Fitch ha appena rivisto le previsioni per l'Italia: rating BBB, outlook stabile.

Non erano elevate le aspettative alla luce del downgrade di aprile e del report sulle banche di pochi giorni fa, molto allineato alla view di Moody's.

Il report di fine settembre invece aveva rivisto al rialzo la crescita del PIL ed il miglioramento del rapporto deficit PIL.

Ma il problema di fondo per le agenzie, quindi anche per Fitch ha sempre lo stesso nome: debito pubblico, il terzo più elevato al mondo.

Non sono sufficienti per crescere i piccoli passi avanti rispetto agli anni della grande crisi.

La crescita del PIL non basta a far figurare l'Italia tra i driver della ripresa, il passo è sempre più lento degli altri, anche dei sui competitor quali Spagna e Portogallo.

Gli NPL sono ritornati vicini ai livelli precrisi, ma sono ancora elevati, sebbene il trend mostri passi in avanti...BCE permettendo.

Le elezioni in arrivo a maggio 2018 sono un altro elemento che non aiuta il miglioramento dell'Italia.

Le lezioni da parte delle agenzie di rating non cambiano, occorre impegnarsi ancora di più.