I mercati obbligazionari hanno riportato buone performance quest’anno, grazie al calo dei rendimenti dei governativi. La ripresa degli strumenti rischiosi da metà febbraio è rallentata un po’, sebbene siano diminuiti i timori di una recessione imminente. Effettivamente lo scenario macroeconomico non è cambiato molto. C’è ancora valore nelle obbligazioni indicizzate all’inflazione e nel segmento high yield.

Con la Federal Reserve che sta a guardare, la Banca Centrale Europea che adotta nuove misure di politica monetaria e Bank of Japan che continua con una politica espansiva, probabilmente i mercati si tranquillizzeranno nel secondo trimestre rispetto alla prima parte dell’anno. Questo implica un calo dei rendimenti sui mercati obbligazionari, ma nulla di negativo.

I mercati sono nervosi, tuttavia si tratta più di una questione di sentiment che di fondamentali. Nel secondo trimestre potremmo assistere a un miglioramento della crescita: gli ultimi dati provenienti dagli Stati Uniti appaiono solidi, mentre l’andamento dei prezzi delle materie prime e del dollaro sembra più favorevole per i mercati emergenti.

La ripresa del credito

Ho preso qualche giorno di vacanza nel periodo pasquale dopo aver completato la nostra analisi trimestrale sull’outlook globale e sulle implicazioni per i mercati obbligazionari. Il mio team ha concluso che la ripresa nei mercati del credito probabilmente continuerà nel secondo trimestre, ma non allo stesso ritmo registrato tra metà febbraio e fine marzo. Comunque, dobbiamo considerare che il valore nei mercati del reddito fisso resta limitato, ad eccezione di alcune componenti del segmento high yield, obbligazioni dei mercati emergenti e titoli indicizzati all’inflazione.