Il decreto Sostegni emanato dall’Esecutivo punta a mettere una toppa ancora una volta, come già successo con i decreti emessi dal precedente Governo, alle enormi perdite di denaro subite dalle attività economiche durante la pandemia. In particolare, da domani 8 aprile dovrebbero partire le erogazioni dei primi ristori a fondo perduto ai quali possono accedere le attività che avranno dimostrato una perdita di fatturato di almeno il 30%.

C’è già tanta rabbia tra gli imprenditori perché i sostegni sono stati definiti insufficienti, ma per il Governo si tratta di denaro che serve a tenere accesi, anche se a bassi giri, i motori dell’economia, in attesa di poter riprendere a viaggiare a tutta velocità.

Oltre ai contributi a fondo perduto, rinnovati anche i congedi parentali, il bonus baby sitter e altre misure a sostegno del reddito. Come sempre, c’è una piccola fetta di persone che tenta di aggirare il sistema e accedere ai fondi pur non avendone diritto. Sotto la lente d’ingrandimento dei controllori dell’Erario anche i fruitori del bonus da 600 euro per i detentori di Partita Iva e i partecipanti al cashback di Stato. In questi giorni sono quindi partiti i primi controlli per scoprire i furbetti dei ristori: ecco cosa rischiano.

Furbetti dei ristori: partita la caccia

A mettersi in moto è stato l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) che, cogliendo l’opportunità che i ristori rappresentano per molti furbetti, ha intensificato i controlli nel 2021. Lo scopo è quello di scovare le aziende e gli imprenditori che, pur non avendone diritto, sono riusciti a ricevere i sostegni al reddito messi in campo dal Governo.

I dati aggiornati al 31 marzo, pubblicati nelle scorse ore dall’Inps, riportano che in quella data erano state 4.264.828 le domande pervenute all’Istituto di previdenza. Di queste, quelle accettate sono state 3.853.698, mentre quelle respinte 342.433. Significa che non hanno i requisiti richiesti per accedere ai ristori.

Ad essere riusciti a ottenere il sostegno sono stati circa 3,7 milioni di lavoratori, a cui ne vanno aggiunti altri 3,5 che hanno già ricevuto un anticipo di cassa integrazione direttamente dalle aziende. Parliamo quindi di una platea di 7,2 milioni di lavoratori che hanno ricevuto aiuti dallo Stato.

L’obiettivo dell’INL è quello di svolgere controlli almeno per tutto il primo semestre del 2021 in modo da punire i furbetti. Tra questi, le aziende che per accedere alla cassa integrazione hanno modificato i rapporti di lavoro o fatto domanda di ripresa di attività poco prima di fare richiesta. Ancora, nel mirino dell’Ispettorato anche coloro che hanno continuato a lavorare in nero in modo da continuare a percepire lo stipendio e allo stesso tempo accedere ai ristori

I primi risultati dei controlli sui furbetti dei ristori

Pubblicati i risultati dei controlli effettuati a gennaio e febbraio 2021. A finire nella lente d’ingrandimento dell’Ispettorato è stato un campione di 1.989 aziende nelle quali lavorano circa 29.244 lavoratori. I controlli effettuati in totale sono stati 1.138, mentre le irregolarità accertate 433.

Le tipologie di sostegni verificate sono state le più disparate (cassa integrazione covid, fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato), mentre gli illeciti riscontrati sono stati: truffa, fruizione degli ammortizzatori pur non avendone diritto, numero di ore di cassa integrazione maggiore a quelle autorizzate per la fruizione per la cassa covid-19…

Le notizie di reato comunicate sono state 19, con danni per lo Stato contabilizzati in circa 253.254 euro.

Ecco cosa rischiano i furbetti dei ristori

Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Chi si appropria di un ristoro senza averne diritto risponde all’articolo 316 ter del codice penale che stabilisce proprio questo reato. Questo prevede persino la reclusione da sei mesi a tre anni (quattro se l’illecito viene commesso da un pubblico ufficiale o si offendono gli interessi finanziari dell’Unione Europea). 

Qualora invece la somma percepita irregolarmente dovesse superare i 4mila euro, allora viene applicata soltanto una sanzione amministrativa che può variare dai 5.164 euro ai 25.822 euro, ma che comunque non supera il triplo dell’indennità percepita indebitamente.

Furbetti dei ristori: i controlli sui percettori del bonus Partita Iva

Qualche giorno fa, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che grazie a un sistema di intelligenza artificiale sarà in grado di effettuare circa 300 controlli al giorno sui detentori di Partita Iva percettori del bonus da 600 euro. A confermarlo è stato anche Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, che ha spiegato come le verifiche si baseranno su un tecnologico sistema di network analysis e data visualization. I controlli si svolgeranno nel corso di un triennio, quindi fino al 2024 i furbetti potrebbero restare sulle spine ed essere chiamati a restituire il sostegno. Attenzione però, a dover restituire l’indennizzo saranno anche coloro che lo hanno ricevuto per errore dell’ente che li ha erogati. Inoltre, destinatari dei controlli saranno anche gli evasori fiscali. Lo scopo è quello di recuperare fino a 40 miliardi di euro sfuggiti al fisco.

Alcuni beneficiari del bonus che lo hanno ottenuto senza avere i requisiti hanno già ricevuto un invito a restituire all’Inps l’importo intero del ristoro, corrispondente a due mensilità da 600 euro. I requisiti per ottenerlo erano: aver aperto la Partita Iva prima del 23 febbraio 2020 e avere da quella data un rapporto di collaborazione continuativa e, infine, essere iscritti alla gestione separata dell’Inps. Ammessi al bonus anche i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago.

Contributi a fondo perduto: i controlli possono arrivare fino al 2029

Furbetti dei contributi a fondo perduto avvisati. L’Agenzia delle Entrate ha fatto sapere che, secondo normativa, le comunicazioni per la restituzione del sostegno percepito senza averne diritto potrebbero arrivare fino al 31 dicembre 2029.

I tempi sono validi sia per i contributi percepiti attraverso il dl Sostegni, che attraverso i decreti precedenti, quelli stanziati dal Governo Conte (Ristori e Rilancio). L’esito dei controlli, poi, in caso venisse accertata l’appropriazione indebita, potrebbe portare anche al pagamento delle sanzioni o degli interessi maturati negli anni.

Le modalità di recupero e i relativi tempi biblici sono stati disciplinati dal decreto Rilancio, a cui si rifà anche il Sostegni di Mario Draghi. L’erogazione dei contributi dovrebbe prendere il via già da domani, mentre le domande sono aperte fino al prossimo 28 maggio. Qualora ci si dovesse rendere conto che la richiesta del contributo contiene degli errori, se ne può inviare una nuova (sempre fino al 28 maggio) e quest’ultima sostituirà automaticamente quella precedente.

Ma quali sono le sanzioni e gli interessi applicati? Se l’Agenzia delle Entrate dovesse accertare l’illecito, allora potrebbe essere applicata una percentuale di interessi pari al 4% per ogni anno fino al momento della richiesta di restituzione. Mentre, le sanzioni potrebbero corrispondere al 100% dell’importo erogato o arrivare addirittura al 200%.

Anche in questo caso il reato di riferimento è quello disciplinato dall’articolo 316 ter del codice penale: Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

I controlli dell’Agenzia prenderanno in considerazione i dati fiscali delle fatturazioni elettroniche, i dati delle comunicazioni di liquidazione periodica Iva e i dati delle dichiarazioni Iva. Se dovessero essere riscontrate irregolarità allora sarà allertata la Guardia di Finanza che procederà con i dovuti controlli.

Furbetti del cashback: occhio, anche qui in arrivo controlli

Il cashback di Stato è fin dall’inizio stato una preda golosa per i furbetti. Come ormai noto, nel corso del 2021 verranno stilate due classifiche semestrali (una a giugno e una a dicembre) in cui i primi 100mila classificati si aggiudicheranno il super premio da 1500 euro che diventano 3mila nel caso in cui ci si riesca a classificare entrambe le volte.

Basta guardare la classifica per capire che c’è qualcosa che non sta andando e anche se i dati ufficiali riportano una bassa incidenza di furbetti, in realtà le segnalazioni ci sono state anche da parte degli esercenti. I primi nella classifica (che può essere consultata sul sito del cashback di Stato) viaggiano con una media di 30 transazioni al giorno. Qualcosa non va…ed è chiaro. Molti infatti stanno usando la tecnica di dilazionare i pagamenti anche in piccoli importi visto che non è previsto l’importo minimo ed ecco trovato l’inganno alla legge. 

Qualche giorno fa Claudio Durigon, sottosegretario all’Economia, ha presentato i dati relativi all’andamento della misura nel primo trimestre del 2021, annunciando che ci saranno controlli più serrati e iniziative al fine di evitare questi escamotage per incrementare il numero delle transazioni. In origine, si era presa in considerazione l’ipotesi di vietare più pagamenti nello stesso esercizio commerciale in un breve lasso di tempo. Ipotesi poi abbandonata, ma si sta pensando ad altro visto che per il momento sembra scampata l’ipotesi, anche questa presa a lungo in considerazione, di abolirlo.

Tra le ipotesi più accreditate, quelle di tentare di individuare i furbetti per poterli escludere dal programma con lo scopo di evitare che ricevano il rimborso del 10% fino a un massimo i 150 euro. Inoltre, la priorità è senz’altro quella di garantire misure che siano valide anche in maniera preventiva e non solo retroattiva.

Tutti in allerta, dunque. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro e la Guardia di Finanza sono pronti a bussare alle saracinesche delle attività commerciali. Se si teme di aver ricevuto un contributo senza averne diritto, meglio mettersi subito in pari con la legge per evitare di incappare in sanzioni o addirittura denunce penali che possono sfociare persino in condanne di reclusione.