Incentivi auto 2022, siamo agli sgoccioli. Il Dpcm che delineerà le scelte del Governo rispetto ai nuovi ecobonus auto dovrebbe vedere la luce questa settimana, ma ancor prima della pubblicazione si sollevano le prime polemiche. 

Prima di tutto, va detto che il governo è già in ritardo sulla tabella di marcia, rispetto alle indicazioni presenti nel decreto energia del 1 marzo. Il mercato continua a soffrire, dimostrando l’esigenza di una ripresa che avrebbe visto uno spiraglio di luce proprio grazie agli incentivi che però non sono ancora arrivati. Ora, sembra si sia arrivati a un’ultima bozza, ma la strada è ancora lunga se si considera l’attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’aggiornamento della piattaforma online tramite la quale potranno essere prenotati gli incentivi. 

Insomma, tutto potrebbe essere pronto non prima della fine del mese di aprile. 

A suscitare dubbi, perplessità e dissenso sono anche altri aspetti che riguardano i nuovi bonus auto

Il primo è che i nuovi incentivi si rivolgono alle persone fisiche, lasciando fuori le aziende, fatta eccezione per quelle operanti nel settore del car sharing (autonoleggio per breve tempo) che, comunque, saranno soggette ad alcune limitazioni. Un’esclusione che potrebbe far perdere buone opportunità per la diffusione dei veicoli elettrici nel nostro Paese.

Le obiezioni più diffuse riguardo i nuovi ecobonus auto, però, si concentrano su una questione di coerenza. Secondo l’ultima bozza del governo, infatti, si evidenziano alcune contraddizioni rispetto all’obiettivo principale delle misure messe in campo, a partire dai tetti di spesa individuati per le diverse fasce in cui sono stati distribuiti gli incentivi. 

Vediamo, allora, quali sono queste fasce, individuate in base alle emissioni, e quali sono i punti critici di questi nuovi ecobonus auto che potrebbero rivelarsi non particolarmente efficienti, almeno per come vengono presentati nelle ultime bozze di decreto. 

Incentivi auto 2022 quando arrivano: importanti ritardi sulla tabella di marcia

Il fondo di 700 milioni di euro per il 2022 per gli incentivi auto è stato istituito dal decreto energia del primo marzo. Come si legge: 

Con uno o più decreti del  Presidente del  Consiglio, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definiti gli interventi ammissibili al finanziamento del fondo i  criteri e le modalità di attuazione del presente articolo,  nonché il riparto delle risorse del fondo. 

È chiaro, dunque, che il governo sia in ritardo sulla tabella di marcia. Un ritardo sentito tanto dai consumatori, quanto dal settore automotive che sta affrontando la crisi e le conseguenze tanto della pandemia quanto dell’inizio del conflitto in Ucraina. 

Ritardo che viene per lo più attribuito alla difficoltà degli svariati passaggi tra dicasteri diversi (si ricorda, infatti, che sul decreto influiscono il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro delle Infrastrutture e il Ministro della transizione ecologica). 

Adesso, però, non rimane che aspettare mercoledì, in attesa di vedere confermati i nuovi incentivi auto 2022. 

Nuovi incentivi auto 2022 in base alle emissioni: cosa si sa finora

Nonostante i rallentamenti, l’ultima bozza circolata permette già di farsi un’idea di come funzioneranno i nuovi incentivi messi in campo dal governo. 

Stiamo parlando di agevolazioni proposte per tre diverse fasce, individuate in base alle emissioni di CO2, a partire dalle auto elettriche, passando per ibride plug-in e includendo anche auto più inquinanti diesel e benzina. 

Sempre stando all’ultima bozza, gli incentivi potrebbero valere sia con rottamazione sia senza. 

In particolare, in riferimento alla fascia di emissioni 0-20 g/km, il contributo dovrebbe essere di 6.000 euro che viene ridotto a 4.000 senza rottamazione. La seconda fascia, con emissioni 21-60 g/km, dovrebbe vedere un bonus di 4.000 euro se si rottama, con una riduzione a 2.000 euro senza rottamazione. Infine, per l’ampia gamma di auto più inquinanti, con emissioni 61-135 g/km, sarà necessaria la rottamazione e si potrà ottenere il contributo di 2.000 euro. 

Se, dunque, da una parte c’è una buona notizia per i consumatori (si pensava a bonus che avrebbero richiesto sempre la rottamazione), dall’altra parte le novità non sono sempre positive. È il caso della decisione di escludere le imprese dagli incentivi auto. 

Incentivi auto 2022 solo per persone fisiche: escluse le imprese

Incentivi riconosciuti alle persone fisiche, ma non alle persone giuridiche. 

La scelta dei ministeri è stata quella di escludere dagli incentivi 2022 le imprese, benché sia innegabile che una parte di mercato sia costituita proprio da esse, specialmente per quel che riguarda proprio la prima e la seconda fascia con emissioni  0-20 g/km e 21-60 g/km. 

Questo, in prospettiva (e nemmeno troppo lontana, al massimo tra 5 anni) potrebbe portare anche a popolare il mercato dell’usato di auto meno inquinanti e che potrebbero, dunque, diventare accessibili anche a cittadini e famiglie, con un incremento della diffusione di auto elettriche o ibride in linea con la transizione ecologica. 

Come già detto, tutte le informazioni che al momento si hanno rispetto agli incentivi auto non sono ancora entrate in vigore. Tuttavia, rimane improbabile che il governo faccia un passo indietro e includa anche le persone giuridiche nei nuovi bonus auto. 

Incentivi auto alle aziende, ma solo nel car sharing: le limitazioni 

Imprese escluse, dunque, ma con una sola eccezione: quelle operanti nel settore del car sharing (cioè i servizi di condivisione e noleggio per breve periodo). 

Anche per queste, però, le limitazioni non mancano. Le imprese potrebbero, infatti, procedere all’acquisto solo di veicoli con emissioni di CO2 fino a 60 grammi al chilometro. 

D’altra parte, solo il 5% delle risorse messe in campo per queste fasce verranno destinate alle aziende di car sharing. 

Incentivi auto 2022, si abbassano i tetti di spesa massima: scelte incoerenti?

L’esclusione delle imprese dagli ecobonus auto 2022 non è l’unico motivo per cui si è alzata la polemica. Dissensi sono stati manifestati anche per quanto riguarda la definizione dei tetti di spesa massima per le diverse fasce individuate. 

In linea generale, il prezzo massimo per i veicoli si è ridotto rispetto agli scorsi incentivi, in particolare: 

il prezzo massimo per le auto elettriche si è abbassato a 35.000 euro rispetto ai precedenti 50.000; quello per le auto di seconda fascia è passato da 50.000 a 45.000; per le auto di terza fascia si è passati da 40.000 a 35.000. 

La riduzione del tetto massimo di spesa, comunque, non è la ragione alla base delle perplessità. I dubbi, infatti, sorgono per l’incoerenza del tetto massimo imposto per le auto elettriche (prima fascia) rispetto a quello imposto per le auto maggiormente inquinanti (seconda fascia). Come abbiamo visto, infatti, il tetto di spesa massimo per le auto con emissioni 0-20 g/km è fissato a 35.000, mentre quello per le ibride plug-in è 45.000. 

Un tetto di spessa massimo di questo tipo per le auto elettriche, poi, non favorisce l’acquisto di veicoli con migliori caratteristiche, cosa che andrebbe anche a scontrarsi con l’intenzione di finanziare ulteriormente i punti di ricarica per le auto elettriche.

Se l’obiettivo del governo, attraverso anche gli incentivi auto 2022, è quello di favorire la diffusione delle auto elettriche, dunque, la decisione presa in merito ai tetti di spesa massima non sembra andare in questa direzione.