Con l’estate alle porte, Draghi e il suo esecutivo, così come anche il resto d’Europa, sperano che si possa tornare finalmente a viaggiare e, con le dovute precauzioni, tornare a dare slancio al turismo

L’obiettivo è quello di rilanciare in particolare il turismo interno.  Con la ripresa di agevolazioni come appunto il bonus vacanze che, a causa della nuova ondata di pandemia Covid-19 di questo autunno, ha avuto poco tempo e modalità per essere speso dagli italiani.

Infatti, secondo i dati, su circa quasi 3 miliardi di euro stanziati, ne sono stati utilizzati soltanto 820 milioni

Ma la novità più attesa è quella del Green Pass europeo che dovrebbe consentire ai turisti di poter circolare liberamente tra i Paesi europei. Ma Draghi vuole già introdurre, sin da metà maggio, una sorta di Green Pass nazionale che possa far viaggiare all’interno dell’Italia.

Cosa si intende per Green Pass: dal nazionale verso quello europeo

Andiamo per ordine e capiamo meglio cos’è questo Green Pass. Già anticipato dall’art.9 del decreto legge del 22 aprile n. 52, dove si parla delle certificazioni verdi COVID-19, il Green Pass è una sorta di certificato digitale e/o cartaceo che consentirà di viaggiare sia nel territorio nazionale che negli altri Paesi europei.

In attesa di quello europeo che arriverà da giugno, nel Decreto Riaperture di fine aprile si parla di “certificazione verde” che consente di potersi spostare tra le diverse Regioni, anche tra quelle di colore arancione e rosso.

Come afferma l’art.9 del Decreto Riaperture:

“Le certificazioni verdi COVID-19 sono rilasciate al fine di attestare una delle seguenti condizioni: avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo; avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2, disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti con le circolari del Ministero della salute; effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2”.

Dunque si tratta di una sorta di passaporto sanitario anti-COVID che permetterà di viaggiare per chi potrà dimostrare di essere stato vaccinato, di aver da poco effettuato un tampone con esito negativo o di essere guarito dal Coronavirus.

Prima del Green Pass europeo e nazionale, ecco la certificazione verde

La certificazione verde è dunque una sorte di antesignano del Green Pass nazionale vero e proprio che, a partire da metà maggio, renderà i passaggi tra le Regioni ancora più semplici e fluidi.

Leggiamo sul sito del Ministero della Salute:

“Il decreto-legge 52 del 22 aprile 2021 prevede, oltre che per comprovate esigenze lavorative o per situazioni di necessità o per motivi di salute, la possibilità di spostamento in entrata e in uscita dai territori collocati in zona rossa o arancione, anche ai soggetti muniti di certificazione verde”.

Per ora quindi, possono viaggiare tra Regioni coloro che hanno un certificato, con una certa durata temporale, che possa attestare:

  • di aver effettuato e completato il ciclo di vaccinazione;
  • di essere guariti dopo aver contratto il Covid;
  • di aver effettuato test molecolare o test rapido con esito negativo.

Mentre i primi due certificati hanno durata semestrale, il terzo durerà 48 ore a partire dalla data del test.

Con la Carta Verde, introdotta dunque già dal 26 aprile, ci si può non solo spostare tra le Regioni di colore diverso ma anche partecipare a degli spettacoli o eventi. E anche andare nei Paese dove questo Pass italiano viene riconosciuto valido.

Cosa succederà dal 15 maggio: niente più obbligo di quarantena

Cosa succederà invece dal 15 maggio? Chi rispetterà le condizioni già previste nel Decreto Riaperture e dunque in possesso di questa “carta verde”, potrà rientrare in Italia o spostarsi tra le Regioni. 

Si sta pensando ad una sorta di pass digitale, ma potrebbe anche passare una semplice dichiarazione da parte del medico di riferimento. Per velocizzare il processo dunque, si pensa sia più probabile restare a una versione cartacea, in attesa del Green Pass europeo.

Ma la vera novità rispetto a quanto già disposto da fine aprile, sarà la rimozione dell’obbligo di quarantena, che è valido, nonostante si sia in possesso di una certificazione verde, fino al 15 maggio. Sia gli italiani che rientrano dall’estero o i turisti stranieri muniti di un altrettanto valida certificazione, saranno esonerati dall’obbligo di quarantena. Dal 15 maggio in poi.

Dunque, per quanto riguarda i turisti stranieri, in attesa del Green Pass europeo, si farà riferimento a certificazioni vaccinali o di tamponi effettuati nei loro Paesi di provenienza.

Come ottenere la certificazione verde

Dopo aver completato il ciclo vaccinale, potrete ricevere la certificazione verde in formato digitale o cartaceo da:

  • struttura sanitaria;
  • Servizio Sanitario Regionale di competenza.

Oppure, in caso di guarigione da Covid, ci si potrà rivolgere presso il proprio medico (o pediatra in caso di bambini) o presso una struttura ospedaliera.

Riguardo la carta verde da vaccinazione, dovranno essere riportati sia i dati anagrafici del vaccinato sia tutti i dettagli del vaccino a cui si è sottoposto. Bisognerà poi indicare anche la data dell’ultima somministrazione, il Paese dove ci si è vaccinati e anche la struttura.

Per chi invece si sottopone a test molecolare o rapido e ha un esito negativo, dovrà farsi rilasciare un certificato dalla struttura dove si effettua il test. Ricordiamo che ha una durata molto limitata, entro 48 ore. E non è valido il test sierologico ai fini dell’ottenimento della certificazione verde.

Inoltre, è possibile ottenere il Green Pass nazionale anche tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) dove viene riportata la storia clinica del singolo cittadino e i vari documenti sanitari. Dunque verranno caricati in formato digitale sia le vaccinazioni che i certificati medici che le cartelle cliniche.

Potrete accedere sul sito FSE della vostra regione e accedere tramite credenziali SPID oppure facendovi registrare dal vostro medico di base.

Leggiamo sul sito del governo, nella sezione dedicata, la sua definizione:

“Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente. Le informazioni presenti nel Fascicolo del cittadino vengono fornite e gestite dalle singole regioni”.

Le caratteristiche del Green Pass europeo: in arrivo da giugno

Mentre, come abbiamo visto, la certificazione verde ha in pratica una sua validità solo in Italia, il Green Pass europeo o Digital Green Certificate (DGC) ha una sua applicazione a livello europeo. 

Previsto per giugno, si tratta di un certificato digitale o cartaceo fornito di QR code, associato ad un codice identificativo univoco a livello nazionale.

Sul sito del Ministero della Salute viene specificato:

“L’interoperabilità europea si avrà grazie alla definizione di dati e regole comuni, che devono essere utilizzate per l’emissione dei certificati nei 27 Paesi dell’Unione Europea e allo sviluppo di piattaforme e strumenti informatici nazionali ed europei deputati a garantire l’emissione, la validazione e l’accettazione dei certificati. Il DGC sarà gratuito e in italiano e in inglese e, per la Provincia Autonoma di Bolzano, anche in tedesco”.

Per quanto riguarda la piattaforma dove fare richiesta, i lavori sono ancora in corso. Dunque bisognerà pazientare ancora un pochino per avere maggiori informazioni al riguardo. 

La fase di sperimentazione del Green Pass e le polemiche

Intanto, il 10 maggio sono iniziate le prime sperimentazioni del Green Pass europeo andando a coinvolgere 18 Stati membri e anche l’Islanda.

In particolare, ci si sta concentrando su testare, tramite caricamento di dati di prova e non reali, il funzionamento della piattaforma e l’interoperabilità delle strutture che saranno adibite alla produzione del DGC.

Non sono mancate le polemiche. Uno dei temi più caldi è l’ingiustizia sentita da parte dei più giovani che, non essendo ancora stati vaccinati e che dovranno aspettare di esserlo probabilmente dopo l’estate, per viaggiare dovranno effettuare tamponi e dunque pagare. Contrariamente ai vaccini che invece sono stati somministrati gratuitamente.

Una soluzione che sta serpeggiando è quella di rendere i tamponi gratuiti (o più economici) durante il periodo estivo. Ma è ancora tutto da vedersi. 

Dal Green Pass al ritorno del bonus vacanze

Oltre al Green Pass, troviamo il ritorno del bonus vacanze anche per questa estate 2021. Più che ritorno possiamo dire che è una lunga proroga. Dato che è stato poco utilizzato nella precedente estate.

Il suo utilizzo, già prorogato fino al 31 dicembre 2021, è stato esteso addirittura al 30 giugno 2022, grazie ad un emendamento del Ministro del Turismo Garavaglia.

Ricordiamo però che il bonus potrà essere speso da chi lo ha richiesto dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. C’è nell’aria però anche una possibile riapertura di nuove richieste per poterne usufruire.

Il bonus vacanze è un voucher il cui importo va dai 150 ai 500 euro da spendere in un’unica soluzione presso b&b, alberghi, agriturismi, villaggi turistici italiani. L’importo varia in base al numero dei componenti del nucleo familiare:

  • 150 euro per famiglie composte da una sola persona;
  • 300 euro per famiglie da due persone;
  • 500 euro per famiglie da 3 o più persone.

Bisogna poi avere un ISEE fino a 40mila euro e presentare, in fase di domanda, una DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) in corso di validità.

Il bonus vacanze per rilanciare il turismo interno

Il bonus vacanze ha lo scopo di aiutare sia le famiglie che sono state colpite dalla crisi economica ma che vorrebbero comunque godersi un po’ di relax, sia aiutare le strutture ricettive italiane che, in pratica, hanno lavorato poco se non quasi nulla.

Infatti il voucher andrà utilizzato soltanto presso strutture nazionali. E in un’unica soluzione. Si sta però pensando di introdurre delle modifiche per renderlo più spendibile e cioè la possibilità dell’utilizzo in più tranche e di avvalersi di agenzie di viaggio.

Ad oggi, il bonus può essere speso da un solo componente della famiglia che lo ha richiesto ed è fruibile nel seguente modo:

  • l’80% come sconto immediato quando si paga alla fine del soggiorno;
  • il restante 20% da scaricare come detrazione di imposta al momento della dichiarazione dei redditi.

Speriamo che questa estate, sempre con le dovute precauzioni, l’Italia e gli italiani possano dare un rinnovato slancio al turismo e anche, è il caso di dirlo, ad un pizzico di ottimismo, nostro vanto da sempre.