Il Giappone, nel 2020, ce la farà a recuperare il gap che, in termini borsistici, lo separa dal resto del mondo? L’indice Morningstar Japan nel 2019 (in euro) ha guadagnato il 21%. Un risultato sicuramente positivo, ma che lo lascia al palo se confrontato con il +28% messo a segno dal paniere global markets.

Il nuovo anno, intanto, sembra essere iniziato con lo stesso ritmo: mentre l’indice globale nelle prime due settimane del 2020 ha segnato +2,1%, quello nipponico si è portato a +0,44%.

Indici Morningstar Global e Morningstar Japan nel 2019 a confronto

Dati in euro

Fonte: Morningstar Direct

L’andamento del listino giapponese si è riflesso in quello delle due categorie in cui sono raccolti i fondi che investono nell’equity dell’Arcipelago (vedi tabella sotto).

Andamento dei fondi dedicati al Giappone

Valutazioni interessanti

“Negli ultimi 12-18 mesi, le azioni giapponesi sono state penalizzate dall’avversione al rischio, in un momento di rallentamento del ciclo globale”, spiega Ken Maeda, head of Japanese equities di Schroders. “Dato che ora stiamo iniziando a vedere meno revisioni al ribasso delle stime sugli utili, ci si può aspettare che gli investitori stranieri adottino un atteggiamento più positivo”.

In questo scenario la buona notizia per gli operatori è che le valutazioni dell’equity restano interessanti. “Rispetto ai livelli storici, le valutazioni sul mercato giapponese appaiono ragionevoli, ma potrebbe essere necessaria una maggiore visibilità sulla crescita degli utili a breve termine per spingere il mercato ulteriormente al rialzo”, dice Maeda. “Rispetto ad altri paesi sviluppati, in ogni caso, il Giappone continua a offrire molto valore”.