Exor trasloca: anche gli Agnelli parlano olandese

Non è certamente una decisione a sorpresa, ma non per questo non ha generato qualche ricca polemica sulle strategie societarie della holding di casa Agnelli.

Image

Non è certamente una decisione a sorpresa, ma non per questo non ha generato qualche ricca polemica sulle strategie societarie della holding di casa Agnelli: la cassaforte Exor ha infatti scelto di traslocare in Olanda, con una delibera dell'assemblea straordinaria dei soci che ha suscitato non pochi strascichi (alcuni, invero, piuttosto artificiosi) in ottica mediatica.

I fatti parlano abbastanza chiaro: al termine di una riunione particolarmente rapida (un'ora circa, la sua durata), l'assemblea ha deliberato la fusione per incorporazione transnazionale di Exor Spa nella sua "omologa" olandese, che diventa pertanto il timone attraverso cui la famiglia Agnelli riuscirà a guidare tutte le compagini partecipate. Seguendo gli esempi precedenti di Fca, Cnh e Ferrari, anche Exor prende dunque la strada dei Paesi Bassi, lasciando in Italia Dicembre, la società che permette a John, Lapo e Ginevra Elkann, gli eredi di Gianni Agnelli, di poter controllare l'accomandita.

Ad ogni modo, il fatto che la riunione sia andata in soffitta con rapidità, e che i dibattiti siano concretamente durati circa tre quarti d'ora, non ha significato certamente il raggiungimento dell'unanimità all'interno della società che ha deliberato la fusione, nè qualche accusa più o meno velata. I piccoli soci hanno infatti dato battaglia, accusando John Elkann di aver approcciato a una simile scelta per rompere i legami con l'Italia ed evitare il confronto diretto con gli azionisti di forte minoranza.

Ad ogni modo, John Elkann non è sembrato esser certo scosso da tali posizioni. L'erede di casa Agnelli ha infatti ribadito che l'evoluzione olandese di Exor è un fatto del tutto naturale, con benefici chiari non solamente sotto il profilo fiscale (su cui peraltro il top manager ha preferito glissare con rapidità) quanto anche e soprattutto per la realizzazione di maggiori sinergie ed efficienze (più dell'85% degli investimenti è già in società olandesi, come Fca, Cnh e Ferrari).