 novembre, ma c’è stata una proroga (molto piccola) al 9 dicembre e se consideriamo la tolleranza di cinque giorni, possiamo arrivare fino al 14 dicembre. 

Per maggiori informazioni circa i pagamenti relativi alla Rottamazione ter e al saldo e stralcio ti consiglio di leggere l’articolo dedicato: Rottamazione Ter: cambiano le scadenze! Ecco le nuove date!

Oltre a questi pagamenti si aggiungono tutti gli altri obblighi fiscali che i contribuenti dovevano pagare nel mese di dicembre 2021.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che dobbiamo considerare che ci troviamo nel bel mezzo di un’importante crisi economica e che stiamo per arrivare al Natale.

Un Natale piuttosto povero, ma che potrebbe rappresentare un punto di svolta per molti nonostante le numerose difficoltà.

Dunque cosa sta per accadere?

Milioni di italiani stanno per essere chiamati ad adempiere ai loro obblighi nei confronti del Fisco. Inoltre, si tratta quasi sempre di persone che non hanno molto denaro a disposizione e che, se pignorati adesso, non avranno poi la possibilità di pagare le altre spese, generando così un circolo vizioso. 

Dunque tutti coloro che non riusciranno a pagare le loro rate entro il 6 di dicembre (considerando i 5 giorni di tolleranza previsti in quanto la scadenza dei pagamenti della Pace Fiscale era il 30 novembre) rischiano moltissimo.

Come abbiamo visto si tratta di un vero e proprio circolo vizioso che non attesta a fermarsi.

Le persone che non possono permettersi di onorare i propri debiti vengono sanzionate, di conseguenza appena avranno la possibilità di pagare i vecchi debiti avranno ancora sulle spalle le spese delle sanzioni da pagare. Se non riusciranno a pagare tali sanzioni ecco che ne arriveranno altre, in un circolo vizioso senza via d’uscita. 

Inoltre, in questo caso c’è un notizia ancora più brutta. Cioè l’Agenzia delle Entrate Riscossione provvederà con il pignoramento dei soldi sul conto corrente e con il fermo amministrativo a partire dal 6 dicembre 2021.

Conto corrente: arriva il pignoramento dal 6 dicembre!

Quindi dal 6 di questo mese sarà attivo il pignoramento del conto corrente. Cosa possiamo fare?

Innanzitutto è bene conoscere la procedura per evitare spiacevoli inconvenienti.

l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha comunicato molto chiaramente in una circolare del 28 ottobre quali sono i rischi legati al fatto di non riuscire a saldare i pagamenti relativi alla Rottamazione ter e al saldo e stralcio.

Infatti, è stato sottolineato molto chiaramente come se non si dovesse far fede al pagamento dovuto si perderebbero tutti i vantaggi che sono legati alla rateizzazione del debito senza subire l’applicazione di interessi o di pesanti sanzioni. 

Inoltre, onorando il proprio debito non si andrebbe ad esporre il proprio conto corrente al pignoramento che sarà attivo a partire dal 6 dicembre 2021.

Infatti, quello che l’Agenzia delle Entrate Riscossione chiamava rischio, noi sappiamo che al momento sta per diventare una realtà a tutti gli effetti.

Come sappiamo, se i pagamenti non dovessero arrivare neanche dopo numerosi solleciti, l’esattore ha il diritto di procedere all’espropriazione forzosa dei beni del soggetto. 

Conto corrente: nel pignoramento ci può sempre essere un errore! Come scoprirlo!

Come sappiamo, l’Agenzia delle Entrate non ha bisogno di alcuna autorizzazione del Tribunale per procedere al pignoramento dei soldi sul conto corrente dei contribuenti. 

In questo modo ha accesso diretto agli stipendi, ai risparmi e alle pensioni dei cittadini italiani.

Ovviamente, quando viene effettuato un pignoramento è necessario che venga presentata la notifica dell’atto.

Ma questo cosa vuol dire? Te lo spiego subito.

Praticamente, il contribuente viene avvisato che è in corso un atto di pignoramento e, di conseguenza, ha fino a 60 giorni di tempo per pagare i debiti che ancora non ha saldato e bloccare così il pignoramento dal proprio conto corrente. 

Ovviamente, dopo la notifica di pignoramento è necessario pagare il proprio debito per non incorrere in una espropriazione forzosa. 

Ok, ma se non ho i soldi per pagare cosa succede? In questo caso, purtroppo, non c’è molto da fare. 

Infatti, sarà l’esattore che ha già bloccato la somma da pignorare sul conto corrente del debitore che dovrà occuparsi di trasferirla sul conto corrente dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. 

Tutto ciò significa che l’Agenzia delle Entrate, operando per conto dello Stato Italiano ha un potere totale. Infatti, come abbiamo accennato in precedenza, essa non deve richiedere alcuna autorizzazione al Tribunale e può procedere al pignoramento sui conti correnti dei debitori in modo indisturbato. 

In passato la Corte di Cassazione aveva criticato questa eccessiva libertà di azione data all’Agenzia delle Entrate Riscossione e aveva cercato di limitarla. 

Tuttavia gli esiti sono stati piuttosto scarsi.

Come evitare un pignoramento sul conto corrente: la procedura!

Quindi per capire come evitare il pignoramento sul conto che avrà luogo a partire dal 6 dicembre 2021 è bene capire nel modo migliore possibile come opera l’Agenzia delle Entrate - Riscossione in questi casi.

Infatti, a differenza dei normali pignoramenti, viene saltato uno step: non viene interpellato alcun Giudice del Tribunale. 

Di conseguenza capiamo che l’Agenzia delle Entrate - Riscossione ha un potere enorme quando si parla di pignoramenti sul conto corrente. 

Come abbiamo visto, in base a quanto sancito dalla Corte di Cassazione, si è cercato di limitare il potere dell’Agenzia delle Entrate - Riscossione. 

Infatti, qualora l’Agenzia delle Entrate non dovesse indicare la ragione per la quale sta avendo luogo il pignoramento, il debitore ha il potere di impugnare la sanzione ricevuta. 

Per quale motivo? È molto semplice. 

Tutti noi conosciamo ora i grandi poteri dell’Agenzia delle Entrate - Riscossione, ma ciò non significa che essa possa compiere degli illeciti amministrativi. 

Dunque, se non viene indicato il motivo del pignoramento, il debitore ha una possibilità per evirarlo: impugnare la sanzione e dimostrare la sua illegittimità.

Nonostante sembri una cosa scontata, è bene sottolineare che tutto ciò capita più spesso del previsto e, di conseguenza, quando si riceve l’atto di pignoramento è necessario controllarlo in modo approfondito. 

Infatti, qualora non fosse indicata la ragione specifica di tale pignoramento, l’atto sarebbe a tutti gli effetti nullo in base a quanto sancito dalla Corte di Cassazione. 

Ma per quale motivo possiamo affermare ciò?

Dobbiamo sottolineare che va sempre garantita la trasparenza piena della procedura di espropriazione forzata. 

Di conseguenza, bisogna assicurare al contribuente la trasparenza assoluta in modo che egli sia in grado di comprendere nel dettaglio tutto ciò che sta accadendo e, qualora lo ritenesse illegale, opporsi davanti al Tribunale competente. 

Quindi, per fare un breve recap di come evitare il pignoramento sul conto corrente è bene sottolineare che sarà necessario prestare immensa attenzione a quanto riportato nell’atto di pignoramento. 

Infatti, ci sono, come abbiamo visto, alcuni elementi che non possono mancare, pena l’illegittimità dell’atto.

Tali elementi riguardano la motivazione del pignoramento, il totale del debito eccetera. 

Quindi, se tali elementi non saranno presenti, il debitore può impugnare tale mozione e decidere di non pagarla. Infatti, essa diventerebbe a tutti gli effetti un illecito amministrativo.

Conto corrente: il pignoramento parte il 6 dicembre! Come?

Un po’ come nella serie “Le regole del delitto perfetto”, noi siamo andando a vedere come si può evitare il pignoramento sul conto corrente che partirà a breve. 

Abbiamo visto che l’atto di pignoramento deve sempre indicare alcune informazioni, quali motivazione della misura e importo totale del debito, pena l’illegittimità della mozione. 

Quando questi piccoli particolari non sono totalmente espletati all’interno dell’atto esso perde tutta la sua validità in quanto si tratta di un illecito amministrativo. 

In questo caso bisognerà bloccare tutto.

In fondo, si tratta di una situazione più frequente del previsto. Infatti, l’Agenzia delle Entrate Riscossione spesso presenta degli atti di pignoramento molto più generici rispetto a quelli voluti dalla Corte di Cassazione. 

Dunque cosa bisogna fare? 

Sappiamo che in questo caso i soldi all’interno del conto corrente del debitore vengono bloccati e trattenuti per 60 giorni. 

Se il debito viene saldato (in aggiunta della sanzione) tali soldi rientreranno nelle tasche del contribuente, in caso contrario verranno spostati sul conto corrente dell’Agenzia delle Entrate. 

Conto corrente: bloccare il pignoramento illegittimo 

Come abbiamo visto non si può operare una procedura di pignoramento se esso risulta illegittimo.

Quindi se il contribuente, analizzando a fondo l’atto di pignoramento rileva delle incongruenze o delle mancanze può richiedere la procedura di opposizione all’esecuzione.

In questo modo si va a richiedere la nullità del provvedimento.