La notizia che milioni di famiglie italiane stavano aspettando ora diventa ufficiale.

Dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficialela legge 46 del 2021 prevede la messa in atto dell’assegno unico familiare.

Il testo della legge, dapprima approvato dal Senato nel marzo 2021, lo definisce come il primo passo concreto verso l’avvio di un sistema di sostegno a tutti gli effetti universale volto ad aiutare economicamente i nuclei familiari con figli.

Per capire di cosa stiamo parlando è necessario fare una piccola focalizzazione su quello che sta succedendo soprattutto a livello politico, in particolar modo a quello che riguarda le politiche sociali.

Esse, infatti, sono un tema molto caro al Ministero che si occupa di tale assegno.

Il nuovo Ministro Elena Bonetti, presente nel Governo Conte oltre che nell’attuale Governo Draghi, lo presiede e afferma sin da subito l’impegno nel continuare il lavoro cominciato a inizio legislatura.

Dell’assegno unico figli, di conseguenza ne fa un suo cavallo di battaglia.

Il suo inserimento nella Legge di Bilancio fa comprendere a molti che sono già stati destinati dei soldi che serviranno a finanziarlo e quindi a coprirlo da una certa disponibilità economica. 

Andiamo a vedere insieme in cosa consiste, come funziona, a chi spetta e quale sarà la data effettiva di partenza.

Un sostegno a 360°:

Durante una riunione tenutasi alla Camera per illustrare il Recovery Plan, il premier Mario Draghi affronta il tema dell’assegno unico per i figli indicandolo come:

“lo strumento centrale onnicomprensivo per il sostegno delle famiglie con figli, in sostituzione delle misure frammentarie fino ad oggi vigenti”

Un’agevolazione che dovrebbe garantire un sostegno alle famiglie già formate o che si andranno a formare, basandosi sui calcoli dell’Isee.

Quest’idea non parte solo per soccorrere le richieste di aiuto ma anche per alzare il tasso di natalità del nostro Paese:

“è una riforma che rappresenta un cambio di paradigma nelle politiche per la famiglia e a sostegno della natalità, un piano che guarda alle prossime generazioni deve riconoscere la nostra realtà demografica, siamo uno dei paesi con la più bassa fecondità in Europa”

e favorire quindi la crescita demograficapromuovere l’occupazione, in particolare quella femminile.

Per mettere i giovani nella condizione di formare una famiglia Draghi afferma di essere tenuto a rispondere a 3 richieste fondamentali, senza le quali l’intero procedimento non avrebbe senso: una casa, un lavoro sicuro e un walfare adeguato.

Solo così si potrà dare un’altra chance al futuro dell’Italia.

Che cos'è l'assegno unico e a chi spetta:

L’assegno unico familiare consiste in un assegno mensile destinato a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico.

Essendo un credito di imposta o comunque un accredito mensile, ingloba tutte le agevolazioni che esistono già e per questa ragione viene definito universale.

Ha un valore massimo di 250 euro ( calcolato su base Isee) , ed è composto da:

  • un valore fisso ( destinata a tutte le famiglie con figli),
  • un valore variabile al variare del reddito complessivo della famiglia.

Poiché almeno 8 famiglie su 10 hanno un’isee che va sotto i 30 mila euro, questo quadro di sostegno mira a favorire gli autonomi e gli incapienti basandosi semplicemente sulla situazione economica dei richiedenti.

Questo beneficio può essere richiesto anche dalle future mamme dal settimo mese di gravidanza mentre dai 18 anni compiuti:

“ una somma ridotta rispetto all’assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio . Questo deve essere  un tirocinante, iscritto a un corso professionale, svolge il servizio civile, svolge un lavoro a basso reddito.”

una cosa molto interessante è data dal fatto che spetterà anche ai titolari di partita IVA.

 

Qual'è l'importo previsto:

Il compenso fornito da questo assegno unico per i figli si pensa possa essere di 250 euro al mese.

Sebbene si tratti di un fondo importante però:

“ le risorse attualmente disponibili non sono sufficienti a garantire una somma mensile pari a 250 euro al mese per figlio.”

ecco perchè  il Governo sta facendo i conti con diverse ipotesi. 

Tra queste c’è quella del gruppo di ricerca Arel, Fondazione E.Gorrieri e Alleanza per l’infanzia che prevede:

"un importo di 161 euro al mese per ciascun figlio minorenne e 97 euro al mese per ciascun figlio maggiorenne fino ad un Isee pari a 30mila euro."

In entrambi i casi l’assegno unico verrà ripartito in pari misura tra i genitori.

Nel caso in cui vi sia la presenza di una separazione coniugale, di un annullamento o di uno scioglimento del matrimonio, tale assegno verrò riconosciuto :

“ al genitore affidatario o ad ambedue in caso di affidamento congiunto.”

 

Quali bonus vengono cancellati:

Se questo assegno unico per i figli è definito universale, quali agevolazioni precedenti ingloba ?

Ebbene, secondo uno studio recente verrranno eliminati:

  • l’assegno ai nuclei con almeno 3 figli minori,
  • l’assegno di natalità,
  • il bonus natalità 
  • il fondo di sostegno alla natalità.

Dal punto di vista fiscale le altre due misure eliminate sono:

  • la detrazione Irpef per figli  carico 
  • l’assegno per il nucleo familiare.

Quelli esclusi sono i bonus asili nido, la carta famiglia, il fondo politiche per la famiglia, i congedi parentali e le indennità.

Fondi a sufficienza, il 1° luglio si parte:

Tutte queste eliminazioni arrivano ad un ammontare di 15 miliardi di euro, soldi che vanno a ricoprire le risorse pre-esistenti messe a disposizione dell’assegno unico per i figli.

La Ministra Bonetti assicura che possano ancora aumentare rassicurando le famiglie che invece, sono spaventate dalla possibile perdita di agevolazioni:

“L’assegno unico e universale è un provvedimento che fa parte del Family Act e consiste in una quota che verrà data a ciascun figlio in correlazione al reddito della famiglia. È un diritto e un metodo di sostegno concreto per chi è in difficoltà”

In attesa dei decreti attuativi, si pensa che l’erogazione di tale assegno unico possa essere operativa dal 1° luglio 2021.

Dalla data decisa, la domanda per l’assegno unico dovrà essere mandata all’Inps con Isee aggiornato in corso di validità.

A chi non conviene l'assegno unico per i figli:

Sebbene questo assegno unico sia molto atteso dalle mamme e dai papà del nostro Paese, in realtà non conviene a tutti.

I lavoratori dipendenti, per esempio, a causa di questo sostegno perdono le detrazioni per i figli fiscalmente a carico in busta paga ( oltre i 21 anni di età) poiché l’assegno prevede un aiuto per i figli fino ai 21 anni di età.

Inoltre a perderci ci sono anche le coppie di fatto che potranno considerare nel calcolo solo il reddito del richiedente.

Il ruolo dei pensionati nell'assegno unico :

Vi chiederete che cosa centrino i pensionati in questa nuova misura di sostegno.

Vi sorprenderà sapere che anche se la possibilità che abbiano figli a carico sia remota, c’è pur sempre una parte che rientra a pennello in questa condizione.

La legge che istituisce l’assegno unico al 1° luglio 2021:

“prevede che questo dovrà essere finanziato con gli altri sostegni alla famiglia oggi riconosciuti."

Per esempio gli assegni al nucleo familiare e le detrazioni per i figli a carico.

L’assegno unico per i figli è universale, giusto?

Comprende tutti, per questo motivo il Governo non vuole proprio lasciare indietro nessuno!