ftsemib-recoveryfund-azioni

Ancora segno più per Piazza Affari, sulla scia del superamento dell'empasse sul veto di Polonia e Ungheria sul Recovery Fund dopo un fine di settemana scorsa in rosso. Il piano della Commissione Europea è una svolta epocale per l'Area Euro con dei benefici rilevaanti in termini di integrazione e di socializzazione del debito che va a vantaggio dei Paesi europei Periferici.

Il semaforo verde al piano della Commissione Europea, infatti, rappresenta, ad oggi un segnale rilevante per la per il Paese tricolore: quest'ultimo rappresenta, infatti uno dei maggiori beneficiari del piano pandemico con 209 miliardi.

Questi finianziamenti permetteranno alla penisola italiana di rilanciare settori ampiamente colpiti dall'epidemia di Covid-19 come le infrastrutture, innescare dei processi di trasizione energetica verso le energie rinnovabili e alimentare ancora di più la digitalizzazione dell'economia tricolore di modo tale da fare un catch up (c.d un recupero) con gli altri inquilini più virtuosi dell'Area Euro.

Senza ombra di dubbio, questo fa emergere delle opportunità di trading all'interno del listino italiano sulla via di una ripresa economica non poi così lontana.

Dalle infrastrutture, all'energia verde, passando attraverso la digitalizzazione, l'istruzione e l'innovazione, sono questi "i settori caldi" da sfruttare se si vuole ottenere un guadagno dalla borsa Milanese nonostante la pandemia sfruttando il supporto della BCE che i finanziamenti della Commissione Europea.

Attenzione però all'instabilità politica del Governo italiano che potrebbe tornare e come è noto, è uno dei principali nemici di Piazza Affari.

Piazza Affari "resiste" alla seconda ondata pandemica e diventa più appetibile, ecco perchè

Il Ftse Mib ha mostrato un comportamento differente durante la seconda ondata rispetto alla prima: a marzo scorso, è andata giù di botto, mentre allo scoppio della seconda ondata pandemica, ha tenuto il passo fino a finne ottobre, quando si è presa una pausa in attesa dell'esito delle elezioni americane.

"Digerite" le elezioni senza non troppe contestazioni, il nuovo corso dell'amministrazione Biden sembrerebbe aver "rassicurato" le borse che, come è ben noto sono sempre attente alle notizie geopolitiche su scala globale, hanno messo nuovamente il turbo.

A fare la parte del leone, questa volta, però non c'è Wall Street, ma Piazza affari: la borsa italiana, infatti, da fine ottobre ad oggi è salita di oltre 17 punti percentuali contro gli 8 della cugina d'oltreoceano, nonostante il rallentamento di questa prima parte di dicembre.

La storia non finisce qui: la discesa del dollaro verso nuovi minimi (che ha dato di nuovo "linfa vitale" all'economia globale con un petrolio di nuovo spra i 50 dollari al barile), ha nuovamente alimentato la propensione al rischio degli operatori dei mercati che si sono nuovamente gettati sul comparto azionario "a caccia" di extra rendimento.

Questa volta, il volante di guida di borsa italiana è nelle mani dei value e questo ha permesso al listino Milanese di resistere alla seconda ondata, nonostante adesso permangono sullo scenario politico delle incertezze che non consentono di escludere del tutto la caduta dell'esecutivo.

La borsa italiana, nonostante le "minacce" sia dallo scenario politico che da quello sanitario, sta continuando ad aggiornare i nuovi massimi, "incamminandosi" lentamente sui livelli pre-Covid: ad oggi infatti Piazza Affari è di nuovo alle porte dei 22.000 punti con una performance da inizio anno inferiore al 7% (poco prima delle elezioni americane, il dislivello rispetto al primo gennario era di quasi 18 punti percentuali.)

A fare il paio con la notizia dei nuovi massimi, ci sono anche le valutazioni di mercato che vedono Piazza Affari sottovalutata rispetto ad altre piazze d'Europa come la borsa tedesca (l'indice DAX) e l'indice EuroStoxx 50: l'indice itaiano mostra infatti un price/earning ratio pari a 14,9 volte gli utili contro un 17,3 del DAX e un 18,6 dell'indice EuroStoxx 50 che conferma una buy opportunity del comparto italiano.

Pertanto, quest'ultimo scorcio del 2020 sta facendo riscoprire Piazza Affari agli operatori dei mercati, troppo messa da parte per rincorrere i tecnologici di Wall Street.

Come fare per cavalcare "l'effetto Recovery"?

Questo risultato di Piazza Affari non sarebbe stato possibile senza la spinta delle misure messe in atto dalla Commissione Europea per mitigare gli effetti della pandemia nell'Area Euro.

Come trarne vantaggio in borsa visto che, ad oggi ci troviamo ancora in una situazione di incertezza sia sul piano sanitario che sul piano economico (anche se in miglioramento)?

La risposta a questa domanda è investire in settori "sostenuti" dal Recovery Fund.  Questo accordo, secondo alcuni, è un'opportunità unica per il nostro Paese:

rappresenta un passo molto importante e una svolta storica verso una maggiore integrazione dell'Europa,soprattutto dal punto di vista fiscale e della condivisione del debito, elimina il tail risk e fornisce uno stimolo economico importante in una fase di crisi

Così sostiene Luigi De Bellis sulle pagine di Milano Finanza di sabato scorso. L'Italia infatti, riceverà 209 miliardi dalla Commissione Europea da destinare alla digitalizzazione, alla Green Economy, al potenziamento delle infrastrutture, all'istruzione e all'innovazione.

Le opportunità quindi non mancano, devono solo essere sfruttate. Tra i titoli più gettonati, troviamo i titoli appartenenti al comparto dei pagamenti digitali come Nexi, Sesa, Inwit e Prysman che sebbene siano un po' sopravvalutati, sono stati i protagonisti indiscussi di questo 2020 molto particolare facendo registrarere rispettivamente performance a due cifre che vanno da un +31,28% di Sesa a un +85,80% di Nexi.

Da monitorare sono anche titoli come Terna, Enel e Buzzi Unicem appartenenti a settori come le Utilities, le infrastrutture e l'energia verde che beneficieranno dei finanziamenti comunitari.

La differenza principale tra questi due gruppi di titoli è che, il titoli del comparto digitale, hanno performance migliori da inizio anno rispetto agli asset appartenenti ad altri comparti sovvenzionati dal Piano della Commissione Europea, ma al contrario di quest'ultimi, hanno un price/earnings ratio più elevato. 

Per dare qualche dato, ad un p/e ratio di Nexi pari a 93 volte gli utili, risponde Buzzi Unicem con una valutazione di mercato pari a 8,51 gli utili. Quindi attenzione: non è tutto oro quello che luccica (come è ben noto valutazioni più elevate corrispondono a ritorni più bassi in futuro).

Emerge poi, una differenza in termini di beta tra i titoli del comparto digitale e quelli degli altri comparti finanziati dalla commissione: i primi hanno un beta in media più elevato dei secondi quindi soggetti a maggior perdite in caso di flessione dell'indice di borsa.

Short digitale e long energia rinnovabile,infrastrutture ? Dipende. Le valutazioni di mercato sembrerebbero indicare un scenario simile ma bisognare considerare che il tema "digitale" è uno dei megatrend del momento che ha preso forza con il Lockdown ( che come è noto ha imposto forti restrizioni agli spostamenti "modificando" le abitudini degli utenti) e "sta tornando di moda" in questo ultimo periodo con il bonus Cashback di Natale.

E' altresì evidente però che l'Italia ha bisogno di infrastrutture: il calo degli investimenti pubblici in infrastrutture dopo il 2008 ha portato la penisola tricolore agli ultimi posti nella classifica IMD( l'Italia è al 44° posto su un totale di 63 componenti). Il denaro della Commissione Europea potrebbe di nuovo mettere in moto la macchina stataleper far ripartire le infrastrutture apportando dei benefici alle imprese quotante in quel settore.

Gli asset di entrambi i settori devono essere mantenuti in portafoglio. A confermarlo sono le quote di questi asset nei portafogli degli investitori: la percentuale di asset come Terna, Sesa o Inwit è stata superiore rispetto a quella di altri asset come quelli del comparto finanziario (come Mediobanca o Monte dei Paschi) dall'inizio dell'autunno in poi (anche se il divario tra i due si sta sempre di più assottigliando).

A fare il paio con l'asset allocation di portafoglio dei titoli "Pro-Recovery" c'è la questione volatilità:  la volatilità degli asset beneficiari dei finanziamenti del Recovery Fund hanno una volatilità in media inferiore a quella dei titoli in altri comporti ( come quello auto) che si traduce in una minore perdita potenziale in un orizzonte temporale di un mese.

E quindi? Che siano i benvenuti gli asset spinti dal Recovery Fund negli portafogli degli investitori anche nel 2021 anche se questa settimana, dati alla mano, sono in una fase di leggera correzione.

Eì tuttavia consigliabile dare uno sguardo anche a titoli del comparto industriale come CHN che nella giornata di ieri ha fatto registrare la migliore performance a Piazza Affari con un +3,10% e Stm con un rialzo di oltre 4 punti percentuali.

Da non dimenticare affitti a breve termine case a domicilio e mobilità elettrica

Nonostante la rotazione settoriale sulla scia della ripresa economica e le misure del Recovery Fund (che spingono ancora verso l'alto alcuni magetrend che hanno dato un contributo importate nei mercati finanziari  in questo 2020) da tenere d'occhio sono anche le tematiche smart working ecommerce sharing economy. 

Queste imprese, come Farmaè (leader in italia per prodotti per salute e benessere che vende tramite ecommerce) o Giglio (passata recentemente alla progettazione di piattaforme di ecommerce dopo un passato nel settore dei media), hanno performance migliori da inizio anno rispetto a quelle dei comparti tradizionali (+70.7% per Farmaè e -11,1% per Giglio) che potranno continuare anche in futuro.

Di recente gli analisti di Mediobanca, hanno rivisto il loro prezzo obbiettivo al rialzo modificando, il loro rating in outperform sulla scia della crescente importanza delle tematiche smart working  e sharing economy nella vita delle persone durante questo anno caratterizzato dalla pandemia Covid-19.