Durante le ultime settimane si sta facendo sempre più strada l’indiscrezione relativa ad un possibile addio definitivo all’esenzione dell’imposta IMU sulla prima casa, che potrebbe così andare a colpire milioni di famiglie italiane attualmente in possesso di un immobile. 

In effetti, l’attuale Governo italiano e il Presidente del Consiglio, l’ex banchiere della Banca Centrale Europea nonché esperto economista, Mario Draghi, oltre alla crisi del settore produttivo italiano, conseguente all’esplodere dei contagi da Coronavirus, si ritrovano a dover fare i conti con le continue e insistenti pressioni da parte di enti statali ed europei fondamentali per l’economia del Paese. 

Si tratta, infatti, di un pressing non nuovo al Governo italiano, il quale ha dovuto più volte sopportare discussioni da parte di attori fondamentali come quelli di Bankitalia, del Fondo Monetario Internazionale o anche dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, così come della stessa Commissione Europea.

In tutti questi casi, la richiesta era la stessa, l’approvazione definitiva della cancellazione dell’esenzione dell’imposta IMU sulla prima casa, almeno per quelle famiglie italiane che risultano appartenere ad una fascia di reddito particolarmente alta. 

Ecco, quindi, tutti i dettagli in merito alle novità che potrebbero andare ad interessare l’imposta IMU e l’esenzione sulla prima casa, quali sono le categorie di contribuenti italiani che attualmente non devono pagare la tassa IMU e quali che rischiano maggiormente di dover ritornare a versare l’IMU anche sulla prima casa.

Le novità IMU del Governo Draghi

Secondo le voci sempre più insistenti, sembrerebbe che la squadra di Governo guidata dall’attuale premier Mario Draghi, si torva a dover affrontare delle pressioni sempre più insistenti da parte di diversi enti statali ed europei, in merito all’imposta IMU e all’esenzione sulla prima casa.

A questo proposito, viene richiesto alla squadra governativa di andare a modificare le disposizioni previste in seguito all’approvazione e alla relativa entrata in vigore del decreto-legge numero 102 del 2013, dedicato all’esenzione IMU sulla prima casa.

Attraverso il decreto, infatti, il Governo italiano aveva di fatto consentito ai contribuenti italiani di non dover più versare obbligatoriamente l’imposta IMU, qualora questi fossero in possesso di un immobile che rappresenta anche la propria abitazione principale.

Occorre sottolineare che l’imposta IMU non rappresenta oggi una delle priorità del Governo Draghi, alle prese con la grave condizione economica che si trova ad attraversare il nostro Paese.

Tuttavia, non si può non notare che il pressing sul ritorno dell’IMU anche sulla prima casa deriva da parte di enti e organizzazioni che risultano fondamentali per l’economia e il benessere dell’Italia. 

Dunque, in questo senso, la squadra governativa non potrà continuare ad operare senza tenere conto delle opinioni e delle richieste provenienti da parte di enti come Bankitalia, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo europeo e Commissione Europea.

I beneficiari dell’esenzione IMU 2021

Per comprendere al meglio quali sono i principali contribuenti che saranno colpiti maggiormente da un possibile ritorno dell’imposta IMU anche per chi ha l’immobile che costituisce abitazione principale, occorre ricordare quali sono le categorie di beneficiari che attualmente rientrano in questa agevolazione. 

A questo proposito, secondo le disposizioni fornite dal decreto-legge numero 102 del 2013, rientrano nell’esenzione IMU per l'anno 2021, tutti quei cittadini e contribuenti italiani che risultano essere titolari di un immobile che è compreso tra una delle seguenti categorie: 

  • immobili che sono destinati al culto religioso;
  • alloggi destinati agli studenti universitari;
  • alloggi di tipo sociali;
  • immobili relativi ad enti ed associazioni senza scopo di lucro.
  • alloggi di cooperative edilizie con una proprietà indivisa; 
  • terreni agricoli;
  • immobili che sono posseduti da Stato, Regioni, Province o Comuni;
  • immobili che costruiscono abitazione principale (con l’eccezione di alcune  categorie specifiche);
  • pertinenze relative alle prime case (ma con alcune precisazioni, di cui si parlerà in seguito).

Dunque, è chiaro che per ogni categorie immobiliari appena citata il decreto-legge ha anche stabilito una serie di precisazioni ed eccezioni, al fine di comprendere a pieno quali sono gli effettivi cittadini che potranno accedere durante l’anno 2021 all’esenzione per l’imposta IMU sulla prima casa.

Le eccezioni per l’esenzione IMU sulla prima casa

Come appena detto, il decreto-legge del 2013, numero 102, fornisce anche delle indicazioni fondamentali in merito all’esenzione IMU sulla prima casa, in particolare sul tema delle eccezioni dei contribuenti che pur rientrando in una delle categorie descritte, sono tenuti comunque a versare l’imposta. 

Nello specifico, dovranno versare l’imposta IMU sulla prima casa, quei contribuenti che sono titolari di un immobile di lusso o che rientra nelle categorie immobiliari A1, A8 e A9, anche nei casi in cui l’immobile risulta essere l’abitazione principale.

Inoltre, un ulteriore precisazione va fatta in merito a quelle che sono le pertinenze della prima casa. 

Infatti, in questo contesto, l’esenzione per l’imposta IMU sulla prima casa può essere prevista soltanto in relazione ad una singola unità pertinenziale per ciascuna tipologia.

Nello specifico, rientrano quelle unità pertinenziali che risultano essere accatastate come categorie C2 (come magazzini, depositi, cantieri), C6 (come ad esempio, posti auto, garage o autorimesse) e C7 (come le tettoie). 

Dunque, secondo quanto previsto dal decreto-legge, se un cittadino italiano risulta essere titolare di un’abitazione che costituisce prima casa con un garage e due tettoie, l’esenzione dell’imposta IMU potrà essere applicata soltanto al garage e ad una sola delle due tettoie. 

Le agevolazioni Covid-19 per l’IMU 2021

A partire dal 1° gennaio 2021, in seguito all’entrata in vigore della nuova Legge di Bilancio 2021, il precedente Governo italiano, guidato dall’ormai ex premier Giuseppe Conte, ha individuato alcune categorie di contribuenti e lavoratori italiani che potranno non effettuare il versamento dell’acconto IMU

Si tratta, quindi, di un’agevolazione che prevedere un’esenzione dell’imposta IMU parziale, la quale potrà non essere versata per la prima rata che è stata stabilita come di consueto per il giorno 16 giugno 2021.

Nello specifico, potranno accedere a questa ulteriore agevolazione, quei cittadini italiani che risultano essere possessori di una delle seguenti categorie di immobili: 

  • immobili che sono stati accatastati come categoria immobiliare D/2 e le relative pertinenze, come ad esempio gli alberghi, gli agriturismi, le pensioni, i bed & breakfast, gli ostelli, i villaggi turistici, gli appartamenti turistici, gli affittacamere e anche le case vacanza;
  • immobili che sono adibiti a sale da ballo, night club o discoteche;
  • immobili che risultano accatastati come categoria immobiliare D, dunque in uso da parte di imprenditori e imprese esercenti relative ad attività che sono legate agli allestimenti di eventuali esposizioni destinate a manifestazioni culturali, eventi o fiere;
  • immobili che sono adibiti a stabilimenti termali, balneari, fluviali o lacuali.

Tuttavia, come per ogni esenzione, è bene far riferimento a tutte le specifiche disposte da parte della Legge di Bilancio 2021, per accertarsi di poter effettivamente accedere all’agevolazione parziale della prima rata dell’imposta IMU 2021.

Le pressioni che vogliono il ritorno dell’IMU 

Come detto in precedenza, sono davvero tanti gli enti e gli attori che in questo scenario stanno continuando ad effettuare pressioni sul Governo italiano, al fine di intraprendere delle nuove decisioni in merito all’eliminazione dell’esenzione IMU sulla prima casa

Nello specifico, la Commissione Europea si è più volte espressa sul tema, in particolare durante lo scorso ottobre, Paolo Gentiloni aveva chiaramente fatto intendere che la Commissione riteneva necessaria l’eliminazione dell’esenzione al fine di risanare l’economia dell’Italia.

A questo proposito, un’idea similare è quella di Giacomo Ricotti, Capo del Servizio Assistenza e Consulenza fiscale di Bankitalia, il quale ha sostenuto l'effettiva necessità di una reintroduzione dell’imposta IMU almeno per quelle categorie di contribuenti italiani che risultano appartenere ad una fascia di reddito piuttosto elevata.

Bisognerà quindi aspettare le decisioni che saranno intraprese dal Governo italiano per comprendere quali saranno effettivamente i contribuenti che rischiano di dover tornare a pagare l’IMU anche sulla prima casa