Morningstar avvia la copertura di Fortive con un fair value di 86 dollari e un Economic moat pari a medio. Alle attuali quotazioni di mercato il titolo è valutato con un rating di 4 stelle (report aggiornato al 26 luglio 2019).

Fortive è nata nel 2016 dallo spin-off del gruppo industriale Danaher e da allora segue la stessa strategia della sua vecchia capogruppo: acquisire business di qualità, produrre a bassi i costi di gestione al fine di mantenere alti i margini di profitto e reinvestire gli ampi flussi di cassa generati in nuove operazioni di M&A. “Questa gestione ha prodotto rendimenti del capitale costantemente sopra il 10% negli ultimi 15 anni sia per Fortive che per la ex casa madre Danaher e sebbene la strategia di crescere attraverso nuove acquisizioni comporti il rischio di rilevare società a prezzi troppo generosi, il management delle due aziende ha dimostrato di avere un ottimo track record nell’allocazione del capitale e nella capacità di migliorare i margini di profitto delle società acquisite”, dice Krzysztov Smalec, analista azionario di Morningstar.

La maturazione di Fortive

“Fortive è stato il ramo tecnologia del gruppo industriale Danaher è ora ha un business diversificato in diverse industrie, da quella dei trasporti all’automazione, dalla produzione di manufatti alle tecnologie di misurazione. L’azienda è riuscita a costruirsi una posizione di vantaggio competitivo all’interno del settore per via del valore del suo portafoglio marchi e del forte potere contrattuale che riesce ad esercitare sui clienti. In tutti i segmenti di business in cui è attiva, Fortive può contare su una vasta base di clienti e oltre il 30% delle sue entrate sono ricorrenti. Inoltre, le recenti acquisizioni hanno permesso di migliorare le capacità digitali dell'azienda in modo da proporre un’offerta più completa che a nostro avviso avrà l’effetto di aumentare ulteriormente il tasso di fidelizzazione dei clienti. Le nostre previsioni per i prossimi cinque anni indicano un tasso di crescita medio del 5% e un’espansione di 400 punti base del margine operativo”.