Il tanto atteso passaporto vaccinale, che dovrebbe consentire alle persone vaccinate contro il Covid-19 di viaggiare liberamente, senza restrizioni, è ormai alle porte. Questo è quanto ha annunciato il presidente del Consiglio Mario Draghi introducendo la conferenza stampa dopo la riunione ministeriale del G20 sul turismo.

Secondo il premier Draghi è “necessario fornire regole semplici e chiare per permettere ai turisti di tornare in Italia in condizioni di sicurezza.”

Ed è per questo motivo che intorno alla seconda metà di giugno il green pass sarà completamente operativo all'interno dell'Ue.

In attesa del certificato europeo il governo italiano ha giocato d’anticipo annunciando un pass verde nazionale, che entrerà in vigore a partire dalla seconda metà di maggio.

”Il mondo vuole viaggiare in Italia - ha proseguito Draghi - e l'Italia è pronta a ridare il benvenuto al mondo. Non ho dubbi che il turismo nel nostro Paese riemergerà più forte di prima”.

Sul canale YouTube di "Palazzo Chigi", è possibile ascoltare un estratto del discordo di Draghi durante la conferenza stampa sulla riunione ministeriale G20.

Green Pass per rilanciare il turismo in Italia

Il turismo è  estremamente importante per l’economia italiana. Il green pass può voler dire un incremento del PIL per un Paese come l’Italia in cui il turismo è una voce importante appunto delle Entrate e del rimbalzo economico che ci si attende dopo il crollo dovuto alla pandemia. 

Per quanto riguarda il green pass c'è stata un'accelerazione infatti il presidente del Consiglio ha invitato tutti a prenotare le vacanze in Italia. Un modo per rilanciare non solo il settore turistico ma l’intero Paese. "Non vediamo l'ora di accogliervi di nuovo", ha ribadito Draghi.

Proprio per consentire il rilancio delle attività turistiche, il presidente del Consiglio ha anche annunciato che :

"il governo intende offrire un aiuto all'industria turistica che ha avuto tanto danno da questa chiusura così prolungata" a causa dell'emergenza provocata dalla pandemia di coronavirus. A tal fine, al settore sono dedicati parti importanti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che sarà attuato con i fondi del Recovery Plan".

Green Pass italiano: cos'è

Il pass covid o carta verde o passaporto vaccinale, comunque lo si voglia chiamare la definizione non cambia, è la prova digitale che un viaggiatore ha ricevuto la vaccinazione completa contro COVID-19, oppure ha ricevuto un risultato negativo del test o si è ripresa dal virus. Sarà in formato digitale o cartaceo e sarà provvisto di un codice QR con una firma digitale per proteggere da falsificazione ed è completamente gratuito.

In teoria, le persone avranno accesso illimitato a voli, ristoranti, bar, e i protocolli di quarantena possono essere evitati.

Green Pass Italiano: stop alla quarantena da metà maggio

Ritorno alla normalità per l’Italia con l’arrivo del Pass verde. In pratica chi entra in Italia dopo il 15 maggio potrà  circolare liberamente se in possesso del certificato verde che dovrà attestare l'avvenuta vaccinazione o l'effettuazione di un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti o l'avvenuta guarigione dal Covid da non più di sei mesi. Il modello è lo stesso ripreso per gli spostamenti tra Regioni di colore diverso.

L'obbligo di quarantena per chi entra in Italia è destinato quindi a decadere il 15 maggio, perché il ministro della salute Roberto Speranza non rinnoverà l'attuale ordinanza che ha prorogato di 15 giorni le misure di contenimento relative agli arrivi dai Paesi europei. L’ordinanza rende obbligatori fino a metà maggio un tampone (molecolare o antigenico) negativo da effettuare entro 48 ore dall’arrivo in Italia, cinque giorni di quarantena, un ulteriore test al termine del periodo di isolamento.

Green Pass italiano: come funziona

La linea è la stessa indicata da Mario Draghi in occasione dell’entrata in vigore il 26 aprile dell’attuale decreto per gli spostamenti tra regioni di colori diversi. Vediamo come dovrebbe funzionare.

Sono tre le condizioni fondamentali per poter avere in forma cartacea o, più probabilmente sui telefoni cellulari, il certificato verde: 

  • di essere stati sottoposti al vaccino;
  • di avere un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti;
  • di aver avuto il Covid ed essere guariti.

Chi è in possesso del pass avrebbe la possibilità di muoversi liberamente e avere l’accesso a determinati eventi, sia culturali che sportivi.  Per il momento sarà cartaceo, più avanti diventerà digitale.

Per gli italiani che vogliono andare all'estero nei Paesi dell'Unione vigono le regole del paese di destinazione. Solo quando entrerà in vigore il "Green pass europeo" varrà il principio di reciprocità. La possibile data di partenza è quella del 15 giugno. Per gli ingressi in Italia di chi proviene da Paesi extraeuropei o per i viaggi fuori dai confini europei al momento valgono sempre le stesse regole.

Green Pass europeo come funziona

Il green pass covid dell'Unione Europea è atteso per giugno ed ha il medesimo scopo: far ripartire i movimenti all'interno della Ue in sicurezza, soprattutto in vista dell'estate. 

Permetterà ai cittadini Ue guariti, immunizzati o negativi al tampone di viaggiare liberamente in Europa e nei Paesi Schengen senza dovere affrontare ulteriori test Covid e periodi di isolamento. Entrerà in vigore nello stesso momento dappertutto in Europa.

Il sistema operativo del pass (che funzionerà tramite app) sarà pronto il 1 giugno, poi gli Stati membri potranno iniziare a editarlo e implementarlo per raggiungere a luglio la piena operatività.  Si sta lavorando ad un regolamento comune, in modo da garantire l'armonizzazione tra i diversi paesi.

Ufficialmente chiamato "Certificato verde digitale", il pass sarà gratuito, bilingue nella lingua dello stato membro emittente e inglese, sicuro, non discriminatorio e disponibile in formato digitale o cartaceo, entrambi avranno codici QR.

Al fine di facilitare la "circolazione sicura e libera", il Certificato Verde Digitale comprenderà effettivamente tre diversi certificati:

  • certificati di vaccinazione, che indicano la marca del vaccino utilizzato, i dati e il luogo di inoculo e il numero di dosi somministrate;
  • certificati di test negativi (test NAAT / RT-PCR o test rapido dell'antigene). Per il momento saranno esclusi gli autotest;
  • certificati medici per le persone che sono guarite da COVID-19 negli ultimi 180 giorni.

Ogni ente emittente, un ospedale, un centro di test o un'autorità sanitaria, avrà la propria firma digitale, che sarà archiviata in un database protetto in ogni paese.

Per garantire un approccio fluido da parte di tutti gli Stati membri, l'UE sta attualmente lavorando ad un software di verifica di tutte le firme sui certificati.

Oltre ai membri dell'UE, il programma è stato aperto a partner non UE come l'Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia e la Svizzera.

Il certificato sarà accettato in tutti gli stati membri dell'UE e contribuirà a garantire che le restrizioni attualmente in vigore possano essere revocate in modo coordinato. Conterrà il nome di una persona, la data di nascita, la data di rilascio, le informazioni rilevanti su un vaccino, il risultato del test o il recupero e un identificatore univoco.

Le informazioni non saranno conservate dai paesi visitati, solo la validità e l'autenticità del certificato viene sottoposta a controllo, verificando chi lo ha emesso e firmato.  Tutti i dati sanitari verranno archiviati dal paese che ha emesso il certificato.

La Commissione Europea precisa che essere vaccinati non sarà una precondizione per viaggiare. Tutti i cittadini dell'UE hanno il diritto fondamentale alla libera circolazione nell'UE e questo vale indipendentemente dal fatto che siano vaccinati o meno. Il Certificato Verde Digitale renderà più facile l'esercizio di tale diritto, anche attraverso certificati di test e recupero.

Quindi, per chi non è ancora stato vaccinato o non ha contratto il virus lo spostamento non è vietato. In altre parole, circoleranno per l'Europa anche cittadini senza pass, i quali dovranno adattarsi, più o meno come successo fin qui, ad eventuali condizioni poste dallo stato membro, ad esempio quarantena o tampone all'ingresso. 

Il passaporto sanitario non è obbligatorio, ma è finalizzato a facilitare i viaggi all'interno dell'Unione europea e accelerare una riapertura generale. Pertanto, può essere richiesto prima di salire a bordo di un volo o di attraversare un confine. Solo in assenza di un certificato, sarà richiesto un test Covid negativo per assicurarsi di non essere un portatore del virus. 

I funzionari dell'UE sperano anche che i certificati vaccinali convincano gli Stati membri che hanno introdotto restrizioni di viaggio volte a rallentare il ritmo delle nuove infezioni a revocare le loro misure. Il braccio esecutivo dell'UE ha già avvertito sei paesi che le loro misure di limitazione dei viaggi, che in Belgio arrivano fino al divieto di viaggi non essenziali, potrebbero minare il principio fondamentale dell'UE della libertà di viaggio e danneggiare il mercato unico.