In un periodo come quello che stiamo vivendo, nel quale è sempre più necessario evitare il contatto fisico e lo scambio di contante, il pagamento bancomat è diventato una risorsa decisamente più importante di quanto già non fosse.

Sei un esercente, magari al dettaglio, e non ti sei ancora dotato di uno strumento per il pagamento elettronico?

Hai iniziato a cercare informazioni a riguardo e ti sei imbattuto nel bonus bancomat?

Questo articolo allora fa probabilmente al caso tuo, in quanto andremo ad analizzare passo per passo tutto ciò che c'è da sapere a riguardo.

Per incentivare l'utilizzo di questo sistema di pagamento, infatti, e per agevolare tutti coloro che hanno cura di dotarsene, nasce il cosiddetto bonus bancomat di cui hai sentito parlare, che sostituisce la vecchia idea di cashback e continua aspramente la sua lotta contro il contante, il quale non solo può essere veicolo d'oro per il virus che stiamo combattendo, ma è anche visto come principale mezzo per il pagamento in nero.

Il bonus bancomat vede la luce grazie al Decreto-Legge n. 99 del 30 giugno 2021, durante la giurisdizione del Governo Draghi, con il proposito, appunto, di dare una spinta al pagamento elettronico.

Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta e quali sono i requisiti per poterne usufruire.

Bonus bancomat: di cosa parliamo?

Come già accennato nell'introduzione, la manovra effettuata dal Governo Draghi ha come obiettivo quello di incentivare i pagamenti elettronici attraverso l'utilizzo del POS, e quindi delle carte da parte dell'acquirente.

Il bonus bancomat in particolare, a differenza del cashback, è un incentivo rivolto ai commercianti, le cui categorie verranno affrontate in un paragrafo più avanti.

Infatti, mentre il cashback concentrava l'attenzione sui rimborsi all'acquirente che decideva di pagare attraverso i sistemi elettronici, il bonus bancomat incentiva e aiuta i commercianti che decidono di dotarsi di tutto il necessario per far acquistare i propri clienti in maniera elettronica.

Si sta quindi parlando del POS (Point OF Sale), ovvero del dispositivo portatile che permette le transazioni virtuali con la carta in qualsiasi posizione esso si trovi.

Ogni POS ha le sue caratteristiche e ne esistono ovviamente di varia natura, dai più obsoleti a quelli di ultima generazione; anche questa distinzione rientra tra l'altro nelle specifiche del bonus bancomat, il quale conferisce incentivi differenti a seconda del POS di cui ci si dota.

Per farla breve, la differenza principale che intercorre tra cashback e bonus bancomat è il target a cui si riferiscono: il primo era rivolto all'acquirente mentre il secondo è decisamente volto all'agevolazione del commerciante che decide di dotare la sua attività del pagamento elettronico, dando diverse possibilità di pagamento ai propri clienti e disincentivando la circolazione di contante con tutto ciò che ne consegue.

In questo video, Pensioni & Aggiornamenti, esprime in maniera semplice e sintetica le informazioni principali relative al bonus bancomat. Potrebbe essere utile visionarlo per avere subito le ide più chiare!

Bonus Bancomat: quando e perché nasce?

Prima di passare alle caratteristiche più pragmaticamente interessanti, è utile contestualizzare anche la nascita di questa manovra così volta a un futuro libero dal contante.

Come già detto, il bonus bancomat nasce dal Governo Draghi molto recentemente, con il ddl n. 99 del 30 giugno 2021. Questo provvedimento, voluto caldamente dal Presidente del Consiglio, si presuppone possa costruire le basi per una solida lotta contro il contante, veicolo prolifero per la pandemia ma anche per gli ancora utilizzatissimi pagamenti in nero.

L'avvento di un'epoca in cui ogni pagamento possa idealmente avvenire in maniera elettronica, offuscherebbe non solo i pericoli di una pandemia che si spera finisca presto, ma anche l'illegittima evasione fiscale e gli stipendi in nero che, viste le condizioni di lavoro odierne, sono ancora molto comuni nel nostro Paese.

Bonus bancomat: a chi è rivolto nello specifico?

Abbiamo già chiarito che il bonus bancomat si rivolge esclusivamente ai commercianti e comprensibilmente non ai privati, ma andiamo ad aggiungere in questo paragrafo qualche specifica in più a riguardo, che non guasta mai.

Possono godere del bonus bancomat solo coloro che hanno una partita IVA aperta e funzionante e che permettano ai propri clienti di pagare elettronicamente, tramite, per esempio, il POS.

Ogni possibile beneficiario del bonus bancomat deve essere un esercente attività di impresa, arte o professione, avente, come già specificato, una partita IVA aperta e regolarmente funzionante.

Tutti i commercianti che si dotino di un mezzo elettronico con il quale far pagare i clienti, siano appartenenti a piccole realtà al dettaglio o a imprese più estese, possono godere di un rimborso spese che andrà ad agire proprio nell'acquisto del mezzo elettronico sopracitato. 

Il valore del rimborso è strettamente legato all'introito annuo dell'esercente ma anche al tipo di POS del quale ci si vuole dotare.

Per quanto riguarda la tipologia del POS, andiamo subito a specificare che tanto più è all'avanguardia lo strumento, tanto più alto sarà il rimborso ricevuto; questo vuol dire che dotarsi di un POS di ultima generazione significherà anche una maggiore agevolazione. Ora, con l'aiuto dei dati forniti dal sito Selectra, andiamo ad elencare meglio quanto affermato poco sopra:

  • per coloro con introito annuo non superiore ai 200.000 euro è previsto un credito d'imposta del 70% per un POS standard e del 100% per un POS di ultima generazione.
  • per coloro con introito annuo compreso tra i 200.000 e il milione di euro il credito d'imposta si attesta al 40% se si opta per un POS standard e al 70% sei si opta per un POS di ultima generazione.
  • per coloro il cui introito annuo è compreso tra il milione e i 5 milioni di euro il rimborso stabilito è del 10% per il POS standard e del 40% per la versione più aggiornata.

Bonus bancomat: chi sono gli esclusi?

In realtà qualsiasi esercente, sia esso un lavoratore autonomo, un negoziante, un imprenditore o un libero professionista, ha diritto a godere del bonus bancomat purché abbia la partita IVA e permetta ovviamente il pagamento elettronico.

Ma allora quando si parla di esclusi chi si dovrebbe sentire toccato?

A questo riguardo si fa menzione esclusivamente all'introito annuo dell'esercente.

Infatti, solo i titolari di partita IVA che fatturano più di 5 milioni all'anno non avranno diritto al bonus bancomat in nessuna forma.

Tutti gli altri esercenti potranno invece goderne secondo le modalità elencate nel precedente paragrafo, senza alcun tipo di differente discriminante.

Bonus bancomat: analizziamo qualche numero!

Il bonus bancomat, quando si inizia a parlare più concretamente di cifre, è legato sia alle spese di noleggio, acquisto e collegamento del POS che alle commissioni legate all'utilizzo di quest'ultimo nel tempo

Il bonus bancomat prevede un credito di imposta del 100% fino al rimborso massimo di 320 euro quando si parla di commissioni relative ai pagamenti dei clienti con carta, così da poterle ridurre o addirittura azzerare.

Per quanto riguarda l'acquisto o il noleggio i rimborsi possono essere di 160 euro se riferiti a un normale POS o di 320 euro nel caso ci si voglia dotare, come già accennato, di un POS di ultima generazione in grado di memorizzare e trasmettere telematicamente tutti i dati all'Agenzia delle Entrate.

Come si può accedere al bonus bancomat?

A questa domanda la risposta è più semplice di quanto si possa pensare.

Per accedere al bonus bancomat, infatti, non vi è una vera e propria procedura da seguire. Durante il processo di pagamento, i registratori di cassa di ultima generazione sono in grado di inviare automaticamente le transazioni ricevute dall'esercente all'Agenzia delle Entrate.

A questo punto, il crediti di imposta (ovvero il rimborso) del bonus bancomat potrà essere semplicemente richiesto durante la fase di dichiarazione dei redditi

Per tutte le manovre relative al bonus bancomat non è comunque necessario muoversi in prima persona, infatti anche una persona delegata (solitamente il proprio commercialista di fiducia), può fare la richiesta all'Agenzia delle Entrate, preparando e inviando tutti i documenti relativi alla certificazione delle spese effettuate mentre ci si dotava degli strumenti di pagamento elettronico.

Come descritto, non vi sono passaggi troppo complessi per accedere a questo bonus bancomat, solamente i dispositivi e la volontà di integrare sistemi di pagamento elettronico nella propria attività commerciale.

Bonus bancomat: a quando la scadenza?

Ritornando alle informazioni precedentemente elencate, il Decreto Legge relativo al bonus bancomat è stato promulgato a giugno del 2021, dal Presidente del Consiglio Draghi.

Beneficiare di tale bonus, qualora si avessero i giusti requisiti da esercente, è possibile dal primo luglio 2021 al 30 giugno del 2022.

Quindi è possibile segnalare quest'ultima data come termine ultimo per godere dei crediti d'imposta assicurati dal bonus bancomat.

Questo almeno per quanto riguarda il 2021, infatti non è ancora possibile sapere dettagli relativi a eventuali proroghe o rinnovi.

Bonus bancomat: ecco le conclusioni a riguardo

Sei un libero professionista avente partita IVA? Vuoi dotarti anche tu di un sistema di pagamento elettronico per venire incontro ai tuoi clienti?

Stanti così le cose è assolutamente conveniente far tesoro di tutte le informazioni che sono state elencate in questo articolo, così da conoscere alla perfezione i diritti dei quali godi e le possibilità di risparmio presenti in questo settore.

Riprendendo brevemente l'introduzione, l'epoca in cui stiamo vivendo è forse la migliore in cui aprirsi per abbracciare differenti modi di vedere e affrontare il cambiamento, anche nel settore commerciale e relativo alle transazioni.

Munirsi di un apparecchio per il pagamento elettronico significa entrare a far parte dell'avanguardia, combattere l'evasione fiscale e non meno importante, fornire ai nostri clienti un alternativo e talvolta più comodo metodo di pagamento, in un mondo dove il contante è probabilmente destinato a scomparire.