Questa volta lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Ci vuole un contributo da parte di chi è ricco ed ha redditi alti. In via temporanea per poter pagare i conti dell'emergenza economica conseguente all'emergenza sanitaria da Covid-19. Lo spettro della patrimoniale si fa realtà. Dopo anni, si ripresenta la paura che dalla sera alla mattina ci si ritrovi con un prelievo sul conto corrente, oppure un'aliquota aggiuntiva sui redditi più alti, oppure ancora un incremento della tassazione sul patrimonio come la casa o le ricchezze finanziarie?. Dobbiamo quindi aspettarci una vera patrimoniale? E a chi toccherà?

Patrimoniale: maggiorazione Irpef sui redditi altissimi

La proposta circolata alcuni mesi fa su una nuova patrimoniale fu dei deputati Matteo Orfini (Partito Democratico) e Nicola Fratoianni (Leu) come primi firmatari di un gruppo di altri deputati. Rispetto al 1992, non si va però incontro ad un prelievo forzoso indiscriminato, ma su una cerchia ristretta di persone con un patrimonio importante. Simile alla proposta del FMI.

La proposta degli esponenti di sinistra, è articolata su un impegno all'abolizione di alcune tasse come l'IMU e l'imposta di bollo sui depositi titoli, e l'introduzione di una imposta dello 0,2% sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500 mila euro e fino a 1 milione di euro per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro. Fino a colpire gli immensi patrimoni di oltre 1 miliardo di euro, sui quali invece l'aliquota salirebbe al 3%. Interessati anche i patrimoni all'estero che producono redditi in Italia per i quali invece la proposta prevede una multa dal 3 al 15 percento in caso di mancata dichiarazione.

FMI: patrimoniale sui ricchi

In questi giorni, il Fondo Monetario Internazionale sostiene che tutti i paesi, e quindi anche l'Italia, pensino ad una patrimoniale sulle ricchezze più cospicue, ma in via temporanea. La posizione del Fmi è quella di mettere tasse più alte sui ricchi e sui redditi alti con l'obiettivo di pagare i conti dell’emergenza economica innescata dalla pandemia da Covid-19. 

Ma il Fondo Monetario Internazionale non solo "sponsorizza" la patrimoniale, ma suggerisce, come si evince dal suo Fiscal Monitor, di intervenire sul sistema fiscale attraverso una riforma della tassazione domestica e internazionale così da raccogliere le risorse necessarie

a migliorare l’accesso ai servizi di base, rafforzare le reti di sicurezza sociale e gli sforzi per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Ed oin questa direzione, vanno le proposte al momento solo presentate nelle sedi camerali, di revisione della tassazione sui redditi con la riduzione delle aliquote Irpef da cinque a tre. Ma il cammino della discussione è ancora lungo.

Il Fondo Monetario Internazionale non solo suggerisce riforme e richiama ad una patrimoniale ma preme anche sulla vaccinazione anti-Covid, necessaria per mettere sotto controllo la pandemia e consentire il rafforzamento della crescita economica: questa infatti porterebbe oltre mille miliardi di dollari di entrate aggiuntive alle economie avanzate al 2025, consentendo risparmi maggiori sul fronte delle misure di sostegno.

Pensioni: patrimoniale fino al 40%

Non è la prima volta che sulle pensioni d'oro il legislatore interviene per poter recuperare risorse. La prima volta ci aveva provato nel 2011 con un prelievo dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2014 del 5% per la quota di pensione superiore a 90mila euro, del 10% per quella superiore a 150mila euro e del 15% per quella oltre la quota 200mila euro. Ma la Corte Costituzionale ritenne il provvedimento incostituzionale. Il principio sottolineato dalla Consulta è quello della uguaglianza a parità di reddito: non si può tassare solo una certa categoria di persone.

Poi fu la volta del 2013 con l'introduzione di una nuova patrimoniale sulle pensioni ma questa volta garantendo il principio di progressività e temporalità. Dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 a partire dagli assegni superiori a 14 volte il trattamento minimo INPS, la tassa era pari al 6% della parte eccedente il predetto importo fino all'importo annuo lordo di 20 volte il trattamento minimo INPS. Detto contributo viene aumentato al 12% per la parte eccedente l'importo lordo annuo di 20 volte il trattamento minimo INPS e al 18% per la parte eccedente l'importo annuo lordo di 30 volte il trattamento minimo INPS.

Oggi, a partire dal 2019, il legislatore ha nuovamente introdotto una patrimoniale sulle pensioni d'oro. Dapprima per un periodo di 5 anni, e dopo l'intervento della Corte Costituzionale, abbassandolo a 3 anni, per essere coerente con le misure di contenimento della spesa previdenziale disposte dalla legge di Bilancio 2019. Il prelievo è legittimo sulle pensioni sopra i 100.000 euro. E' questo il valore oltre il quale si applica il contributo di solidarietà, o patrimoniale, con diverse aliquote: 15 per cento per la parte eccedente 100mila euro fino a 130mila euro. Venticinque per cento per la parte eccedente 130mila euro fino a 200mila euro. Trenta per cento per la parte eccedente i 200mila euro fino a 350mila. Trentacinque per cento per la parte eccedente i 350mila euro fino a 500mila euro. Quaranta per cento per la parte eccedente i 500mila euro.

Ad esempio per chi percepisce un reddito previdenziale di 350mila euro lorde l’anno, la sforbiciata arriva a 122.500 euro in un solo anno (367.500 in tre anni).

Conto corrente: la patrimoniale sui depositi collegati

Ma gli italiani oggi già pagano delle patrimoniali. L'IMU sulla seconda casa, il bollo auto ed il bollo sui depositi bancari. E proprio su questi potrebbe aleggiare lo spettro di un inasprimento dell'attuale tassazione. Cosa sono i depositi bancari?  Questi sono una sorta di salvadanaio o portafoglio in cui il correntista destina la parte dei proprio risparmi. Si parlerà infatti di conto deposito o deposito a risparmio, e deposito titoli.

Nel deposito a risparmio paragonabile ad un salvadanaio sono versate le somme di denaro che il correntista vuole risparmiare. L'operazione è quella di spostare denaro dal conto corrente verso i deposito a risparmio. Su di questo le banche remunerano la giacenza a tassi molto bassi, quasi vicino allo zero, oppure se le somme vincolate per alcuni mesi si riesce a spuntare tassi di interesse più convenienti.

Il deposito titoli invece è una specie di portafoglio in cui sono presenti gli investimenti nei diversi strumenti finanziari (come titoli di stato, azioni, fondi d'investimento, certificati). 

La vigente normativa ha fissato un'imposta di bollo pari allo 0,2 percento sul contro valore di mercato rilevabile l'ultimo giorno dell'anno o del trimestre. L'importo va da un minimo di 34,20 euro ad un massimo di 1.200 euro. Sono esclusi dal calcolo i fondi pensione e quelli sanitari. Per le persone giuridiche è fissato un tetto massimo di 14.000 euro. Considerando che la proposta del FMI è quella di tassare i ricchi ed i redditi più alti, non si esclude che come sulle pensioni d'oro, tale aliquota possa salire per patrimonio oltre un certo importo.  

IMU: il Draghi-pensiero

Il pensiero di Mario Draghi sulla riforma fiscale è tutta in questa sua espressione

Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Ci vuole una revisione profonda dell’Irpef, fatta di razionalizzazioni e semplificazioni del prelievo, in grado di ridurre gradualmente il carico fiscale trovando le risorse per farlo in un rinnovato e rafforzato impegno nell’azione di contrasto all’evasione.

Mettere mani al sistema di tassazione italiano, significa inevitabilmente intervenire anche sul patrimonio degli italiani. Già oggi le proprietà sono oggetto di tassazione. Dalle case, all'auto, al televisore, per poi passare dalle imposte sulla successione, sui beni di lusso, sulle pensioni d'oro.

A far discutere sarà inevitabilmente anche il fisco sul mattone, su cui già in questi giorni Confedilizia ha lanciato l’allarme dopo aver ascoltato le tante proposte portate dai tecnici di reintroduzione delle tasse sull’abitazione, revisione degli estimi catastali e ripensamento della cedolare secca. Temi fin qui considerati intoccabili, così come il taglio alle spese fiscali sempre ipotizzato mentre ogni manovra ne introduceva di nuove. Ma è da capire quanto i vecchi tabù potranno resistere al drastico cambio di scenario prodotto dall’ingresso in campo di Mario Draghi.

Fin'ora l'IMU non è applicata sulle prime case. Ma il popolo italiano, in parte, possiede anche seconde case, così come le imprese posseggono immobili in cui svolgono l'attività sulla quale pagano tasse salatissime. Spostare la tassazione sul patrimonio, riducendo quella su lavoro, potrebbe aumentare i consumi e far ripartire l'offerta. Sembrerebbe una spirale virtuosa, a condizione che l'eventuale reintroduzione di una tassa sulla casa, o un aumento della stessa per effetto della revisione dei valori del catasto, non sia iniqua a fronte della riduzione delle tasse sul lavoro.