C’è tempo fino al 28 dicembre per trasmettere le richieste volte all’ottenimento del nuovo contributo a fondo perduto chiamato contributo perequativo, il quale è stato introdotto in seguito all’approvazione e all’entrata in vigore del decreto-legge numero 73 del 2021, il cosiddetto Decreto Sostegni bis.

A questo proposito, soltanto nella giornata del 29 novembre 2021, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di rendere pubblico il nuovo comunicato stampa che mira a fornire tutte le indicazioni operative, le modalità ed i termini di trasmissione e di invio per il riconoscimento del nuovo fondo perduto destinato a chi ha la partita IVA, in ottemperanza alle disposizioni fornite dall’attuale capo dell’esecutivo, Mario Draghi.

In questo senso, la firma del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, al nuovo provvedimento relativo al contributo a fondo perduto fornisce così il via libera alla fruizione degli aiuti cosiddetti perequativi per chi ha la partita IVA. 

Tuttavia, è fondamentale comprendere al meglio tutti gli aspetti legati a questo nuovo contributo a fondo perduto perequativo, sottolineando in cosa consiste, a chi spetta, quali sono gli importi del contributo e i limiti per gli aiuti erogati dallo Stato, nonché le modalità di erogazione. 

Vediamo, quindi, tutti questi dettagli all’interno del seguente articolo, in cui saranno ripresi e approfonditi tutti gli aspetti e le indicazioni contenute all’interno della nuova guida dedicata al contributo a fondo perduto perequativo resa nota dall’Agenzia delle Entrate soltanto lo scorso 29 novembre. 

Fondo perduto per le partite IVA: il contesto e il quadro normativo 

Prima di procedere con la spiegazione di tutte le informazioni legate alle caratteristiche del nuovo contributo a fondo perduto destinato a chi è in possesso di una partita IVA, è necessario fare una breve premessa, così da introdurre anche il contesto generale nonché il quadro normativo entro cui si pone tale aiuto erogato da parte del Governo italiano.

In questo senso, è il decreto legge numero 73 del 2021, ovvero il cosiddetto decreto Sostegni bis che ha effettivamente condotto all’introduzione, di un nuovo contributo a fondo perduto destinato al sostegno e al supporto di quelle attività economiche che sono state gravemente danneggiate dalla situazione emergenziale epidemiologica derivata dal Coronavirus.

In particolare i commi da 16 a 27 dell’articolo 1 del decreto-legge in questione riconosce quindi l’erogazione di un contributo a fondo perduto verso quei titolari di partita Iva che svolgono delle attività d’impresa e di lavoro di tipo autonomo oppure che risultano essere titolari di un reddito agrario.

Inoltre, il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze firmato il 12 novembre 2021 è andato a definire tutte le regole legate all’erogazione e al riconoscimento del contributo perequativo, andando anche a fissare i requisiti e le condizioni di accesso, in riferimento ai risultati economici di esercizi conseguiti durante gli anni 2019 e 2020.

Per ulteriori informazioni in merito al nuovo contributo a fondo perduto perequativo, è possibile fare riferimento al seguenti video YouTube messo a disposizione dal canale curato da Giuseppe Nebbia:

 

Cos’è il nuovo contributo a fondo perduto per chi ha la Partita IVA

Secondo quanto sottolineato all’interno del decreto attuativo, questo nuovo contributo a fondo perduto perequativo rappresenta una somma di denaro che viene corrisposta da parte dell’ente dell’Agenzia delle Entrate, solamente a seguito della trasmissione mediante la modalità telematica, di un’apposita domanda del contribuente che risulta essere effettivamente in possesso di tutti i requisiti di accesso.

L’ammontare del contributo economico, inoltre, viene commisurato in riferimento al peggioramento legato al risultato economico d’esercizio che si riferisce all’anno d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2020 rispetto al risultato ottenuto durante l’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2019.

A questo proposito, come sostenuto all’interno della guida rilasciata da parte dell’Agenzia delle Entrate, questo nuovo contributo a fondo perduto viene classificato tra gli aiuti dello Stato che sono erogati a sostegno dell’economia durante l’attuale emergenza del Coronavirus, anche detta Temporary Framework.

Contributo a fondo perduto per partita IVA: a chi spetta 

Come accade per qualsiasi tipologia di contributo e di aiuto economico, anche nel caso del nuovo contributo a fondo perduto previsto per le partite IVA, prima di procedere con la presentazione della domanda è necessario assicurarsi di essere in possesso di tutti i requisiti di accesso e delle condizioni che sono state considerate obbligatorie.

A questo proposito, il nuovo contributo a fondo perduto potrà essere richiesto da parte di quei soggetti considerati titolari di una partita IVA e che svolgono attivamente e regolarmente un’attività di impresa, oppure che sono titolari di reddito agrario, o che esercitano un lavoro autonomo. Si tratta, chiaramente, di cittadini che hanno una residenza stabile e continuativa nel territorio italiano.

Per quanto riguarda il primo requisito particolare indicato dall’Agenzia delle entrate, questo riguarda l’ammontare di ricavi e di compensi che sono stati conseguiti durante l’anno 2019, il quale non dovrà quindi superare il limite fissato a 10 milioni di euro.

Inoltre, al fine di ottenere il contributo a fondo perduto perequativo, sarà necessario anche aver registrato una dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2020, che deve essere stata presentata necessariamente entro la data del 30 settembre 2021. Mentre, occorrerà anche che l’ammontare del risultato economico d’esercizio riferito al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 dovrà essere inferiore almeno del 30 per cento rispetto a quello relativo al periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019.

Chi non può ottenere il contributo a fondo perduto per partite IVA

All’interno della guida pubblicata lo scorso 29 novembre di questo anno da parte dell’Agenzia delle Entrate sono state fornite delle indicazioni anche in merito ai cittadini a cui non spetta il contributo a fondo perduto perequativo.

Si tratta, in tal senso, di soggetti che hanno effettivamente avviato la procedura di attivazione della propria partita IVA in data successivo a quella dell’entrata in vigore del Decreto Sostegni bis, ovvero il 26 maggio 2021, fatta eccezione degli eventuali eredi. 

Allo stesso tempo, non potranno usufruire del contributo a fondo perduto perequativo neanche quei soggetti la cui attività è stata cessata e che quindi hanno avviato anche la procedura di chiusura della partita IVA a loro nome alla data del 26 maggio 2021. 

Inoltre, non potranno provvedere alla trasmissione della richiesta del contributo a fondo perduto per chi ha la partita IVA neanche quei cittadini che rientrano nelle seguenti categorie: gli enti pubblici, espressi all’interno dell’articolo 74 del Tuir; gli intermediari finanziari e società di partecipazione, di cui all’articolo 162-bis del Tuir.

La misura del contributo a fondo perduto per chi ha la partita IVA

Al fine di determinare l’ammontare degli importi relativi al contributo a fondo perduto per coloro che sono in possesso di una partita IVA è necessario innanzitutto effettuare un calcolo relativo alla differenza tra i risultati economici di esercizio conseguiti al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e quelli legati al periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2020.

In tal senso, dalla differenza che sarà poi ottenuta dovrà essere sottratto l’importo complessivo relativo ai contributi a fondo perduto che sono stati già erogati nei confronti del cittadino richiedente.

Nei casi in cui tali contributi rientrino nelle seguenti categorie: contributo Rilancio; contributo centri storici e contributo santuari; contributo Comuni montani; contributo Ristori, contributo Ristori bis nonché contributo maggiorazione del 50% per le cosiddette zone rosse; contributo Natale 2020; contributo Sostegni; contributo Sostegni bis automatico; contributo Sostegni bis per le attività stagionali.

A questo proposito, l’importo spettante del contributo a fondo perduto perequativo viene calcolato andando ad applicare una percentuale differente all’importo che è stato ottenuto dalla differenza dei due risultati di esercizio e a cui è stato sottratto l’ammontare dei contributi a fondo perduto percepiti in precedenza. In tal senso, è necessario fare riferimento alla seguente fascia di percentuali: 

  • 30%: quando ricavi e compensi dell’anno 2019 sono minori o pari a 100.000 euro;
  • 20%: quando ricavi e compensi dell’anno 2019 sono maggiori di 100.000 euro ma minori di 400.000 euro;
  • 15%: quando ricavi e compensi dell’anno 2019 sono maggiori di 400.000 euro ma minori di un milione di euro;
  • 10%: quando ricavi e compensi dell’anno 2019 sono maggiori di un milione di euro minori di 5 milioni di euro;
  • 5%: quando ricavi e compensi dell’anno 2019 sono maggiori 5 milioni di euro ma minori di 10.000.000 di euro. 

Occorre sottolineare che l’ammontare massimo che potrà assumere il nuovo contributo a fondo perduto è pari a 150 mila euro, mentre, al contrario rispetto a quanto previsto per i precedenti contributi fondo perduto, in questo caso, non è stato disposto alcun importo minimo.

Come richiedere il nuovo contributo a fondo perduto per partita IVA

Le domande volte all’ottenimento e all’erogazione del contributo a fondo perduto perequativo potranno essere predisposte e trasmesse direttamente all’Agenzia delle Entrate, a partire dalla data del 29 novembre 2021 ed entro e non oltre il giorno 28 dicembre 2021. 

In questo senso, il soggetto che intende accedere al contributo a fondo perduto potrà avvalersi anche di un intermediario, fornendo anche una copia del proprio documento di identità, ed indicando l’Iban del conto corrente intestato al richiedente, su cui intende ricevere il beneficio economico.

A questo proposito, è necessario anche sottolineare che la trasmissione delle domanda dovrà avvenire esclusivamente attraverso la modalità telematica, mediante un file di compilazione previsto dall’Agenzia delle Entrate, oppure attraverso l’apposita procedura web all’interno della sezione dedicata a Fatture e Corrispettivi, nell’area “Contributo a fondo perduto”.