L’uscita di Sergio Marchionne non cambia la valutazione su FCA da parte degli analisti di Morningstar, i quali sono convinti che il titolo continua a essere ampiamente scontato dal mercato. A causa dell’uscita anticipata del suo Ad, FCA rischia di risentire della mancanza di una figura di carisma e competente che ha gestito con successo la trasformazione recente del gruppo italo-americano. Tuttavia, il lungo mandato di Sergio Marchionne (in carica dal 2004) ha contribuito a cambiare in maniera significativa la cultura organizzativa dell’azienda e questo è un asset che rimarrà.

Il Cda di Fiat Chrysler ha annunciato la nomina del nuovo amministratore delegato, Mike Manley, uno dei tre dirigenti che si diceva fossero in corsa per la carica. Manley, si precisa nel comunicato, procederà all'attuazione del piano industriale 2018-2022 presentato lo scorso primo giugno di quest'anno.

Manley è un profilo convincente

Di Manley apprezziamo il suo profilo internazionale. Ha iniziato la sua carriera nel settore auto con Daimler Chrylser nel Regno Unito nel 2000 e nel corso degli anni ha ricoperto la carica di Chief Operating Officer della regione Asia-Pacifico e CEO dei marchi Jeep e Ram, ed ha anche guidato le trattative per dar vita alla joint venture in Cina che produce le autovetture del marchio Jeep. Crediamo dunque che con l'espansione internazionale di Jeep, Maserati e Alfa Romeo, l'esperienza di Manley sarà di grande aiuto per l'azienda.

Dato che il suo mandato sarà quello di implementare il piano industriale 2018-22, riteniamo che lo spin-off di Magneti Marelli si realizzerà come previsto all'inizio del prossimo anno e non vediamo dunque alcun motivo per modificare le ipotesi del nostro modello, che rimangono tuttavia più prudenti di quelle annunciate dal management. Le stime del piano industriale indicano una crescita media dei ricavi del 7% e l’espansione del margine Ebit dall’attuale 6,4% a un intervallo compreso tra il 9% e l’11%. Il management ha precisato inoltre che uno degli elementi chiave per raggiungere questi obiettivi è l’espansione dei marchi premium come Jeep, Maserati, Alfa Romeo e di Ram, mentre i brand del mercato di massa Chrysler, Dodge e Fiat saranno ridimensionati.