L'FMI di recente ha pubblicato un nuovo studio che spinge i governi di tutto il mondo ad approvare "una carbon tax globale" che dovrebbe salire a $75/ton entro il 2030, al fine di limitare il riscaldamento globale al limite "sicuro" di 2 gradi Celsius. Al fine di rassicurare i lettori allarmati che una simile tassa sia fattibile, un post sul blog del FMI ha spiegato: "La Svezia ha dato il buon esempio. La sua carbon tax è di $127/tonnellata e ha ridotto le emissioni del 25% sin dal 1995, mentre da allora l'economia è cresciuta del 75%."

Poiché gli stessi scrittori dell'FMI lo hanno considerato un "buon esempio" di come funzionano le tasse, analizziamo la situazione più da vicino. Vedremo come gli Stati Uniti hanno avuto un "successo" paragonabile nel ridurre le emissioni e nel preservare la crescita economica, sebbene il governo federale abbia posto pochi limiti sulle emissioni di gas serra. Il caso della Svezia, lungi dal dimostrare i benefici della carbon tax globale, dimostra che una nuova tassa sarà principalmente dolorosa e produrrà uno scarso guadagno.

La carbon tax in Svezia

Lo stesso governo svedese è molto orgoglioso della sua carbon tax, introdotta nel 1991 ad un livello di 250 SEK (circa €24 all'epoca) e che è salita a 1180 SEK nel 2019, circa €114 o $ 126 ai tassi di cambio correnti. Il governo svedese ha pubblicato questo grafico che rimarca le stesse affermazioni fatte nel post del FMI.

Fonte: Dipartimenti statali della Svezia

La morale della favola è chiara: nonostante quella che sembra essere una carbon tax piuttosto aggressiva, l'economia è cresciuta del 78% tra il 1990 e il 2017, mentre le emissioni di gas serra sono diminuite di circa un quarto. Questo non prova che i negazionisti sbagliano? Con la volontà politica appropriata, o almeno così sembra, si possono ottenere tagli significativi alle emissioni senza distruggere l'economia. Prendi questo, Fox News!