La Germania dopo la seconda guerra mondiale era un disastro economico. Spettava al nuovo ministro delle finanze, Ludwig Erhard, provi rimedio. Il problema principale che il Paese doveva affrontare era la cartellizzazione delle imprese. Prima e durante la guerra il governo controllato dai nazisti aveva monopolizzato l'economia interna e proteggeva i produttori dalla concorrenza straniera. Ancora prima della guerra, i nazisti erano partigiani dediti della pianificazione economica nazionale.

Dopo la guerra questo approccio non avrebbe mai portato ad un risveglio economico. La priorità numero uno era ripristinare la concorrenza negli affari. Spettava ad Erhard aprire la strada. Come scrisse nel suo libro del 1958, Prosperity Through Competition, i principali nemici del libero mercato erano le stesse industrie cartellizzate.

"Lo stato non deve decidere chi dovrebbe essere vittorioso sul mercato", scrisse, "né un'organizzazione industriale come un cartello; deve essere solo il consumatore. Qualità e prezzo determinano la forma e la direzione della produzione ed è solo sulla base di questi criteri che viene effettuata la selezione. In questo senso la libertà è un diritto di ogni cittadino e non deve essere ostacolata da nessuno."

"I miei sforzi mirano quindi a permettere alla concorrenza di diventare una forza trainante", ha continuato Erhard, "e ai prezzi liberi di diventare regolatori dell'economia di mercato. Chiunque desideri andare oltre questi principi, o trascurarli, indebolisce l'economia di mercato e distrugge le basi su cui poggia il nostro ordine sociale ed economico."

Questo libro è un appello appassionato per ripristinare la concorrenza, dalla prima all'ultima pagina. Il pubblico a cui si indirizzava non erano i politici, non erano i consumatori, non erano i burocrati, ma la comunità imprenditoriale. Doveva affrontare le fredde acque della competizione globale se la Germania avesse voluto riguadagnare la prosperità.