Anche i mercati osservano l’evolversi della procedura di impeachment contro il presidente degli Usa, Donald Trump. L’iter è iniziato a settembre dopo che era stato reso pubblico il contenuto di una telefonata tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, risalente a luglio.

In estrema sintesi, Trump avrebbe fatto pressioni su Zelensky, trattenendo degli aiuti militari che gli Stati Uniti avrebbero dovuto versare all’Ucraina, per convincerlo ad avviare un’indagine in Ucraina sulle attività del figlio di Joe Biden (all’epoca tra i favoriti del partito democratico per le prossime presidenziali Usa), Hunter, allora parte del consiglio di amministrazione di un’importante società ucraina del gas. L’obiettivo di Trump era dimostrare che Biden avesse abusato del suo potere per proteggere Hunter da alcune indagini anti-corruzione avviate in Ucraina.

Non è la prima volta che il presidente-tycoon si trova ad affrontare una situazione di impeachment. Due anni fa era stata tentata una iniziativa analoga, basata su accuse di ostruzione alla giustizia legate al licenziamento del capo dell'Fbi, James Comey.

I precedenti

La Costituzione degli Stati Uniti prevede che un Presidente possa subire un impeachment per tradimento, corruzione o altri gravi crimini e misfatti. La procedura può portare alla destituzione del Presidente in carica. Il numero di impeachment avvenuti negli Stati Uniti è contenuto: ci sono stati solo tre tentativi  dalla fondazione del paese.

  • Andrew Johnson, Presidente tra il 1865 e il 1869. Ha subito un impeachment dalla Camera dei Rappresentanti per “gravi crimini e misfatti” per non aver fornito sufficiente protezione agli ex schiavi dopo la fine della Guerra civile Usa. È stato poi assolto dal Senato degli Stati Uniti.