L’economia giapponese manda qualche colpo a vuoto. Ma il mercato non sembra particolarmente preoccupato. L’indice Morningstar dedicato al Sol levante in un mese (fino al 12 marzo e calcolato in euro) ha guadagnato l’1,58% (2,15% in yen), portando a +7,35% la performance da inizio anno (7,48%).

Indice Morningstar Japan

Risultati di tutto rispetto, se si considera il contesto macro nel quale sono stati ottenuti. Gli ultimi dati dicono che, in particolare, c’è stato un modesto recupero a dicembre degli ordini di macchinari industriali a cui è seguita una contrazione a gennaio (dopo la discontinuità registrata in seguito ai disastri naturali). C’è poi stata una fase di bonaccia delle importazioni e una riduzione delle esportazioni maggiore delle attese.

Un aiuto dalla BoJ

A rassicurare i mercati ci ha pensato la Bank of Japan che, nei giorni scorsi, è entrata a far parte di quel gruppo di istituti monetari che hanno adottato un atteggiamento più morbido. Il governatore, Haruhiko Kuroda, ha dichiarato al Parlamento giapponese che la BoJ potrebbe aumentare le misure di stimolo monetario per raggiungere gli obiettivi, in particolare in caso di rafforzamento dello yen con impatto negativo sul ciclo economico e sui prezzi.

All’interno di questo quadro la categoria Morningstar dedicata ai fondi che investono sulle large cap nipponiche in un mese ha guadagnato l’1,24% (1,80% in yen) portando a +7,53% la performance da inizio anno (+7,66%). Il segmento dedicato a chi punta sulle small cap in 30 sedute è salito dello 0,63% (+1,19%) registrando +7,84% da inizio anno (+7,97%).