Per Alessandro Tentori (AXA IM), nonostante una buona crescita economica, la politica monetaria americana ha aumentato l’avversione al rischio. Tra i mercati in via di sviluppo, il gestore preferisce in questo momento gli esportatori di materie prime, come la Russia.

Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Sono Valerio Baselli e oggi mi trovo in compagnia di Alessandro Tentori, responsabile investimenti di AXA Investment Managers Italia. Buongiorno e grazie.

Alessandro Tentori: Buongiorno.

Baselli: Dunque, dopo un periodo rialzista durato circa due anni, i mercati emergenti stanno vivendo una fase di difficoltà, con l’indice Morningstar Emerging Markets scivolato del 4,4% nel primo semestre 2018. A che cosa è dovuto questo cambio di rotta secondo voi?

Tentori: La domanda è molto pertinente, nel senso che per quest’anno ci aspettiamo una crescita globale che è ben oltre la crescita potenziale, il che dovrebbe andare a beneficio di tutti quelli che sono i mercati emergenti nelle varie asset class. Forse si è verificato un irrigidimento della politica monetaria statunitense oltre le attese, quindi questo può essere uno dei fattori scatenanti di questa avversione al rischio, che va un po’ in controtendenza rispetto a quello che si è visto negli ultimi due anni.

Baselli: Negli ultimi mesi si sono tenute importanti tornate elettorali in diversi paesi emergenti, tra cui Turchia, Colombia, Paraguay e Venezuela, e altri appuntamenti di rilievo sono le elezioni presidenziali in Messico, appena concluse, e in Brasile, a ottobre prossimo. Ecco, lei vede un rischio politico particolarmente importante attualmente all’interno dell’universo emergente? E in che modo lo gestite?