Emanato il decreto attuativo che ha reso effettiva la legge 46 del 2021, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 6 aprile scorso, l’assegno unico per i figli a carico è diventato finalmente realtà.

A partire dal 1 luglio infatti è stata attivata la piattaforma per poter inoltrare la richiesta per il supporto economico unico rivolto alle famiglie con figli a carico promosso dal Governo Draghi. Ma non è tutto: sempre dalla stessa data è iniziata l’erogazione dell’assegno unico temporaneo per le categorie aventi diritto, come ad esempio i lavoratori autonomi e i disoccupati.

Alla vigilia dell’entrata in vigore di questa importante iniziativa, il 30 giugno 2021, l’INPS ha emanato due circolari ( la 93 e la 94 ) in cui, oltre a indicare le linee guida per inoltrare la domanda, ha anche reso noti in modo definitivo i criteri di attribuzione degli assegni.

Sia nel caso dell’assegno unico universale che nella forma transitoria - ponte, i due requisiti fondamentali per poter procedere alla richiesta sono:

  • avere uno o più figli a carico, anche adottivi o in fase di pre adozione;
  • avere una certificazione ISEE non superiore a 50.000 euro.

L’importanza di questi due elementi è data dal fatto che, oltre ad essere fondamentali per poter accedere al supporto statale, la loro combinazione va poi a concorrere al calcolo del valore complessivo dell’assegno unico, come indicato nella circolare dell’INPS pubblicata il 30 giugno 2021.

In questo video di Smart Way vediamo rapidamente le caratteristiche principali dell’assegno unico universale e della sua formula transitoria, per poter poi procedere ad analizzare i requisiti della dichiarazione ISEE: Bonus figli: l'assegno unico da richiedere subito. Guida chiara e semplice per fare domanda.

 

Assegno unico: quali certificazioni vanno presentate?

La pubblicazione delle linee guida per la richiesta dell’assegno unico è stata molto attesa ed è avvenuta contestualmente all’ufficializzazione dell’attivazione del servizio, il 30 giugno scorso con la circolare emanata dall’INPS.

Tra le informazioni più attese, in particolare alla vigilia dell’avvio dell’iniziativa sono state rese note le indicazioni relative ai documenti e alle certificazioni necessarie da presentare in fase di trasmissione della domanda per la richiesta dell’assegno e le linee guida relative a come effettuarla, in modo telematico o tramite patronato.

In particolare, per poter procedere con l’inoltro della domanda, oltre ai dati relativi ai figli a carico presenti nel nucleo familiare (con il codice fiscale ed eventuali certificazioni di disabilità), al momento della compilazione della domanda è necessario presentare la certificazione ISEE relativa all’ultimo anno fiscale.

A tal proposito bisogna fare attenzione al fatto che la certificazione relativo al reddito del nucleo familiare sia corretta e valida.

Il modello ISEE che deve essere preso in considerazione per la richiesta, infatti, varia in base al semestre nel quale viene presentata la domanda per l’assegno unico.

Forse non tutti sanno che la certificazione ISEE racchiude il periodo fiscale che va dal primo luglio di un determinato anno fino al 30 giugno dell’anno successivo.

Di conseguenza, se la domanda per l’assegno per i figli a carico è relativa al primo semestre dell’anno (quindi da gennaio a giugno), bisogna far riferimento al reddito (e alla certificazione ISEE) di due anni prima.

Se invece si produce richiesta per gli assegni per i mesi che vanno da luglio a dicembre (quindi nel secondo semestre), si fa al periodo fiscale dell’anno precedente e al relativo ISEE.

E’ bene ricordare che l’ISEE deve essere presentata obbligatoriamente sia per la richiesta dell’assegno unico universale che per la sua forma transitoria.

Cambiano anche le tempistiche per la richiesta

Se infatti per le richieste dell’assegno unico universale, erogato a partire da gennaio 2022, la dichiarazione ISEE deve essere presentata improrogabilmente entro la data dell’erogazione del primo assegno (a pena dello slittamento dell’elargizione dello stesso), nel caso della misura ponte è stata data la possibilità di presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) entro la data del 30 settembre, ricevendo in questo modo anche gli assegni arretrati a partire dal 1 luglio di quest’anno.

In caso contrario, se la DSU è presentata in data successiva al 1 ottobre, non sarà possibile ricevere gli assegni retroattivi, ma solo a partire dalla presentazione delle certificazioni.

L’ISEE è importante per calcolare il valore dell’assegno unico

Come già indicato in precedenza, sia per l’assegno unico universale che per la forma ponte non vi è un importo unico, valevole per tutti i richiedenti.

Ogni assegno infatti varia in base a due fattori fondamentali quali:

  • il numero dei figli a carico presenti nel nucleo familiare;
  • il reddito complessivo e il valore della certificazione ISEE.

Nel caso dell’assegno unico ponte fanno cumulo anche eventuali ulteriori agevolazioni economiche, come ad esempio il reddito di cittadinanza a chi ne ha già diritto.

Per verificare l’importo complessivo dell’assegno unico, in allegato al decreto attuativo della norma e alla circolare emanata dall’INPS, è stata pubblicata una tabella riportante il valore del supporto economico previsto in base alle fasce ISEE.

Come evidenziato all’interno della tabella, il valore dell’assegno può andare, in base alla certificazione ISEE, da un importo minimo di 30 euro a uno massimo di 217,8 euro per ciascun figlio minore a carico.

L’ISEE è fondamentale per calcolare il valore dell’assegno

E’ evidente quindi che per verificare quale sia l’importo complessivo dell’assegno unico bisogna far riferimento alle tabelle differenziate proposte dall’INPS.

Partendo infatti da queste tabelle si possono poi calcolare eventuali maggiorazioni quali, ad esempio:

  • una maggiorazione pari al 30% dell’importo calcolato su base ISEE a partire dal terzo figlio a carico in poi;
  • un incremento di 50 euro per ogni minore con disabilità a carico.

Una tabella unica per calcolare l’assegno unico

Per capire quale sia l’importo dell’assegno unico mensile per ogni figlio a carico bisogna quindi fare riferimento alle tabelle differenziate per ISEE pubblicate all’interno della Gazzetta Ufficiale contestualmente al decreto legge.

E’ quindi stabilito in modo rigido in base alla legge l’importo del supporto statale per i figli a carico, senza dover effettuare particolari calcoli, se non quelli relativi al supplemento in caso di presenza di tre o più figli minorenni o di figli con disabilità.

In particolare nella tabella pubblicata ufficialmente, vengono riportate due fasce di importi per ciascun scaglione di ISEE.

Il valore a sinistra, il più basso, corrisponde al valore del singolo assegno per ciascun figlio, nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti uno o due figli minorenni.

Il secondo valore, a destra e più elevato, corrisponde al valore dell’assegno che, maggiorato del 30%, spetta per ciascun figlio a carico in caso di presenza di tre o più minori nel nucleo familiare.

Un valore inversamente proporzionale all’ISEE

Il criterio che è stato seguito dal Governo per stabilire l’importo dell’assegno unico è stato quello di dare un supporto maggiore alle famiglie con un reddito più basso.

Di conseguenza il valore dell’assegno diminuita al crescere del valore dell’ISEE.