Il Green Pass non è una misura simpatica. E forse non lo sarà mai, visto che di recente il Codacons ha voluto proporre di rendere obbligatorio la Certificazione Verde anche per poter accedere al Reddito di Cittadinanza.

Già è richiesto per l'accesso ai servizi di ristorazione al tavolo, più per accedere nei principali uffici governativi. Se si aggiunge anche che il Green Pass possa diventare uno strumento che, senza di esso, privi alle persone bisognose di un supporto economico, come l'RDC, ecco, diciamo che molti ricorderanno per antipatia più il Green Pass che il Covid stesso.

Ma prima di parlare della proposta facciamo un riassunto dell'attuale disposizione relativa alla Certificazione Verde.

Green Pass: come funziona il Certificato Verde fino al 31 dicembre 2021

Green Pass è un termine generico: il vero titolo è Certificato verde COVID-19, ed è un documento identificativo che segnala che:

  • hai ricevuto la prima dose di vaccino (Pfizer, Moderna, Vaxzevria/Astrazeneca...) quindici giorni prima;
  • ti sei sottoposto a tampone antigenico o molecolare nelle ultime 72 ore;
  • sei guarito dall'infezione da Sars-Covid19 e sei in attesa della dose unica;
  • hai completato il ciclo vaccinale (due dosi se Pfizer, Moderna, Vaxzevria/Astrazeneca; una dose se Johnson & Johnson) confermato da 24/48 ore.

La durata dipende da come hai ottenuto la Certificazione:

  • se hai ricevuto la prima dose, scade durante la giornata della seconda vaccinazione;
  • dopo 72 ore, il tampone molecolare o antigenico perde di valore;
  • se sei guarito dall'infezione da Sars-Covid19 e sei in attesa della dose unica, dura un anno.
  • se hai completato il ciclo vaccinale, dura un anno.

Ma sono tutte date di ordine amministrativo, pertanto possono cambiare a seconda delle nuove disposizioni del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità.

Se agli inizi serviva solo per viaggiare all'estero, dal 6 agosto è diventato sempre più determinante per accedere ai locali pubblici, quali:

  • ristoranti o bar, se vuoi stare al tavolo al chiuso;
  • andare a vedere spettacoli o eventi anche religiosi come matrimoni, così come competizioni sportive, 
  • visitare musei, istituti e luoghi di cultura, 
  • entrare in piscine, palestre, centri benessere,
  • partecipare a fiere, sagre, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, 
  • giocare presso centri culturali e ricreativi, sale da gioco e casinò, 
  • partecipare ai concorsi pubblici.

A questi si aggiungono da fine agosto e inizi settembre i mezzi interregionali, autobus o treni che siano, e quelli adibiti al noleggio.

Va detto però che non lo si ottiene subito. Se hai ricevuto la seconda dose, dovrebbe arrivare entro 24-48 ore, e praticamente sei "bloccato" per 24-48 ore, dato che nel frattempo la prima Certificazione è scaduta.

Quest'ultima, da primo vaccinato, ti arriva entro dodici giorni, ma inizia a valere dal 15esimo giorno.

Non è il massimo, infatti non mancano polemiche e criticità, anche all'interno del Governo Draghi, che l'ha approvato.

E se si aggiunge anche questa proposta del Codacons, per renderlo obbligatorio, c'è da rimanerci.

Green Pass per l'RDC! Ecco la proposta del Codacons

L'idea è questa: Green Pass o niente RDC! Questa è in poche parole la proposta del Codacons:

"Sospendere il reddito di cittadinanza e la pensione a chi non si sottopone al vaccino contro il Covid. Lo chiede oggi il Codacons, dopo la decisione del Governo di estendere il Green pass obbligatorio a tutto il mondo del lavoro."

Ha senso? Beh, constatando che dal 6 agosto in poi l'utilizzo della Certificazione è diventato sempre più determinante. Per esempio, l'obbligatorierà del vaccino (e quindi l'obbligo stesso per la Certificazione è previsto per:

  • il personale della pubblica amministrazione (Autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale), così anche per chi ha cariche istituzionali o elettive;
  • il personale del Servizio Sanitario Nazionale (infermieri, dottori, chirurghi...);
  • il personale dei servizi hospice, RSA e strutture di lungodegenza;
  • il personale delle strutture scolastiche educative (tranne per i bambini under12 e chi non è possibilitato per malattia);
  • il personale delle istituzioni universitarie e dell'alta formazione artistica musicale e coreutica.

E dal 15 ottobre 2021 si aggiunge anche il personale dell'impiego privato, cioè aziende, industrie e uffici di privati.

Questa è infatti la situazione che più di tutte ha portato a manifestare e a criticare l'azione governativa. Se poi accade anche per chi cerca di avere l'RDC! Come se già il Reddito non avesse delle problematiche.

RDC: meglio prendere il Green Pass!

L'RDC alla fine conviene, tanto basta sottoscrivere un Patto per il Lavoro o per l'Inclusione Sociale ad un Centro per l'Impiego.

E avere l'ISEE basso, una volta però accertato che si è almeno maggiorenni (come richiedenti) e di essere cittadini:

  • italiani,
  • comunitari,
  • extracomunitari con permesso di soggiorno per lunghi soggiorni,
  • apolidi,
  • titolari di protezione internazionale,
  • residenti da 10 anni, di cui 2 in maniera continuativa.

L'ISEE basso è per inteso uno sotto 9.360 euro, ma si abbassa a seconda della scala di equivalenza, che prevede:

  • 1 per il primo componente del nucleo;
  • 0.4 per ogni soggetto maggiorenne; 
  • 0.2 per ogni soggetto minorenne.

Al massimo si potrà raggiungere 2.1 o 2.2 se ci sono soggetti con disabilità grave o non autosufficienti.

Per eventuali approfondimenti riguardo al patrimonio mobiliare e immobiliare, vi rimando a questo articolo in merito.

Se tutto è apposto, basta poi fare richiesta:

  • ai Caf (Centro per l'Assistenza Fiscale); 
  • dopo il quinto giorno di ciascun mese, agli uffici postali:
  • in via telematica sul sito governativo.

Si parla generalmente di un supporto economico che va dagli 780 euro al mese (se single e in affitto) o anche oltre i 1100 euro (se componente di una famiglia con figli minori).

Se vogliamo approfondire la questione, c'è il video di Le Audioguide per Tutti.

E poi si ha la Carta RDC presso gli uffici delle Poste Italiane. Se poi te la tolgono di mano perché non hai il Green Pass, questo è un altro affare.

Green Pass: ecco cosa si rischia se non lo hai!

Il Green Pass dal 15 ottobre diventerà sempre più necessario, specie per lavorare anche come semplice impiegato od operaio di un'azienda privata (nemmeno del pubblico impiego), e anche come autonomo e professionista.

Quindi entro il 15 ottobre quasi 23.000.000 di italiani dovranno averlo, altrimenti non andrà affatto bene.

Anche perché pure i lavoratori autonomi e professionisti dovranno averlo, anche se svolgono attività in uno studio o ufficio privato. E anche per chi tratta ogni giorno con clienti, quindi aperto al pubblico, come idraulici, elettricisti, giardinieri.

Cosa si rischia? Stando al decreto 127/2021 chi non avrà la Certificazione non potrà accedere al luogo di lavoro, e la sua assenza sarà considerata ingiustificata, cioè non potrà essere retribuita a fine mese.

Se si fanno cinque assenze ingiustificate, però, non scatterà la sospensione lavorativa, che comporterà anche la sospensione dello stipendio.

A rischio di creare una crisi occupazionale, hanno dovuto evitare di aggiungere questa pena. Cioè quella della sospensione lavorativa. In realtà, anche dopo 6 giorni di assenza, non sei sospeso, ma quei giorni non verranno comunque retribuiti.

Ma anche qui c'è una precisazione, tanto per fare ulteriore caos. 

Green Pass: o lo prendi o sei sospeso dal lavoro!

Non è prevista, se non si ha il Green Pass, la sospensione lavorativa per le grandi aziende, ma in caso di aziende con meno di quindici dipendenti, dopo cinque giorni di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può decidere se sopenderti o meno, per citare il decreto:

per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021”.

Tanto valeva licenziarsi, no? Così, qualora si entri in un locale di lavoro senza Green Pass si dovrà pagare dai 600 ai 1500 euro.

Per il datore di lavoro non è nemmeno finita qui. Loro stessi diventeranno come degli ufficiali di servizio, perché dovranno accertarsi del possesso della Certificazione per i propri lavoratori. Praticamente la stessa cosa che dovranno fare gli autonomi, ma nei confronti dei propri clienti. 

Con buona pace dell'art. 5 dello Statuto dei Lavoratori, che prevede il diritto alla privacy per i lavoratori, in particolare per la propria condizione medica.

Green Pass: ecco chi può non usarlo al lavoro

In realtà ci sarebbe un gruppo di persone che potrebbe non usare il Green Pass in ambito lavorativo.

Nel caso della pubblica amministrazione, l'obbligo non è previsti per avvocati, difensori, consulenti, periti e ausiliari del magistrato, così come testimoni e parti del processo. Vedere rimandato un processo perché uno dei testimoni è senza Green Pass sarebbe alquanto grottesco.

Però il discorso è diverso per i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari e i componenti delle commissioni tributarie, che invece dovranno averlo.

Inoltre, dal 5 ottobre, verrà deciso se anche i parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato dovranno averlo per poter accedere alle sedute parlamentari.

Altrimenti la condizione per l'esclusione standard è la stessa:

  • essere un minorenne di età inferiore a 12 anni;
  • avere una condizione medica compromessa o ad alto rischio in caso di vaccinazione: si dovrà però avere un Certificato Medico che dimostri tale condizione.

Quindi, a meno di non essere un minorenne, tocca avere una malattia grave per potersi non vaccinare o per non farsi il tampone tutte le volte.

Nel caso dell'RDC, probabilmente questa proposta non vedrà il sole, dato che già in molti stanno pensando al peggio per il Reddito.

RDC: anche senza Green Pass, un referendum lo abolirà

Come già trattato in un precedente articolo, lo stesso RDC non se la passa bene, tra referendum per abrogarlo, come quello proposto dal segretario di Italia Viva, Matteo Renzi, fino alle criticità emerse dal monitoraggio Caritas, con oltre il 65% di tasso lavorativo nullo riscontrato tra i richiedenti. 

Per non parlare del rischio che corrono gli stessi navigator, forse futuri percettori dell'RDC, o del fatto che la stessa misura sta costando allo Stato oltre 20 miliardi di euro!

Diciamo che la proposta del Codacons sarà forse un soffio di vento davanti alla tempesta che potrebbe abbattersi nei confronti del Reddito di Cittadinanza.