L'Aula del Senato ha approvato la fiducia chiesta dal Governo al Dl sostegni bis dando così il via libera definitivo al provvedimento. Il disco verde è arrivato con 213 sì, 28 no e un astenuto. Ora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non appena il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, firmerà la legge. Tante novità in termini di aiuti a imprese e lavoratori, ma anche un aiuto ai cittadini alle prese con l'IMU. Per loro un anno bianco grazie alla cancellazione voluta da Mario Draghi. Ma solo per alcune categorie. 

IMU 2021: cancellazione sugli immobili con blocco sfratti

Non poteva rimanere senza soluzione, la situazione dei proprietari di immobili concessi in locazione e che pur in possesso di un titolo di sfratto non potevano esercitarlo, ma erano obbligati a pagare l'IMU. E così è stato. Il 16 giugno, questi proprietari hanno dovuto versare l'acconto dell'IMU per il 2021. Ma ora la legge di conversione del decreto sostegni-bis conferma per loro il rimborso dell'IMU versata. Con la decadenza il 30 giugno del divieto di sfratto, dopo oltre un anno, i proprietari degli immobili potranno fare valere la procedura in essere, anche se in due step. Così fino al 30 settembre 2021 non si potrà rendere esecutivo il provvedimento di sfratto adottato dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020. Per i provvedimenti di rilascio adottati tra 1 ottobre 2020 e 30 giugno 2021, invece non si potrà sfrattare fino al al 31 dicembre 2021. 

In ogni caso, per loro arriva il rimborso dell'acconto IMU, sotto forma di credito d'imposta, e la cancellazione del saldo dovuto il 16 dicembre.

A sostenere questa tesi la linea del relatore Massimo Bitonci (Lega) che è riuscito a convincere il governo a riconoscere un'esenzione totale (per la quale vengono stanziati 115 milioni finalizzati a ristorare i comuni delle minori entrate Imu) che ricomprendesse anche l'acconto di giugno già pagato dai proprietari e non fosse solo limitata al saldo del prossimo mese di dicembre. 

Nuova cancellazione IMU 2021: chi sono i beneficiari

Non tutti i proprietari di immobili che hanno pagato l'acconto IMU 2021 riceveranno il rimborso. Si tratta dei proprietari di immobili residenziali che hanno un provvedimento di sfratto non esercitato per via del blocco degli sfratti. A beneficiare del rimborso dell'acconto IMU versato il 16 giugno 2021 sono i proprietari di immobili dati in locazione per uso abitativo che sono in possesso di un provvedimento di sfratto, dovuto a morosità successiva al 28 febbraio 2020, la cui esecuzione sia stata sospesa sino al 30 settembre 2021 (per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020) o al 31 dicembre 2021 (per i provvedimenti di rilascio adottati dal 1 ottobre 2020 al 30 giugno 2021). 

Inoltre, il rimborso IMU 2021 dovrebbe riguardare solo i proprietari di immobili residenziali e non commerciali. Una scelta non comprensibile perchè, anche nell'ambito commerciale, diversi inquilini di negozi hanno dovuto chiudere per tanti mesi e quindi non hanno potuto versare il relativo canone di locazione, mentre i proprietari hanno dovuto invece pagare l'IMU. Eccezione per gli esercenti di attività commerciale che sono anche proprietari dell'immobile.

IMU 2021: cancellato per chi ha ricevuto sostegni a fondo perduto

I soggetti che esercitano un'attività di imprese, arti o professioni e che hanno ricevuto un sostegno a fondo perduto, non hanno pagato l'acconto IMU per il 2021. Si tratta di un aiuto consistente per chi ha dovuto affrontare sia il 2020 che la prima parte del 2021 con chiusure, grandi incertezze e forti riduzione del fatturato. Il provvedimento è analogo a quello del 2020, che poi si trasformò in una cancellazione per tutto l'anno. Per il momento non sembra esserci un provvedimento di cancellazione totale, anche se l'aspettativa dell'abolizione IMU per il 2021 è molto alta. Ma bisogno attendere un nuovo provvedimento. I beneficiari dell'esenzione sono le partite IVA che hanno perso almeno il 30% di fatturato rispetto al 2019. Tale perdita deve essere dimostrata in base alle dichiarazioni dei corrispettivi rilevati nel 2019 e poi nel 2020. 

Cancellazione IMU 2021 per proprietari che svolgono attività commerciale

Sono invece più fortunati i proprietari di immobili commerciali in cui svolgono direttamente l'attività di impresa. Per loro la legge di bilancio 2021 ha concesso per il 2021 la cancellazione dell'IMU 2021. La motivazione riportata è il persistere delle difficoltà economiche per il perdurare della pandemia da Covid-19. Lo stato di emergenza è stato anche posticipato fino a dicembre 2021, determinando così la possibilità per l'esecutivo di operare in emergenza e prendere nuovi provvedimenti. Abbiamo scritto che questa cancellazione vale solo per alcune attività commerciali. Vediamo quali sono:

  • stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, stabilimenti termali;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi, pensioni) e relative pertinenze, a condizione che i relativi il soggetto che deve pagare l'IMU (il proprietario o chi ha la nuda proprietà, gli eredi) sia anche gestori delle attività esercitate;
  • strutture ricettive come agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività esercitate;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
  • discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i soggetti passivi siano anche gestori delle attività esercitate.

IMU 2021: nuova esenzione al 50% 

C'è una cancellazione parziale dell'IMU per i proprietari di case dichiarate inagili o inabitabili. Nel primo caso ci vuole un provvedimento dell'ufficio tecnico del comune su perizia a carico del proprietario. Tuttavia, una recente sentenza della corte di Cassazione, la n. 1263 del 21 gennaio scorso, ha stabilito che è possibile in alternativa presentare una dichiarazione sostitutiva (autocertificazione) ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 che attesti l’inagibilità o l’inabitabilità.

Per ricevere però l'esenzione al 50%, la domanda per causa di inagibilità doveva essere presentata prima del 30 giugno.  

Nel caso in cui invece l'inagibilità è già conosciuta dal comune non è necessario presentare la domanda.

La seconda categoria di beneficiari, dell'esenzione al 50% è rappresentata dai proprietari di immobili in Italia che però percepiscono una pensione all'estero. 

Esenzione IMU su prima casa anche senza residenza

Il quesito è molto semplice, e di interesse di molti. Se abito in una città senza avere la residenza ma ho l'abitazione principale, si può essere esentati dal pagamento dell'IMU? La risposta è si, e lo ammette la Corte di Cassazione in una recentissima ordinanza (ord. n. 20686/2021 del 20.07.2021.). Come ha spiegato la Cassazione, è possibile considerare un immobile ai fini fiscali abitazione principale senza avere la residenza quando i consumi delle utenze dimostrano dove effettivamente vive il contribuente.

Una posizione dirompente in quanto stravolge anche la definizione di abitazione principale che ne da il ministero dell'economia e delle finanze. Questo cambiamento nella definizione o identificazione di abitazione principale, apre anche un nuovo scenario sul fronte del pagamento delle tasse, in particolare quella dell'IMU. Su quale delle due case deve pagare l’Imu? Sull’abitazione in cui ha la residenza o su quella che figura come abitazione principale senza la residenza?

Abitazione principale: che cos’è?

Il Ministero dell'Economia e Finanze da un definizione di abitazione principale 

come l’unità immobiliare in cui il soggetto passivo e i componenti del suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente.

Sempre il Mef precisa che sono assimilate per legge all’abitazione principale:

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate agli studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali adibiti ad abitazione principale;
  • la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;
  • un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, con qualche eccezione, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

Dal 2020, invece, non è più assimilata all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza.

Quando vale l'esenzione IMU su prima casa in assenza di residenza

L'IMU si paga sugli immobili che risultano essere diversi dall'abitazione principale. Va ricordato che l’imposta sugli immobili non è dovuta per l’abitazione principale, tranne per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ovvero per le abitazioni di lusso. Non è dovuta nemmeno su una pertinenza per ogni categoria (C/2, C/6 e C/7, ovvero box auto, cantina, ecc.), anche se non fisicamente collegata all’unità immobiliare.

La pronuncia della Cassazione considera ai fini fiscali come abitazione principale la casa in cui il contribuente non ha stabilito la sua residenza ma nella quale i consumi delle utenze domestiche sono elevati.

In base a questi elementi, al soggetto che vive abitualmente in quell'abitazione, pur senza residenza, ma dimostrando di pagare bollette, partecipare alle assemblee condominiali, potrà non pagare l'IMU.