Novità IMU 2021: l’acconto non si paga. Ecco cosa cambia!

A metà giugno arriva la prima tranche di pagamenti dell’Imposta Municipale Unica (IMU) ma non riguarderà tutti. Interessanti novità sono state introdotte dal Governo capitanato dall’ex governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, a favore di alcune categorie che si trovano in evidente stato di difficoltà economica.

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A metà giugno arriva la prima tranche di pagamenti dell’Imposta Municipale Unica (IMU) ma non riguarderà tutti. Interessanti novità sono state introdotte dal Governo capitanato dall’ex governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, a favore di alcune categorie che si trovano in evidente stato di difficoltà economica.

Anche se voci di corridoio davano quasi per certo il rinvio a data da destinarsi del pagamento dell’acconto IMU, per ragioni strettamente connesse al persistere dell’emergenza epidemiologica da Covid- 19, nulla è stato fatto. Entro il 16 giugno e senza giustificazioni la prima rata IMU dovrà essere pagata.

Ad ogni modo, si è cercato di aiutare quanti messi in ginocchio dalla crisi economica e sanitaria conseguente la pandemia introducendo importanti novità su una delle imposte più odiate dagli italiani, quella sulla proprietà.

Per conoscere tutte le novità introdotte dal Governo Draghi anche relative all'IMU 2021 si consiglia la visione del video YouTube di Pensioni & aggiornamenti.

Analizziamo insieme i termini di scadenza dell’acconto e tutte le novità contemplate dal nuovo esecutivo circa le esenzioni.

IMU cos’è e perché si paga

Prima di argomentare nei dettagli le nuove disposizioni introdotte sull’IMU 2021 da parte del governo occorre spiegare in cosa consiste l’imposta e perché si paga

Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, l’IMU è un tributo di competenza dei Comuni, gli enti ai quali spetta la definizione delle aliquote e delle agevolazioni dell’imposta stessa, nel rispetto nella normativa nazionale.

Tenuti al pagamento dell’IMU sono tutti i possessori di immobili, fabbricati e terreni agricoli.

Dopo la prima versione che stabiliva il pagamento dell’imposta soltanto sui beni sì immobili ma differenti dall’abitazione principale e delle connesse pertinenze, numerose sono state le modifiche alla disciplina, fino a giungere a quella odierna.

Al momento, l’IMU si paga solo per le prime case se rientrano nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, vale a dire sulle dimore di lusso, su tutti gli altri immobili e seconde case.

IMU 2021: quando si paga

Due sono le tranche di pagamenti previste per l’IMU.

Il primo acconto andrà versato entro e non oltre il 16 giugno dell’anno in corso mentre si dovrà attendere il 16 dicembre 2021 per il pagamento della seconda rata a titolo di saldo, calcolato applicando le aliquote rese note dal Ministro dell’Economia e delle Finanze (MEF) entro il 28 ottobre 2021.

Tale saldo sarà comprensivo di un eventuale conguaglio tenendo conto anche di quanto stabilito dal Comune presso il quale l’immobile è ubicato.

Quest’anno, diversamente da quanto avvenuto nel 2020, non ci sarà nessuno slittamento dei termini di pagamento come ipotizzato. Entro la scadenza del 16 giugno tutti saranno chiamati a versare la prima rata IMU 2021.

Tuttavia, per venire incontro ai cittadini comunque schiacciati dal peso della crisi economica conseguente il dilagare della pandemia, importanti novità sono state introdotte in riferimento ai casi di esenzione dal pagamento. 

Tanto la Legge di bilancio 2021, quanto il DL Sostegni hanno infatti esteso la platea delle soggetti esonerati dal pagamento del primo acconto IMU.

IMU quando non è dovuta

Prima di analizzare quali soggetti non sono tenuti al pagamento della prima rata dell’IMU, è opportuno passare in rassegna quali sono i casi di esenzione classici, ovvero chi tradizionalmente è esonerato dal versamento totale dell’imposta.

Più nei dettagli, l’intero importo IMU non va pagato sulle abitazioni che rientrano nella classificazione di abitazione principale, eccezione fatta per gli immobili di categoria catastale A/1, A/8 e A/9, ossia le cosiddette dimore di lusso.

Dunque, qualora si disponesse di un’abitazione compresa in tali categorie il proprietario è tenuto al pagamento dell’IMU anche quando si tratta di abitazione principale.

Al fianco di queste esenzioni da sempre contemplate, importanti novità sono state introdotte dal Governo Draghi per altri contribuenti italiani per i quali non si prevede il pagamento dell’acconto IMU 2021.

IMU 2021: chi non deve pagare l’acconto

Innanzitutto, va detto che anche per il 2021 è riconfermata l’esenzione IMU per la prima casa, vale a dire quella definita come “abitazione principale” a differenza di dell’esenzione prevista per le unità immobiliari disabitate di proprietà dei soggetti che percepiscono pensioni estere ed iscritti all’AIRE, i quali non sono esonerati dal pagamento.

Per quest’anno l’esenzione riguardante la prima rata IMU 2021 è stata estesa dalla Legge di Bilancio 2021 ad altri soggetti, vale a dire alla categoria dei lavoratori appartenenti ai settori dello spettacolo, del turismo e alberghiero.

Per comprendere meglio, l’acconto IMU non dovrà essere saldato dalle strutture ricettive appartenenti al settore turistico, agriturismi, B&B, case vacanze, villaggi vacanze, affittacamere, unitamente agli stabilimenti termali, balnearie e agli alberghi.

Il pagamento della prima rata IMU 2021 salta anche per i locali addetti allo spettacolo (discoteche, sale da ballo, night club) insieme alle strutture adibite per accogliere manifestazioni e fiere, alla condizione che i soggetti titolari gestiscano ancora le attività.

IMU, partita IVA con contributi a fondo perduto

Nel DL Sostegni (decreto n. 41/2019), accanto alle misure di aiuto pensate per i nuclei familiari e i lavoratori colpiti dalla crisi economica causata dalla Covid-19, trovano spazio importanti novità relative alla sospensione o slittamento di alcune imposte.

Fra queste quella di maggior rilievo interessa i titolari di Partita Iva in possesso dei requisiti di accesso ai contributi a fondo perduto. Tali soggetti rientrano nell’elenco degli esonerati al pagamento della prima rata IMU.

Va comunque precisato che l’esenzione non si applica ai possessori di eventuali seconde case ma interessa gli immobili gestiti dai titolari di Partita Iva che svolgono l’attività lavorativa presso tali strutture.

Fra gli altri requisiti, le partita Iva non dovranno avere redditi riferiti all’anno 2019 eccedenti i 10 milioni di euro oltre ad aver subito nel 2020 una riduzione degli stessi, rispetto all’anno precedente, di almeno il 30%.

L’esenzione IMU si applica a tutti i soggetti con partita Iva attiva al 23 marzo 2021, sia che esercitano attività di impresa, arte o professione, sia che producano reddito agrario.

IMU 2021: come si calcola 

Alcune modifiche relative al pagamento dell’IMU sono state introdotte già all’epoca della Legge di Bilancio 2020. In particolare, si è provveduto ad accorpare la vecchia TASI all’IMU, dando vita così ad una nuova imposta, l’IMU 2021.

Nonostante tali modifiche nulla è cambiato in relazione al pagamento e al calcolo dell’acconto. Come già detto in precedenza, sono due le tranche di pagamento dell’IMU: la prima riguarda il versamento dell’acconto nel termine ultimo di scadenza previsto per il 16 giugno, l’altra è il saldo da versare entro il 16 dicembre 2021.

In riferimento al primo anno di applicazione della nuova IMU, vale a dire per il 2020, l’acconto è del 50% su quanto complessivamente versato per IMU e TASI nel 2020. Diversamente, il saldo si calcola mediante applicazione delle aliquote stabilite dal Comune dove sono collocati gli immobili oggetto d’imposta.

Per quanto concerne l’IMU 2021, il calcolo dell’acconto si effettua applicando le aliquote fissate per il 2020 e sarà pari al 50% dell’importo complessivamente calcolato. Il saldo, invece, verrà calcolato tramite le aliquote deliberate per il 2021.

Qualora il comune non abbia dato disposizioni in merito alle aliquote 2021, il saldo sarà pari al restante 50% dell’importo calcolato in acconto e non versato con la prima rata.